Una settimana di racconti #102

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Dopo la confessione di Da’kObj, in rete si erano generate reazioni diverse. C’era chi riteneva che la scelta dello youtuber fosse la prova della depravazione di una generazione allo sbando, di scalmanati folli ed egocentrici, che in nome della libertà si sentivano legittimati a dare sfogo al proprio egocentrismo, piazzandosi di fronte a una telecamera solo per il gusto di esistere costantemente, di non morire mai per nessuno e neppure per un attimo. C’era chi invece aveva eletto Da’kObj a eroe nazionale, emblema del coraggio e della speranza.

Il Fauno e la Balena di Gaetano Pagano su Altri Animali

L’attrazione per la non presenza.

Alla fine, arriviamo tutti davanti alla fossa dove abita la parte morta della nostra famiglia, che è una specie di armadio sotterraneo o una cantina con tante mensole in cui non si va mai, come il garage della casa al mare. I men in black sono scesi dentro la fossa con una scala superbella, che si muove da sola e porta le bare senza fatica su e giù e le mette sulle mensole giuste. Mia nonna sta nella mensola sotto a mio nonno e per fortuna la bara è chiusa, così i men in black non si accorgono che le mancano dei pezzi. Quando tornano su, si mettono a parlare con papà e io spero che gli chiedano di entrare nei men in black, perché sarebbe fichissimo.

Pezzi di Francesco Losapio su inutile

Le cose da dire.

Non lo avevano inventato un farmaco per smettere di pensare? Qualcosa per gli schizofrenici o per i depressi cronici. Ci doveva essere della chimica indotta da qualche parte che impedisse alla gente di farsi del male. Poi un piccolo pensiero l’attraversò tutta, come quei bagliori inconsulti di sole sul vetro di una finestra che si apre. Erano parole. Si stava male o bene, in fondo, per delle parole. Suoni. Si ordinò di percepirle come suoni e basta. Le parole erano suoni e la vita una continua ricerca di cibo, acqua, calore e riparo. Nient’altro.

Via dei Condotti lacrimali di Carmen Zinno su l’Inquieto

Fingersi di farsi andare bene le cose può essere una gran perdita di tempo. 

Inoltre vi segnalo:

Buone letture!

2 pensieri su “Una settimana di racconti #102

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