Una settimana di racconti #98

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Certe mattine capita che il cielo arrossisca e nessuno se ne accorga. Le nuvole grigie prendono fuoco, quando diventano cenere il vento le sbriciola e inizia una mattina azzurra. Ad Antonino le belle giornate parevano fondali sbagliati, preferiva starsene in casa a osservare il soffitto. E quella sera l’aveva guardata come il soffitto guardava lui, ogni giorno.
Facciamola finita.

Amore di Ilaria Vajngerl su inutile

Vedere per la prima volta per quello che si è davvero e non piacersi.

Da quando Sara se n’è andata, la porta della casa aperta la tengo anche io.

Minime incursioni d’aria raggiungono le stanze, le liberano dalla polvere. Da quando tengo la porta aperta, ogni giorno, Lorenzo viene a imparare come diventare grande. Non posso evitarlo: la sua vicinanza e le sue aspettative mi ricordano una versione di me che non è mai esistita. Una versione che abbandona, non si fa abbandonare, che s’impone e non recede. Che insegna, senza aver mai imparato. Un uomo.

Come diventare un uomo di Federico Armani su Narrandom

Imparare sulla propria pelle.

 Tristi annegheranno gli sprovveduti sotto chili di liquidi, coloro che non vedranno il bello che verrà solo a chi terrà l’ombrello. I pochi di ore prima come Visitatori che nei previdenti acquisti per combattere la calura avevano pensato a quei miseri pieghevoli parasole riconvertibili ad altro scopo, per altri motivi e utilizzi, ché il cervello non lo dirige mica nessuno, è più come una pianta va da una parte e poi da un’altra. In quel caso fu la patronessa a cacciare quegli urli – “se ne vada impostore” – mentre all’altro, colpito, tra i singhiozzi uscivano frenetiche imprecazioni.

Il sottopasso di Simone Bachechi su Spore

Uno.

Ti guardi, ti sembra di ricostruirti. Hai la faccia gonfia e rossastra, circondata da una barba riccia e puntellata di pezzetti bianchi – briciole?, forse; sebo?, forse. Brufoli nuovi sparsi sulla fronte – i tre hamburger (Bacon King 3.0) e due kebab (wrap completi con aggiunta di funghi alla pizzaiola e guacamole) che hai mangiato ieri tra pranzo e cena e che fino a due ore fa ti hanno costretto ad attacchi di diarrea bruciante?, forse. Occhiaie profonde – l’aver preso sonno (quasi svenendo) alle quattro ed esserti svegliato (per la sete) alle sette e mezzo (senza possibilità di riprendere sonno perché tormentato da rigurgiti e fitte allo stomaco)?, forse.

Le estreme conseguenze di Andrea Donaera su Sulla quarta corda

Tutto il niente.

Si chiama Exarchia.

Novemila rifugiati impastati con clandestini, esuli e criminali, tutti incapsulati in un quartiere di 8 km². Un aggregato di turisti, senzatetto, malavitosi e disperati.

Nessuna polizia, nessun governo. Solo noi, con i nostri casini, che cerchiamo di tirare avanti.

Nessun posto al mondo di William Bersani su Spazinclusi

Non avere niente nemmeno la speranza di una possibilità.

Su TerraNullius nuovo appuntamento con i Mai Morti #31

Vivi di allora che rivivono per noi.

Inoltre vi segnalo i racconti dello Speciale Halloween 2019 di Blogorilla Sapiens

Buone letture!

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