Ti racconto Narrandom

Chi frequenta questo spazio sa che sono un’assidua lettrice di riviste letterarie e di collettivi di scrittura. Amo scoprire nuove storie e nuove voci. Oggi incontro NarrandomUn gruppo di scrittori che inseguono la magia della scrittura alla ricerca di una crescita continua. Nel loro caos letterario è possibile scoprire quante storie possono nascondersi dietro una parola. 

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  • Cos’è Narrandom?

Nel corso di questi due anni Narrandom è cambiato molto. È iniziato tutto come un gioco insieme a sei amici davanti a una birra. Poi abbiamo pensato di trasformarlo in un blog dove pubblicare i nostri migliori racconti. Ogni settimana ci trovavamo e leggevamo quello che avevamo scritto. Dopo i primi mesi abbiamo capito che serviva altro e abbiamo chiesto aiuto ai nostri amici holdeniani. Poi neanche loro ci sono più bastati e abbiamo iniziato a lanciare le nostre call. Ora come ora Narrandom lo immaginiamo come una grande palestra letteraria, piena di voci diverse e sempre nuove. Il nostro lavoro è strettamente legato alle Call, vedere aspiranti scrittori partecipare volta dopo volta e notarne i miglioramenti per noi è gratificante.

  • Quali caratteristiche deve avere una storia per entrare a fare parte di Narrandom?

Per far parte di Narrandom un racconto deve avere qualcosa che colpisca tantissimo uno (o più) di noi, al punto da convincere gli altri. Non siamo sempre tutti d’accordo, la redazione è formata da persone diversissime tra loro, con i propri gusti e le proprie competenze. Ma tendenzialmente succede questo. A volte c’è un giudizio unanime, specialmente nelle call, alle volte no.

  • Tre parole per descriverla?

Un caos letterario

  • Chi c’è dietro Narrandom?

In principio, Luca Marinelli, Martina Marasco e Guido Zanetti si riunivano a cadenza settimanale per scrivere racconti, partendo da una parola estratta da una tazza. Era un modo per tenersi in allenamento, non c’era ancora l’idea del blog. Qualche mese dopo hanno deciso di includere Davide De Capitani, Giulio Fenelli, Giovanna Giordano e Jolanda Di Virgilio. Il “gioco” è piaciuto a tutti e così è nato Narrandom. Inizialmente pubblicavamo solo i nostri racconti, ma con un’intera scuola di scrittura creativa a disposizione, non potevamo lasciarci scappare la possibilità di dare una casa a tutte quelle voci, usando il metodo delle call brevettato dalla Holden. I primi inviti a partecipare sono andati bene, tanto che dal caos iniziale si sono delineati dei ruoli precisi, come in tutte le redazioni, per riuscire a far funzionare tutto senza ricorrere all’aiuto di un esorcista. Il lavoro era comunque molto, così si è aggiunta Sissi Decorato e in seguito Emilia Bifano alla cura dei social, oggi sostituita da Mauro Colarieti. Un anno dopo è toccato a Sara Valente, Stefano Rigoni e Martina Vianovi.

Cerchiamo di curare insieme ogni aspetto del blog, ma naturalmente ognuno di noi ha un suo settore specifico. Davide De Capitani, il nostro martire, organizza gli editing che cura insieme a Martina Marasco, Sissi Decorato, Jolanda Di Virgilio, Sara Valente, Stefano Rigoni e Martina Vianovi. Giulio Fenelli si occupa dei rapporti con gli illustratori, stalkerandoli sul web, nelle scuole di fumetto di tutta Italia, o importunandoli alle mostre, affidando loro i racconti in base alle inclinazioni e agli stili più affini al testo da illustrare. Luca Marinelli è il boy scout che esplora il mondo a caccia di autori per le collaborazioni, dato non si può vivere di sole call, e perché ci piace collaborare con altre riviste, anche per vedere che aria tira nel vasto panorama degli autori emergenti. Giovanna Giordano cura il calendario settimanale delle pubblicazioni, fungendo da promemoria vivente per tutti, tradotto: molestando chiunque affinché vengano rispettate le scadenze. Ogni redazione ha bisogno di un elemento punk, e nel nostro caso è Guido Zanetti, non chiedeteci che ruolo abbia perché non lo abbiamo capito neanche noi, ma quel che fa, lo fa incredibilmente bene.

