Ti racconto Voland

Scoprire nuove culture attraverso i libri. Portare l’attenzione su letterature poco esplorate ma di grande profondità. Sono i cardini  della continua ricerca di Voland. Una casa editrice indipendente e dall’anima curiosa che pensa fuori dal coro.

Qui sotto l’intervista sui libri e sui sogni di Voland.

logo-voland

 

  • Raccontateci la storia di Voland

La Voland è stata fondata nel dicembre del 1994 da Daniela Di Sora, e i primi tre libri sono stati pubblicati nell’aprile del 1995: Dall’Italia di Gogol’, Il ladro di pesche del bulgaro Stanev, e infine Per Anna Karenina, una raccolta degli incipit del romanzo di Tolstoj coronata da un saggio di Angelo Maria Ripellino. La casa editrice nasce proprio dalla sua (di Daniela) esperienza di traduttrice dal russo per altri editori, come E/O, Bompiani, Biblioteca del Vascello. La prima ambizione, infatti, era quella di pubblicare solo libri tradotti dalle letterature slave, dal momento che nessuno, in questo settore, sembrava avere una politica editoriale coerente e continua verso quelle culture, solo scelte occasionali e magari incomplete.

  • Come mai la scelta di pubblicare la letteratura slava? Cosa si perdono i lettori che non hanno mai letto scrittori dell’Est?

L’intenzione di base era quella di far conoscere le letterature di questi popoli poco frequentati che, a differenza delle pubblicazioni di lingua inglese prese d’assalto da tutti gli editori, venivano sovente trascurate e apparivano troppo di rado nei cataloghi italiani.

Chi non ha mai letto scrittori dell’Est si perde un bel pezzo di mondo.

  • Tra i vostri autori spicca Amélie Nothomb. È innegabile l’importanza di avere in catalogo una scrittrice come lei. Come si sono incrociati i vostri destini?

Se l’idea iniziale era quella di occuparci esclusivamente di letterature dell’Est, è bastato il primo anno per capire che non si vive di soli slavi! La nostra editora Daniela ha cominciato a guardarsi intorno e le è capitato di leggere il primo romanzo di Amélie, Igiene dell’assassino: per lei è stato amore a prima vista! E fortunatamente anche per tantissimi altri italiani, che da allora la seguono e la leggono senza perdersi un libro. Da quel momento la Nothomb è sempre rimasta fedele alla Voland nonostante le infinite offerte che ha ricevuto e continua a ricevere.

  • Negli ultimi anni Voland ha aperto anche alla narrativa italiana pubblicando autori esordienti: Nicola H Cosentino, Giorgia Tribuiani, Ilaria Gaspari solo per citarne alcuni. Come siete arrivati a scoprire queste nuove voci e perché avete deciso di puntarvi?

La letteratura italiana funziona come tutte le altre: l’incipit deve rapire, la trama deve essere avvincente e la lingua mai banale. I tre che hai citato hanno tutte queste caratteristiche, e, anche se alle prime prove, hanno dimostrato capacità di scrittura sorprendenti.

  • Riviste letterarie, agenti letterari, manoscritti, critici ed esperti del settore. A quali di questi canali vi affidate per scoprire nuove storie? Quanto è importante la ricerca per una casa editrice e in particolare per voi che vi occupate principalmente di narrativa straniera?

Qualsiasi canale sia in grado di veicolare delle proposte meritevoli per noi è valido: abbiamo pubblicato libri ricevuti da agenti, consigliati da esperti e ricevuti in forma di manoscritto. La ricerca è fondamentale, per questo abbiamo collaboratori che si dedicano unicamente alla  lettura e alla valutazione del materiale che riceviamo.

1234032_10153768618438468_6392347438209577846_n

  • Con il progetto Amico Voland il lettore diventa protagonista del processo di creazione del libro. Com’è nata questa idea? Questo coinvolgimento attivo dei lettori che cosa ha comportato?

L’idea nasce dalla volontà di rendere il lettore parte attiva nel processo di pubblicazione di un libro e di coinvolgerlo in maniera tangibile nella vita della casa editrice: creare una sorta di esercito Voland formato da lettori-amici, che ci seguono con curiosità e passione, che leggono gli incipit dei libri prima che escano in libreria, che ricevono in omaggio libri ormai introvabili del nostro catalogo e che godono di promozioni speciali create ad hoc per loro.

