Anna

Era quel momento dell’alba in cui la notte e il giorno hanno lo stesso peso e le cose sembrano più grandi di quello che sono. Una striscia lattiginosa segnava il fondo della pianura e il vento frusciava tra le macchie di grano risparmiate dal fuoco. Anna uscí dalla macchina e si sgranchí la schiena. La caviglia era indolenzita ma, dopo il riposo, le faceva meno male. L’autostrada si srotolava come un filo di liquirizia. Intorno all’automobile l’asfalto era coperto di impronte di zampe. A una cinquantina di metri, sopra la striscia tratteggiata, c’era qualcosa. Sulle prime le sembrò il suo zaino, poi un copertone, poi un mucchio di stracci. Poi gli stracci si sollevarono trasformandosi in un cane.
Anna

Niccolò Ammaniti 

Einaudi Ed. 2015

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