Una buona parte del lavoro, però, resta di gruppo, come la scelta dei racconti da pubblicare al termine delle call, letti e votati da tutti, o i commenti ai racconti rifiutati, un servizio extra che ci piace portare avanti per mantenere i contatti con gli autori che hanno scelto di “giocare” con noi, e che resta alla base del nostro credo: lo scambio di opinioni è fondamentale per crescere a livello autoriale. Ad ogni modo, dietro Narrandom non c’è solo il branco di scampati di casa citati fino ad ora, ma il centinaio di autori che ha scelto di affidarci le loro storie, la quarantina di illustratori che ha scelto di caricare quei racconti di un significato aggiunto, illustrandoli al meglio, e chi ci supporta dall’inizio di questo strano esperimento, leggendo e condividendo le nostre storie, e tutti coloro che ci supporteranno in futuro, almeno finché non saremo troppo vecchi o rimbambiti per estrarre una parola dalla tazza, lasciarla libera nell’etere e vedere quanta strada può fare.

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  • Ogni mese convocate una Call. Ogni scrittore può inviare, seguendo il regolamento, il proprio racconto ispirato a una delle tre parole da voi estratte. L’estrazione mi ha sempre fatto pensare a un momento solenne. Come mai questa scelta? La redazione si riunisce? Mi piacerebbe che mi raccontaste questo momento che mi incuriosisce parecchio.

La “magia” sta probabilmente in quello che è la peculiarità di Narrandom: la scelta delle parole avveniva ogni lunedì, quando ognuno di noi scriveva determinate parole e, a turno, ne pescavamo una: ed ecco il tema della settimana.
Ora abitiamo tutti in città diverse e questo momento di collettività non c’è più, ma la modalità – anche se a distanza – è più o meno la stessa: proponiamo parole e ne scegliamo insieme due o tre alla volta.

  • Fate editing sui testi che vi arrivano? C’è uno scambio tra gli autori e la redazione?

Assolutamente sì. Ognuno ha il suo ruolo, abbiamo un nutrito gruppo di editor che si occupa direttamente dei racconti da pubblicare, e un altro che si occupa dei racconti che, al momento, non facevano al caso nostro: chiunque mandi un racconto a Narrandom riceve un editing e alcuni consigli (se richiesti, ovviamente).

  • Le illustrazioni sono parte integrante dei vostri racconti. Come vengono scelte?

Il responsabile delle illustrazioni è Giulio. Si occupa di cercare nuovi illustratori, di distribuire i testi e di stalkerarli in caso di silenzi troppo lunghi. Abbiamo una base solida di disegnatori che cerchiamo di coinvolgere in ogni attività anche al di fuori del blog, c’è chi è stato inserito nella lista degli illustratori per una casa editrice, chi realizza vignette e locandine per eventi legati a uno dei nostri redattori e anche chi sta disegnando una graphic novel scritta da uno di noi. Ci impegniamo a ripagarli in ogni modo possibile.

  • Avete rapporti diretti con le case editrici?

Non direttamente. Alcuni di noi lavorano per case editrici più o meno importanti, e forse ciò rende più facile il contatto con gli autori e la possibilità, di conseguenza, di pubblicare alcuni racconti.

  • Narrandom e i social.

Abbiamo profili Instagram e Facebook. Sono strumenti fondamentali per la diffusione dei racconti e delle illustrazioni.

  • Sembra un momento favorevole per le riviste. Ne stanno nascendo di nuove, alcune stanno passando anche al cartaceo e molti sono stati gli eventi culturali che le hanno viste protagoniste. Cosa significa fare una rivista oggi in Italia?

Fare rivista oggi significa tante cose. Significa innanzitutto credere in un progetto, e crederci veramente tanto: le riviste indipendenti italiane (e sono tantissime) nascono e crescono in ambienti spesso amatoriali e sono mosse esclusivamente dalla passione che i redattori ci mettono. Ci sono sempre state e hanno sempre avuto un ruolo non marginale nell’editoria: sono una palestra per gli esordienti, un trampolino di lancio, un primo contatto con le dinamiche che troveranno poi in casa editrice (lavoro redazionale, confronto, editing, riscrittura). Il fatto che ne nascano sempre nuove è indice di una generazione che ha voglia di mettersi in gioco, di condividere idee, di scrivere storie… nella speranza di trovare lettori.

Grazie Narrandom! 

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