  • La collana Amazzoni è dedicata alle scrittrici. Negli ultimi anni è stato imponente l’impegno di alcune scrittrici e di alcune case editrici per eliminare il pregiudizio che accompagna il lavoro delle scrittrici. Secondo voi siamo riusciti a smarcarsi dal binomio donne – romanzo rosa e dai pregiudizi sulle scrittrici?

Non è tanto il binomio donne-romanzo rosa a dover essere superato quanto il pregiudizio sulle scrittrici in quanto tali: ad esempio sono pochissimi gli uomini che leggono libri scritti da donne, e questo a prescindere dal genere e dalla trama dell’opera. E’ un preconcetto che andrebbe estirpato alle radici del nostro sistema culturale, partendo dall’educazione familiare per finire ai programmi ministeriali adottati nelle scuole. Dal canto nostro, la collana Amazzoni raccoglie autrici di altissimo livello – come la russa Marina Stepnova, la portoghese Dulce Maria Cardoso, la messicana Cristina Rivera Garza e tante altre da tutto il mondo – che non fanno che contribuire al superamento di questo pregiudizio.

  • Nel vostro catalogo è presente il tema del viaggio sia nella collana Confini che in Finestre con le Guide Ribelli. La lettura ha ancora la capacità di riuscire ad ampliare il nostro sguardo sul mondo in maniera critica?

Ce lo auguriamo fortemente! E’ per questo che continuiamo a scommettere su un tipo di letteratura che varchi gli orizzonti non solo mentali ma anche geografici e culturali: le nostre Guide ribelli ne sono un chiaro esempio. Per chi non le conoscesse, le nostre guide racchiudono itinerari che si sviluppano all’interno di una città toccando i luoghi che, in un passato recente e meno recente, sono stati teatro di rivoluzioni e ribellioni. Sono l’alternativa ai classici percorsi turistici proposti da qualsiasi altro manuale di viaggio, nonché strumenti davvero efficaci per conoscere a fondo – culturalmente, storicamente, politicamente – i paesi che visitiamo.

  • Il vostro rapporto con i social?

Cerchiamo di stare al passo con i tempi: abbiamo profili attivi su Facebook, Twitter e Instagram dove aggiorniamo costantemente i nostri lettori sulle novità e sugli eventi che ci riguardano.

  • Per varie e ovvie ragioni si parla sempre di nuove uscite. Mi piacerebbe che ci segnalaste un libro dal vostro catalogo che secondo voi andrebbe riscoperto.

Diario di Andrés Fava di Julio Cortazar.

  • Voland ha un sogno nel cassetto?

Di libri nel cassetto ne abbiamo tantissimi: è un po’ la stessa cosa, no?!

Grazie Voland!

49661433_1430834133714648_6131270564720934912_n

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Una settimana di racconti #66

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Qui un piccolo riepilogo dei racconti che mi sono piaciuti questa settimana. 

Bestiarius immaterialis – Sinnilichio di Andrea Cafarella su Stanza 251

Uccidere senza violenza ma con ferocia.

Continua a leggere

Ti racconto Tre racconti

Chi frequenta questo spazio sa che sono un’assidua lettrice di riviste letterarie e di collettivi di scrittura. Amo scoprire nuove storie e nuove voci. Oggi incontro Tre racconti. Un gruppo di lettori che vuole scardinare tutti gli stereotipi che da sempre accompagnano i racconti. Una rivista ben curata nella grafica e nei contenuti che vuole appassionare i lettori alla forma breve.

logo tre racconti

  • Cos’è Tre Racconti?

Tre racconti è uno spazio che promuove la forma del racconto. È un sito che ospita recensioni e approfondimenti su classici e novità, è una rivista trimestrale che pubblica tre racconti brevi. È una redazione di nove persone affiatate che provano a confezionare un prodotto culturale. Ci riusciamo? Chissà, ma di sicuro Dante sarebbe orgoglioso della nostra numerologia.

  • Che caratteristiche deve avere una storia per entrare a fare parte di Tre Racconti?

