Il peso minimo della bellezza

Mi pento di tutte le cose.  

Soprattutto della resa. 

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Si può amare una persona tanto da odiarla? Si può consapevolmente decidere di renderle la vita un inferno perché crediamo che ci abbia condannato mettendoci al mondo?

Si, si può, come ci racconta “Il peso minimo della bellezza” romanzo d’esordio di Azzurra De Paola pubblicato nel 2016 da LiberAria.  Protagonista del libro è un rapporto morboso tra una madre e un figlio. Voce narrante il figlio che attraverso i ricordi intreccia i fili di questo rapporto aggrovigliato e stretto. La voce della madre ci arriva solo attraverso alcune pagine del suo diario in cui ritroviamo una donna perennemente in lotta con il senso di colpa e di inadeguatezza. Una giovane donna che decide di mettere al mondo un bambino e di crescerlo da sola illusa che sia uno dei pochi legami in cui è lecito credere al “per sempre”. Una donna che scoppia d’amore con il terrore di sentirsi sola e abbandonata. Un libro che ti toglie il fiato e che libera una volta per tutte il rapporto madre-figlio da quella patina di perfezione con cui spesso viene raccontato. Unico elemento esterno Il Dottore, un uomo innamorato della madre, che cerca di entrare in questo ménage familiare riuscendoci con fortune alterne. Un figlio arrabbiato che cerca ogni modo possibile per vomitare violenza. Una madre troppo preoccupata a non deludere gli altri per capire davvero cosa sarebbe meglio per sé stessa. Un uomo pacato che aspetta in un angolo il suo momento con paziente ostinazione. Un triangolo irregolare dove poche volte compare la felicità. Un rapporto basato sulla paura dell’abbandono. Un amore che diventa una gabbia. L’egoismo che detta gesti e azioni. Anime troppo concentrate a farsi del male per capire che la vita passa accanto comunque e forse invano. Un dolore che non è utile ma solo anticamera di altro dolore.

Un romanzo che alterna momenti dolcissimi ad episodi di una violenza feroce. Una lettura che fa male. Parole che bruciano sulla pelle e graffiano l’anima. Azzurra De Paola scandaglia tutto l’oscuro che ci abita. “Il peso minimo della bellezza”è il racconto di un odio con tutte le attenzioni di un amore.

 

Libro

“Questo è il tuo bacio.  Il tuo peso, venti chili d’amore. Il segno indelebile che vuoi lasciarle.” Una madre e un figlio sono il nucleo attorno al quale ruota la narrazione del fulminante romanzo d’esordio di Azzurra de Paola, un microcosmo chiuso e autarchico in cui un giorno appare il Dottore, un uomo “perbene” e dalla singolare capacità d’amare, la cui presenza sconvolgerà per sempre i destini dei protagonisti. Grazie a una prosa poetica, dolcissima e violenta insieme, Il peso minimo della bellezza racconta, con forza straordinaria, i piccoli drammi e le enormi sofferenze di questo triangolo amoroso, rivelando al lettore i lati oscuri e taciuti della forma d’amore più pura che esista, quella tra madre e figlio.

Autrice

Azzurra de Paola nasce a Roma nel 1983 e vive in Svizzera. Alcuni suoi inediti sono stati pubblicati su siti di poesia e per «Le Monde Diplomatique». Ha pubblicato Benedizione per la bassa moltitudine con Le voci della Luna (2012) e La verità è un mondo terrificante per L’Arcolaio Edizioni (2014). Estratti de La verità è un mondo terrificante sono usciti per «Le Courrier di Ginevra».

LiberAria sarà con noi sull’IndieBBBCafè per tutto il resto di marzo Restate connessi!

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