Ti racconto Spazinclusi

Chi frequenta questo spazio sa che sono un’assidua lettrice di riviste letterarie e di collettivi di scrittura. Amo scoprire nuove storie e nuove voci. Oggi incontro Spazinclusi. Un collettivo di scrittura che ama sperimentare coinvolgendo anche autori esterni. Confrontarsi con gli altri, cercare punti di vista differenti, mettersi alla prova con diversi stili per trovare la propria voce. Spazinclusi è il bisogno continuo di crescita collettiva che parte dal singolo.

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  • Cos’è Spazinclusi?

Domanda breve, risposta lunga… 🙂

Spazinclusi prima di tutto è la promessa di tre amici su un balcone in una calda serata romana del 2016. È un collettivo di scrittura nato per incentivarsi a scrivere in modo assiduo e uno spazio dove confrontarsi. Alcuni di noi volevano avere maggiore continuità di scrittura e un impegno esterno li avrebbe spronati, così ci siamo ripromessi di scrivere un racconto al mese ciascuno, per migliorare come scrittori. Il concetto di collettivo ha tanto spazio quanto la scrittura. Nessuno di noi, da solo, avrebbe potuto mettere su Spazinclusi e tenerlo in piedi per così tanto tempo: l’energia, l’alternanza di voci e la crescita che viene dal confronto interno ne è parte integrante sia in termini di qualità di scrittura che di gestione del blog. Se siamo online, invece di incontrarci tra noi su quello stesso balcone, è perché abbiamo capito subito che il confronto e la crescita passano anche per l’apertura. Per questo abbiamo invitato autori esterni a inviarci i loro racconti, cosa che ci ha portati a conoscere molte belle persone, tra cui Francesca Riscaio, entrata ormai stabilmente nel collettivo. Ma Spazinlcusi è anche immagini, sotto forma di copertine di fotografi e artisti che, come noi, cercano luoghi virtuali di confronto e scambio. Insomma, Spazinclusi è il nostro spazio libero, dove condividiamo soprattutto racconti, ma anche riflessioni, nostri e di persone che ci piacciono, prima di tutto per crescere insieme.

  • All’interno di Spazinclusi si muovono autori, autori aggiunti e ospiti. Quali sono le caratteristiche dei vari ruoli? Come interagiscono tra di loro?

Gli autori pubblicano regolarmente e intervengono su tutti i testi pubblicati. Inoltre si dividono le responsabilità di una redazione cercando di capire come far crescere il blog. Si organizzano incontri periodici (reali o virtuali) per fare il punto della situazione, sia rispetto ai racconti – che sviscerano quanto più possibile – sia su come comunicare e interagire col mondo esterno. Gli ospiti inviano volontariamente un racconto e vengono scelti per essere pubblicati. Una volta deciso che quel racconto ospite andrà online, facciamo le nostre proposte di revisione all’autore, che resta sempre libero di accoglierle o no. Gli autori aggiunti sono un’invenzione recente, una via di mezzo, diciamo. Non volevamo perdere alcune voci particolarmente interessanti, già ospitate, e gli abbiamo chiesto di rimanere con noi , sottoponendoci più racconti (dai 3 ai 6, a loro scelta). L’autore aggiunto non solo riceve le nostre revisioni, ma partecipa anche alle revisione degli autori fissi, in modo che il collettivo si possa arricchire di punti di vista sempre diversi. La prima autrice aggiunta è stata Sara Gambolati, arrivata ormai alla conclusione dell’esperienza, ma ci siamo trovati talmente bene con questo ruolo che diventerà fisso (cambierà l’autore aggiunto!).

  • Caleidoscopio è lo spazio libero del vostro sito in cui parlate di film, libri, sperimentate con gli haiku, parlate degli eventi a cui avete preso parte. Guardando Spazinclusi si ha la sensazione che siate riusciti a creare un’officina in cui vi occupate di cultura in ogni sua forma.

