Una settimana di racconti #105 #106 #107 #108

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Sono solo una massa di panico, l’aria manca. Vomito, nausea, il cuore salta, tachicardia, flebo, Plasil, spingo il pulsante, flebo, alza lo schienale un altro po’, flebo, soluzione salina, manca il respiro, spingo il pulsante, flebo, Tachipirina 500, alza quel cazzo di schienale! Il respiro non c’è più. Non c’è nessuno capace di alzare uno stramaledetto schienale!? Cristo, non vedete che non respiro! Non vedete che così mi state solo ammazzando più in fretta?!

Già il secondo giorno di Stefano Bonazzi su Spazinclusi

In corsia.

I nervi erano tesi, tremava tutto e l’incertezza diventò insopportabile. Percepiva adesso nei suoi muscoli, nei suoi sensi, una debolezza indicibile, e per un’istante gli balenò nella mente la statua di Sant’Antonio, il sangue, lo sguardo di pietà profonda.

La festa del santo patrono di Daniele Bolognese su Spore

Una fine.

Sono quasi quindici anni che non abbiamo la lavatrice. Mia madre, che sta sul nostro pianerottolo, ce l’ha. E quindi? All’inizio ci faceva ridere, ci pareva una forma di resistenza alla normalità, un inciampo, una deroga alle radici. Donchisciottesca, quasi. Sì, devo esserle sembrato un personalissimo mulino a vento, prima di sposarmi. Ora non la fa ridere.

Laverie di Stella Poli su Malgrado le mosche

Amori che non sono più.

“Signorina, non servirà a nulla indossarle così, senza l’adeguata preparazione. Il pacchetto in vendita include una dose di tensione e insonnia che deve ingerire almeno dodici ore prima, in modo da garantire una migliore tenuta del prodotto. Si fidi di me, ne vendo tantissime. Quelle grigie le abbiamo dovute scontare, perché sottraevano fascino allo sguardo invece che aggiungerne”.

Mi hanno sparato di Giulia Stoppani su Narrandom

Comprare emozioni.

L’ultimo giorno toccò alle mosche. Figure dalle tinte cangianti, nere, verdi, azzurrognole cospargevano le strade. Miliardi continuarono a pioverne mentre Angie partoriva. Paul aspettava, fumando una sigaretta dietro l’altra. Era soddisfatto: suo figlio nasceva proprio mentre l’ultima forma animale moriva, però avevano almeno condiviso qualche minuto di vita.

Pluvia di Beatrice La Tella su Altri Animali

In principio fu…

Adesso li senti tintinnare. I bottoni e tuoi anni, sul pavimento. Li hai visti cadere dal letto, rotolare lontano. Quindici anni, poi trenta, cinquanta, si spargono altrove, e lui li raccoglie, come ogni volta, li ammucchia tra i suoi. Non è così vecchio, rifletti, ma oggi quegli occhi chiari sono annacquati dall’alta marea.

Sterbehilfe di Lucia Perrucci su Efemera

Restare. Andare.

È nato Light Magazine, andate a scoprirlo

Buone letture! 

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