Carissima Viola…

Sono contento di poterti scrivere perché volevo dirti che mi manchi, che ti penso, e che ti desidero. Hai ripreso fiato? Rileggi: è tutto vero. Mi irrita la mancanza delle tue telefonate, dei tuoi gridolini di piacere, i tuoi languori e altre cose. Mentre ti scrivo ti desidero, e il solo fatto di rivolgermi a te mi scalda. Mi capita di guardare, dal mio letto, la porta di casa, quella che tu varchi quando vieni da me, per stare con me. Mi irrita che tu sia a Londra mentre io sono a Roma; mi irrita che da quella porta tu non passi, l’ascensore non ti porta, non sento i tuoi passi, non penso a quello in cui tu, in quel momento, stai pensando. Ho voglia della tua impudicizia, mi serve, la esigo. E la voglio per me solo, da pascià

 

Lettera di Giorgio Manganelli a Viola Papetti

Lettere senza riposta

Giorgio Manganelli Viola Papetti

Nottetempo  143 pag.  Ed. 2015

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