Ti racconto Tuffi

Chi frequenta questo spazio sa che sono un’assidua lettrice di riviste letterarie e dei collettivi di scrittura. Amo scoprire nuove storie e nuove voci. Oggi incontro TuffiUna rivista che ha deciso di concentrarsi sulla brevità pubblicando sia autori italiani che stranieri. Lo sapevate che bastano sei parole per raccontare una storia?

20258207_364099984007303_7071582911389961626_n

  • Raccontateci la storia di Tuffi

Era una notte buia e tempestosa… Una ragazza leggeva alcune riviste. E il riflesso di un riflesso di un’idea, come un tuono, le attraversò la mente. Poi, un grido: «Si… può… fare!!!».

  • Tuffi è una rivista di racconti brevi e brevissimi. Si va dalle “six word stories” fino a “tuffi liberi” che non vanno oltre le mille parole. Come mai avete scelto di concentrarvi sulla brevità delle storie?

Da brave ecologiste naturaliste (leggasi: squattrinate) abbiamo deciso di non stampare ma di essere una rivista presente esclusivamente online. In quest’ottica il formato breve è il più adatto alla velocità e ai ritmi ispirati dai social. Diciamoci la verità: chi leggerebbe mai  Delitto e castigo su Verde?

  • Come scegliete i racconti da pubblicare?

Pubblichiamo solo quelli che ci arrivano nei giorni dispari di pioggia alle 17.17. Pensate che sia un limite? Per ora ci sembra funzioni…

  • Nella rubrica “nelle altre piscine” esplorate i racconti provenienti da altri luoghi. Per fare questo immagino ci sia un continuo aggiornamento sulle riviste e sulla produzione di “flash fiction” straniera a cui segue un importante lavoro di traduzione.

Non avremmo saputo dirlo meglio, quindi è inutile aggiungere altro.

A parte gli scherzi, lo scouting non deve essere unidirezionale. Le riviste non sono soltanto territori da cui case editrici e editori possono attingere, ci deve essere un lavoro di ricerca anche da parte delle riviste. All’estero, poi, la flash fiction ha un seguito maggiore – così come le short stories – ed è più facile trovare autori esordienti in rete. La figura del traduttore è senz’altro fondamentale, permette di capire cosa e come si scrive nel resto del mondo.

  • Sembra un momento favorevole per le riviste. Ne stanno nascendo di nuove, alcune stanno passando anche al cartaceo e molti sono stati gli eventi culturali che le hanno viste protagoniste. Cosa significa fare una rivista oggi in Italia?

Cazziare le proprie amiche/collaboratrici quando sul gruppo whatsapp della rivista parlano dei loro ultimi match su tinder.

  • Tuffi in una “six word stories”?

Salti mortali per apparire su Tuffi.

  • Quali sono gli elementi necessari per un buon racconto di flash fiction?

È assolutamente fondamentale la presenza di un cane che muore (o in alternativa di un bambino che muore), di una casa come metafora dell’infanzia persa, di una coppia di anziani che guardano il mare ripensando ai giorni in cui erano felici, di un cieco che disegna una cattedrale.

  • Da poco siete approdati su instagram. Com’è il vostro rapporto con i social? E come questi possono aiutare la rivista?

In realtà pessimo. Anzi, approfittiamo dell’intervista per lanciare una call: offritevi come social media manager, per favore, noi non siamo in grado.

  • Tuffi ha da poco compiuto un anno riuscendo a dare spazio ad autori affermati e a giovani emergenti. Era come vi aspettavate? Progetti per il futuro?

Siamo molto felici di come sono andate le cose quest’anno. Non ci abbiamo pensato molto in realtà, quello che facciamo è lavorare sui racconti. Il resto viene da sé.

Grazie alle ragazze di Tuffi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...