Vita e morte delle aragoste

“Mentre rientrava in casa pensai all’infinità di cose che faceva senza dirlo a nessuno e senza che io lo vedessi. Mi domandai dove andassero a finire tutti quei momenti in cui era il solo testimone di sé stesso. Che porzione di Teapot conoscevo? Quale lui raccontava, quale avrei raccontato io?”

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Ci sono amicizie che si prendono tutto lo spazio e lasciano solchi profondi nella memoria. Ricordi che sembrano inscindibili dalla presenza dell’altro. In “Vita e morte delle aragoste” di Nicola H Cosentino (Voland) l’altro in questione è Vincenzo Teapot.

Teapot che ha sempre qualcosa di brillante da dire. Teapot che spesso ha un sapore amaro in bocca che non se ne va. Teapot che si mette comodo e aspetta che il vento cambi. Teapot insicuro solitario tormentato dall’idea di non essere abbastanza bravo. Teapot che accoglie solo amori decadenti. Teapot che crede alla sfortuna, alle persecuzioni, al potere di chi ti odia. Teapot che si vergogna delle parole inefficaci. Teapot che insegue le sue aspirazioni eletto da una teiera volante. Teapot che corteggia il fallimento. Teapot che vuole scrivere il Grande Romanzo Americano ma è nato in Calabria.

Tutto quello che sappiamo di Vincenzo Teapot è filtrato dagli occhi del suo migliore amico Antonio che ci racconta pezzi di vita pescati disordinatamente dalla sua memoria. Antonio che senza volerlo diventa spettatore della sua vita lasciando tutto lo spazio a Teapot ritagliandosi il ruolo di spalla. Antonio che conosce Vincenzo su una spiaggia di notte e gli racconta delle aragoste. Antonio che rimane subito folgorato da Vincenzo e dal suo modo di stare al mondo eleggendolo quasi immediatamente a sua guida. A fare da sfondo alle storie il paese di origine in Calabria, la vita universitaria prima e lavorativa poi di Roma e le trasferte spagnole.  Intorno a loro ci sono gli amici Marco e Manuel e le donne di Teapot Silvia, Nicole e Ariane creature libere ed affascinanti.

Vincenzo Teapot e Antonio hanno un legame forte e quasi simbiotico e sono accomunati dalla paura del fallimento più che da ogni altra cosa ma li divide il modo in cui la affrontano.

Cosentino in questo suo secondo romanzo racconta lo spaesamento della crescita, la simbiosi che solo le amicizie giovanili riescono a realizzare e il guscio che abbandoniamo quando diventiamo adulti. In un puzzle disordinato di racconti ricostruisce il percorso di crescita di due giovani uomini alle prese con la vita, la costruzione di sé e le scelte che nemmeno ci accorgiamo di compiere.

Ci sono amicizie che in gioventù si rivelano preziose perché ci permettono di crescere protetti dalla luce altrui, dall’attenzione tutta puntata sull’altra persona e mai su di noi. Arriva un tempo, però, in cui abbiamo bisogno di liberarci delle maglie che ci costringono e uscire fuori a respirare. Arriva il momento in cui bisogna lasciare andare l’ossessione per il tuo eroe personale e concentrarti sulla tua di storia. Lo chiamano diventare adulti pare sia necessario e che non smetta mai.

Libro

Le aragoste non smettono mai di crescere, per adattarsi al cambiamento abbandonano di continuo il carapace e ne creano uno nuovo. Tra la provincia calabrese e Roma, tra sogni di gioventù, appartamenti condivisi, viaggi, storie d’amore, ambizioni letterarie, legami che nascono e rapporti che si sfaldano, Antonio e Vincenzo attraversano insieme gli anni del liceo e dell’università, fino ad arrivare alla soglia dell’età adulta. Attorno a loro un corteo di figure originali, capaci di gettare una luce inedita sulla vita di tutti i giorni. Un romanzo ironico e raffinato che ci consegna l’istantanea di una generazione dagli affetti e dagli interessi precari, e un protagonista indimenticabile, Vincenzo Teapot, continuamente in bilico tra successo e resa, un perfetto figlio della nostra epoca: non grande, non tragico, un eroe che fa spallucce davanti al dolore e teme soltanto il fallimento.

Autore

Nicola H Cosentino nato a Praia a Mare nel 1991, vive a Cosenza, dove cura per l’Università della Calabria un progetto di ricerca sulle distopie contemporanee. Scrive di libri per “minima&moralia”, ha pubblicato racconti su “Colla” e “Nuova Prosa”. Il suo esordio come scrittore è Cristina d’ingiusta bellezza (Rubbettino, 2016). Vita e morte delle aragoste è il suo secondo romanzo.

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