Quando abbiamo iniziato la nostra avventura non ci siamo dati molti limiti. Non ci interessano le distinzioni di genere o stile, ciò che c’importa veramente è la qualità dei racconti. Oltre al limite di battute. Quello che cerchiamo sono storie che non svaniscano dalla mente cinque minuti dopo averle lette.

  • Cosa la distingue dalle altre riviste letterarie?

Probabilmente il pensiero che sta dietro alla nostra nascita. Le riviste nascono con motivazioni differenti: promuovere una certa visione della critica letteraria, dare spazio ad autori innovativi o a generi precisi, a volte lo stimolo è il semplice “fare una rivista”. E Tre racconti è anche tutto questo; la differenza è che noi abbiamo messo al centro della nostra missione il racconto, non la rivista, che è solo una parte (seppur importantissima) del progetto.

  • Fate editing sui testi che vi arrivano? C’è uno scambio tra gli autori e la redazione?

Sì, perché pensiamo che supportare gli autori durante il processo di revisione possa aiutarli a diventare più consapevoli della propria scrittura. Pubblicare un racconto su una rivista letteraria può essere un trampolino di lancio, perché non presentarsi al meglio? Perciò l’editing rappresenta una fase importante della nostra attività, ed è anche un’occasione per allenare il nostro spirito critico. È uno scambio a tutti gli effetti. Quando abbiamo intervistato David J. Poissant ci ha detto una cosa illuminante: “Quando hai cinquemila parole devi lavorare su ogni singola parola, non ci sono scuse perché ogni parola non sia perfetta, al posto giusto. Invece il romanzo ha centinaia di migliaia di parole, non avrai mai un romanzo perfetto.”

  • Oltre alla rivista, sul vostro blog fate un continuo lavoro di ricerca e di proposizione dei racconti. C’è davvero così tanta diffidenza nei confronti delle storie brevi?

Basta osservare la proposta editoriale attuale. Escluse alcune importanti eccezioni, dovute più che altro al coraggio di piccole case editrici, a grandi classici in perpetua ristampa o al successo di alcuni grandi autori in seguito alla vittoria di qualche premio internazionale (come Alice Munro), i racconti sono ancora una forma poco compresa in Italia. La conseguenza è che la qualità generale ne risente: l’ultima raccolta di racconti ad aver vinto lo Strega lo ha fatto nel 1999, vent’anni fa. Perchè io, scrittore, dovrei cimentarmi con una forma che non vince, non viene pubblicata, non viene letta? Certo, esistono le riviste letterarie, ma siamo i primi a riconoscere di essere la nicchia della nicchia: a leggere le riviste sono quasi esclusivamente gli addetti ai lavori o lettori molto forti. Per questo, per noi è importante fare divulgazione: per provare a creare una comunità appassionata al tipo di storie che pubblichiamo.

  • Avete dei rapporti con le case editrici? C’è qualche autore di Tre Racconti che è arrivato a pubblicare con qualche casa editrice?

Solo rapporti protetti. Nel senso che non siamo legati a nessuna casa editrice, ma con alcune di loro abbiamo cordiali rapporti di vicinato. A noi interessa rispecchiare l’attuale situazione della narrativa breve in Italia, e questo passa anche dalle ultime pubblicazioni mentre alle case editrici interessa trovare nuovi autori e capire quali sono le tendenze di chi legge: ci leggiamo a vicenda, e certe volte nascono delle belle collaborazioni. È proprio di qualche settimana fa la notizia che il racconto di una nostra autrice è stato pubblicato da Giunti scuola in un’antologia. Ne siamo contenti, oltre che per l’autrice, anche per il nostro lavoro: è una conferma che siamo sulla strada giusta.

  • Come si riconosce una voce?

È una questione di sensibilità artigianale, come il cuoco che decide che la crema pasticcera è pronta, una di quelle competenze che puoi affinare solo dopo aver letto 100, 200, 1000 racconti, e non per forza tutti belli. Certo, è quantificabile in qualche modo, ma al tempo stesso comprende moltissime variabili. Al primo assaggio del racconto si deve già riconoscere un sapore nuovo, anche se ogni volta si presenterà in maniera diversa. In fin dei conti il racconto è la forma di narrazione più antica della storia, ed è quasi impossibile aspettarsi l’originalità assoluta, è molto più importante invece confrontarsi con le aspettative del lettore. Ecco, da questo punto di vista cerchiamo di essere dei superlettori, e allenare molto le nostre papille gustative, assaggiando più racconti possibili. Una delle nostre fortune è avere all’interno della redazione persone con gusti letterari differenti, una cosa molto utile quando si tratta di giudicare un testo. Siamo anche dei gaudenti edonisti perciò, oltre a leggere, ci ritroviamo per dei sontuosi banchetti ogni volta che la vita ce lo permette, ma questa è un’altra storia.

tre racconti fumetto (1)

  • Chi c’è dietro a TRE RACCONTI?