Il fatto che tu lo veda così significa che è un esperimento riuscito. L’idea alla base di Caleidoscopio era quella di creare un ulteriore spazio di libertà, in cui ogni membro del collettivo potesse esprimersi andando oltre la narrativa in senso stretto. Noi quattro siamo i primi ad avere mille interessi e dentro Caleidoscopio possono trovare spazio, siano essi tangenti allo scrivere (recensioni, riflessioni sulla lingua, esercizi di stile, ecc) o distanti mille miglia da questo mondo. Il nome viene proprio da questo: un ventaglio di colori che rappresentano tante sfaccettature diverse di una stessa cosa, perché, tutto sommato, è difficile scindere in modo netto tra ciò che appartiene alla scrittura e ciò che non ne fa parte…

  • Leggendo i vostri racconti è chiara la continua voglia di sperimentare con i generi, gli stili e la struttura. Sperimentate con la scrittura e collaborate continuamente con altri autori e con gli artisti (i racconti sono accompagnati da foto o illustrazioni). Quanto è importante guardare le cose da punti di vista sempre differenti?

È l’unico modo per guardarle!

A parte la risposta istintiva, ognuno di noi ha un rapporto personale con la scrittura, ma tutti abbiamo voglia di crescere, di metterci alla prova, e il modo migliore per farlo è giocare con gli stili e i generi, senza paura di rischiare. Inoltre, siamo convinti che per avere sempre punti di vista differenti si debba collaborare con più persone, perché ogni incontro implica una certa ricchezza. Anche le illustrazioni, spesso, rappresentano un altro punto di vista rispetto a quello dell’autore, offrendo una chiave di lettura ulteriore. Per questo cerchiamo di usare sempre più spesso immagini originali, create appositamente per quel testo. Inoltre uno degli obiettivi che ci si può porre con un racconto è proprio mettere il lettore nei panni di qualcun altro, fargli vedere le cose sotto un aspetto diverso dal solito. Non sappiamo se ci stiamo riuscendo, ma quanto meno proviamo a raccogliere questa sfida.

  • Che cos’è per voi scrivere?

Marco M. – Un’esigenza, qualcosa con cui devo fare i conti volente o nolente. È cercare cos’è che non ti fa dormire la notte o ti distrae durante il giorno. È infilare una mano dentro di te per capire cosa c’è, senza essere certo di quello che tirerai fuori. È sfogo, liberazione.

Ileana – È una roba da cui sfuggo quanto più possibile ma dentro cui cerco di incastrarmi per non scapparne. Un modo per capire le cose, i fenomeni e le persone, attingendo da quello che ho dentro, trasformandolo in storie, personaggi, narrazioni, per poi guardarlo “da fuori” e imparare a capire.

Marco S. – È l’accettazione di una voce interiore che preme e si fa strada attraverso le dita per rivelare a chi vuole ascoltarla che siamo tutti dei Giano. Detta così sembra poetica invece è una lotta continua per l’affermazione con l’immagine che ogni mattina presento al mondo e l’eco dei miei pensieri.

Francesca Un’urgenza e, quando “mi viene facile”, un piacere… il più delle volte un tormento necessario

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  • Ho sempre pensato che scrivere non fosse solo un’attività solitaria ma che a un certo punto avesse bisogno di un confronto. Come è cambiata la vostra scrittura (se è cambiata) da quando esiste Spazinclusi?

Marco M. – Penso di essere quello che ha i testi più editati tra gli autori, il più acerbo da un punto di vista della scrittura. Credo che nel tempo sia migliorato soprattutto nella costruzione di frasi meno complesse e arzigogolate, che nella mia testa sembravano suggestive ma per chi leggeva erano di difficile comprensione. In base ai consigli ricevuti ho riscritto anche più volte dei racconti, perché trovavo le obiezioni condivisibili, e io stesso propongo modifiche anche pesanti ai testi degli altri quando qualcosa mi suona male. Credo che questo tipo di scambi siano il vero valore aggiunto del progetto Spazinclusi.

Ileana – intanto, a differenza di prima, scrivo! Ero una di quelli che voleva l’auto-imposizione della pubblicazione per mettersi a scrivere, e anche solo in questo Spazinclusi per me è stato un successo. Inoltre, ogni persona che mi legge è uno specchio, che mi rimanda tanti di quegli spunti da farmi crescere ogni volta.

