Parla, mia paura

“E’ cominciata con la paura. Paura delle automobili. Paura dei treni. Paura delle luci troppo forti. Dei luoghi troppo affollati, di quelli troppo vuoti, di quelli troppo chiusi e di quelli troppo aperti. Paura del cinema, dei supermercati, delle poste, delle banche. Paura degli sconosciuti, paura dello sguardo degli altri, di ogni altro, paura del contatto fisico, delle telefonate. Paura di corde, lacci, cinture, scale, pozzi, coltelli. Paura di stare con gli altri e paura di restare da sola”

26172685_1952050408387943_4796117793835969536_o

Sono tra quelle persone che vivono nella paura della paura da quando qualche anno fa l’ansia e gli attacchi di panico hanno fatto capolino nella mia vita. Da allora leggo libri che trattano l’argomento per riuscire a dare voce al malessere che mi porto dentro. Per questo motivo ho seguito con molto interesse il profilo facebook di Simona Vinci in cui spesso i post e gli scambi con i suoi followers facevano riferimento alla paura. Ho saputo che a questo parlare sarebbe seguito un libro. L’ho desiderato. L’ho aspettato. L’ho comprato ma non l’ho letto. Non subito. Avevo il sentore che non fosse come gli altri libri in cui ad un certo punto il protagonista volta pagina e tutto magicamente si aggiusta, sentivo che in “Parla, mia paura” l’approccio sarebbe stato diverso, che avrebbe portato una testimonianza reale. Questo se da un lato era il motivo che mi aveva spinta a prendere il libro dall’altro mi faceva tentennare perché ero certa che mi avrebbe raccontato di una catena di alti e bassi in cui il lieto fine non è contemplato.  L’ho lasciato sul mio scaffale un bel po’. Poi ho ceduto e ho scoperto la storia di una donna che potrei essere io se avessi la forza di dipanare quello che sento.

In “Parla, mia paura” Simona Vinci racconta il suo rapporto con l’ansia, con il buio che t’imprigiona, con la paura costante di non essere adatta a vivere. Si mette completamente a nudo raccontando i suoi anni a braccetto con la paura. Il circolo vizioso dei suoi pensieri, il malessere fisico che t’invade, i pericoli che vedi ovunque, le strategie di evitamento, i muri che alzi e che ti fanno sentire ancora più solo. Un viaggio in dieci tappe in cui l’autrice si svela raccontando il difficile rapporto con il suo corpo, le paure legate alla maternità, la depressione, le mancanze, la solitudine, le sedute di analisi e il sopravvivere con la costante consapevolezza che ritornerà il buio.

Il racconto di una vita vissuta attraverso un filtro per cercare il modo di sopravvivere ad una guerra fredda che lascia segni indelebili nell’anima. Simona Vinci sa che nessun consiglio potrà mettere fine a questa paura della paura ma ci consegna la sua esperienza mostrandoci che non vergognarsi e aprirsi agli altri possono diventare reti a cui affidarsi e non muri dietro cui seppellirsi. Smettere di giudicarsi, smetterla di giudicare. Consegnare la nostra storia a delle pagine bianche da riempire, raccontarsi ad uno sconosciuto che ci sorride in metro o ad un amico disposto a condividere un po’ del suo tempo con noi. Le parole da scrivere o da leggere unica via per la salvezza.

Libro 

Simona Vinci si immerge nella propria paura e cerca un linguaggio per confessarla. L’ansia, il panico, la depressione spesso restano muti: chi li vive si sente separato dagli altri e incapace di chiedere aiuto. Ma è solo accettando di “rifugiarsi nel mondo” e di condividere la propria esperienza  che si sopravvive. La stanza protetta dell’analista e quella del chirurgo estetico, che restituisce dignità a un corpo di cui si ha vergogna, l’inquietudine della maternità, la rabbia della giovinezza, fino allo strappo iniziale da cui forse tutto ha origine. Scavando dentro sé stessa, Simona Vinci ci dona uno specchio in cui rifletterci. Si affida alle parole perché “le parole non mi hanno mai tradita”. Perché nella letteratura, quando la letteratura ha una voce così nitida e intensa, tutti noi possiamo trovare salvezza.

Autore

Simona Vinci è nata a Milano nel 1970 e vive a Bologna. Il suo primo romanzo, Dei bambini non si sa niente (1997) ha riscosso un grande successo: caso letterario dell’anno, è stato tradotto in numerosi Paesi, tra i quali gli Stati Uniti. Sempre per Einaudi sono usciti la raccolta  di racconti In tutti i sensi come l’amore (1999) e i romanzi Come prima delle madri (2003), Brother and Sister (2004), Stanza 411 (2006), Strada Provinciale Tre (2007) e La Prima Verità (Premio Campiello 2016)

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...