Diecimila scimmie che schiacciano a caso diecimila tastiere di computer. Non sarà Shakespeare, ma è già un grande risultato. Primati a parte, tre anni fa avremmo risposto parafrasando la nostra presentazione sul sito: “nove lettori animati dall’amore per le cose scritte bene e dalla volontà di condividere con altri appassionati quello che hanno capito sui racconti, ognuno secondo il suo personale percorso e la propria sensibilità”. Questo è ancora vero e lo sarà sempre, ma dopo nove numeri e lo scontro continuo con grafica, impaginazione, editing e tutte le altre attività più o meno visibili, ci sentiamo più nove avventurieri che esplorano con determinazione ogni aspetto di una produzione editoriale dignitosa, seppur volatile, come può esserlo una rivista digitale.

  • In ogni numero della rivista oltre ai tre racconti c’è un fumetto. Questa vostra scelta è solo uno degli esempi della versatilità del racconto e della forma breve. Com’è nata questa idea di contaminazione?

E non è l’unico esempio, altre volte ci è capitato di lasciarci “contaminare” da qualche variazione sul tema, dalle ballate di Bob Dylan agli albi illustrati di Manuele Fior. All’inizio era solo una maniera simpatica per compensare il rigore con cui stavamo presentando il nostro progetto, ma grazie al lavoro di Marco Capra, il fumetto è diventato un appuntamento fisso e un’occasione di confronto diretto con quel mondo che negli ultimi anni sta cercando di affermarsi come forma d’arte autonoma. Ha qualcosa a che fare con il “vedere” un racconto, un po’ quello che accade attraverso l’editing o durante una lettura più consapevole, cambiare prospettiva è un altro modo di apprezzare una buona lettura svelando i suoi meccanismi più sottili.

  • Una delle cose che adoro tantissimo della vostra rivista è l’editoriale. Mi piace l’idea di essere condotta per mano alla scoperta dei racconti che compongono il nuovo numero della rivista e i continui riferimenti ai grandi scrittori.

Grazie, fa sempre parte dell’idea originaria di Tre racconti: vogliamo offrire qualcosa di più di tre storie ogni tre mesi. Selezioniamo i racconti da pubblicare in base a diversi criteri e, quando ci troviamo a costruire un nuovo numero della rivista, immaginiamo una direzione precisa: l’editoriale serve a introdurre il lettore al percorso che abbiamo pensato per lui, offrendogli una delle chiavi di lettura possibili. È ovvio che ognuno può individuare la propria, e scoprire più significati e connessioni di quelle che appaiono a un primo sguardo.

  • Negli ultimi mesi stiamo assistendo alla nascita di numerose riviste letterarie on-line. Come per i libri c’è il grosso rischio che ci si ritrovi con più riviste che lettori. Al netto degli entusiasmi iniziali creare una rivista è un lavoro faticoso fatto di incastri e di precisione. Questo proliferare di riviste può essere un bene per tutti o rischia di abbassare il livello delle proposte?

Nella maggior parte dei casi, la vita delle riviste è effimera, ed è giusto che sia così: sono un side project lungo la strada per qualcos’altro. Chi fonda una rivista poi prova a essere editore, scrittore, critico, grafico, e un prodotto agile e flessibile come una rivista è la palestra perfetta. D’altro canto, l’istituzionalizzazione del dilettantismo è uno dei problemi della società contemporanea. Il rischio che una rivista mediocre, senza revisione editoriale e senza tutti quei piccoli particolari che fanno un prodotto di qualità, emerga a dispetto della qualità esiste. In fin dei conti, però, se ci sono molte persone che vogliono arricchire l’offerta culturale non possiamo che essere contenti: è una bella cosa, è stimolante, e ci spinge a fare sempre meglio. Se ci fossimo solo noi, senza nessuno da inseguire o nessuno a inseguirti, forse non avremmo la stessa motivazione a perfezionarci.