Marco S. – Evviva il cambiamento! Considerando la scrittura “parte di me”, solo nel confronto con gli altri sono riuscito a capire che quello che scrivevo poteva essere modificato. La sovrapposizione di scrittura/essere e riscrittura/sono ancora me stesso è alla base del processo che mi sta portando a considerare lo scritto non un testo sacro da adorare, ma un linguaggio amico con cui dialogare, magari litigare, per poi trovare una quadra. Nel pratico? Dopo ogni racconto che mi ha portato delle difficoltà, ho avuto una crescita letteraria.

Francesca – Il confronto serve a verificarsi. Le risposte ottenute dall’esterno permettono di intravedere come viene percepito ciò che si scrive. Questo permette a sua volta di correggere il tiro rispetto a ciò che si volevo comunicare ed è comunque arricchente e interessante.

  • Come scegliete i racconti da pubblicare su Spazinclusi?

Non abbiamo nessuna pretesa di selezionare seguendo criteri oggettivi: ci approcciamo ai testi come semplici lettori, consapevoli di quanto lavoro ci sia dietro ogni racconto. Non ci piace nemmeno dover scegliere, vorremmo pubblicarli tutti. Con molta difficoltà abbiamo dovuto iniziare a fare un po’ di selezione perché cominciavano ad arrivarne tanti, e avendo deciso di pubblicare solo un ospite al mese, avevamo due scelte: aumentare la frequenza o fare selezione. Abbiamo scelto la seconda strada per due motivi: il desiderio di mantenere i racconti del collettivo come protagonisti del nostro blog e salvaguardare il nostro metodo, secondo cui cerchiamo di avere uno scambio reale con l’ospite, in cui ogni membro del collettivo dice la sua e dà consigli di editing. Un lavoro del genere riusciamo a farlo solo su pochi racconti.

  • In Italia siamo abituati a percepire la scrittura sul web in maniera didascalica e veloce giustificandola con la scarsa attenzione da parte dei lettori. Io non sono totalmente d’accordo e penso che in alcuni casi la libertà del web possa dare delle possibilità di approfondimento che la carta non riesce a dare. Voi spesso pubblicate dei racconti molto lunghi o addirittura dei racconti a puntate. Qual è la risposta dei vostri lettori ai racconti lunghi?

Anche se non dovremmo dirlo, ci curiamo poco dei risultati. Noi partiamo da un concetto, un’idea: vorremmo che il nostro fosse uno spazio senza limiti, dove l’unico discrimine alle pubblicazioni sia il gusto e la nostra voglia di sperimentare. Ovviamente condividiamo le riflessioni sulle potenzialità del web ma partiamo da un concetto ancora più semplice: vogliamo avere la massima libertà di pubblicare quello che ci piace, e se questo vuol dire perdere qualcuno che si distrae dopo qualche riga, pazienza. D’altronde non siamo sicuri che un lettore con una soglia dell’attenzione bassa sia l’ideale per un blog di racconti. Ci ha fatto piacere scoprire che c’è chi apprezza questa scelta ed è anche un nostro tratto distintivo di cui siamo molto fieri. Tra l’altro, grazie a questo abbiamo potuto pubblicare un racconto ospite lunghissimo, e secondo noi davvero meritevole di attenzione, perché sulla lunghezza, a detta dell’autrice, siamo gli unici ad aver risposto “Vai tranquilla…”. Per quanto concerne i racconti a puntate è un escamotage per invogliare la curiosità nei lettori frammentando un testo che si presta a questo gioco. Spesso, sui social, alcuni lettori si sono mostrati impazienti sul come andasse a finire.

  • Progetti per il futuro?

Tanti. Forse troppi per un gruppo piccolo come il nostro, rischiamo sempre che qualche bella idea si perda per strada. Ovviamente ci piace lasciare un po’ di suspance, ma da qui a un mese ci saranno molte cose in programma. Possiamo anticipare che arriverà un secondo autore aggiunto, che sostituirà Sara, e che abbiamo in serbo una sorpresa per il nostro terzo compleanno, alla fine di novembre. Proveremo a metterci in gioco in un modo un po’ diverso, non vediamo l’ora di sapere come andrà. A breve, inoltre, potrebbero esserci cambiamenti tra gli autori fissi di Spazinclusi… insomma, c’è tanta carne al fuoco!

Grazie Spazinclusi!

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