  • Domanda da un milione di dollari: consigli di lettura per abbandonare i pregiudizi sulle storie brevi e innamorarsi definitivamente dei racconti.

Dare consigli è affare complicato, e darne uno che vada bene per chiunque lo è ancora di più. Scoprite piuttosto se tra gli autori che amate di più ce ne sia uno che abbia scritto e pubblicato racconti (scoprirete che in molti lo hanno fatto) e cominciate da quello, almeno sull’autore non avrete pregiudizi.

Grazie Tre racconti! 

Voland all’Indie BBB Cafè

Prende il nome dal romanzo “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.

I primi tre autori pubblicati furono Tolstoj, Gogol’ ed Emilijan Stanev.

Ha fatto conoscere ai lettori italiani i libri di Amélie Nothomb.

Per il suo quindicesimo compleanno ha realizzato un font con il suo nome e da allora viene utilizzato per tutte le edizioni della casa editrice.

Allora?! Avete indovinato qual è la casa editrice protagonista di febbraio del nostro IndieBBBCafè?!

Continua a leggere

Una settimana di racconti #64

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Qui un piccolo riepilogo dei racconti che mi sono piaciuti questa settimana.

La terza cosa che è venuta a mancare di Martina Marasco su Narrandom

Inconvenienti dell’avere un bambino.

Continua a leggere

Ti racconto Leggo Quindi Sono

Autori acclamati come rockstar, libri supportati come tifosi in uno stadio. Passione, curiosità ed entusiasmo per le storie. Dal 2015, ogni anno, 5 libri di 5 scrittori pubblicati da 5 case editrici indipendenti, sono stati letti, indagati e votati dai ragazzi delle scuole superiori di Foggia arrivando nell’ultima edizione a coinvolgere più di 500 studenti.

Sto parlando del progetto concorso “Leggo QuINDI Sono – Le giovani parole” che ha tra i suoi obiettivi quello di portare i libri  pubblicati da case editrici indipendenti nelle scuole d’Istruzione Secondaria, nelle periferie e nei piccoli comuni dove di solito i libri stentano ad arrivare. Continua a leggere

Una settimana di racconti #63

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Qui un piccolo riepilogo dei racconti che mi sono piaciuti questa settimana.

Filo di Roberta Garavaglia su Tuffi

Rapporti madre figlia.

Continua a leggere

Addio fantasmi: incontro con Nadia Terranova

È una fredda e sbrilluccicante serata di dicembre quando entro nella libreria Kublai e trovo Nadia Terranova ad aspettarmi al bancone del bar con un calice di vino, un libro di Roberto Bolano, il suo sorriso radioso e delle scarpe meravigliose. Mentre aspettiamo l’orario previsto per la presentazione chiacchieriamo un po’ delle nostre letture, della sua poltrona viola e del suo girovagare per l’Italia in compagnia di Ida e dei suoi fantasmi. Nadia accoglie ogni lettore che entra con gentilezza ed entusiasmo. È una donna che infonde leggerezza e serenità. Continua a leggere

Un anno di racconti 2018

Odio le liste. Mi stanno parecchio antipatici quelli che dicono agli altri cosa devono fare. Ogni domenica mi vesto dal mio peggior nemico e scrivo una lista di racconti che dovreste leggere. Tralasciando la psicologia spicciola applicata al mio profilo borderline (Verde e Crapula nella loro descrizione in La Letteratura pazzesca in Italia Nuova Edizione 2018 ci avevano visto giusto, vi tengo d’occhio attenti!) era impensabile non proporre un articolo sui racconti del 2018 e creare un piccolo archivio di letture da andare a ripescare.

Nel 2018 nella rubrica “I racconti della settimana” su IBiB sono stati citati oltre trecento racconti pubblicati da 40 differenti riviste letterarie online.  Continua a leggere

Una settimana di racconti #59

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Qui un piccolo riepilogo dei racconti che mi sono piaciuti questa settimana.

Un’anatra al buio che becca le briciole di Chiara De Cillis su Neutopia

Solitudini incerte. Tentativi per stare in piedi.

Continua a leggere