Una settimana di racconti #109

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Gli antichi sono venuti prima di noi nel tempo lineare, mentre noi sappiamo oggi, come lo sapevano loro allora, che tutto finirà implodendo su sé stesso. Il tempo oramai sta per scadere e ne abbiamo sempre meno a disposizione, perciò facciamo tutto con grande ansia, fretta e disattenzione, anche nelle cose che scriviamo e che qualcuno decide di mandare in stampa con o senza citazioni.

Cernusco sul Naviglio di Simone Bachechi su Spore

Il centro.

La moglie dorme nel letto matrimoniale senza il marito. Il marito non dorme. Niente cuccia. Per fortuna non ha figli. La moglie è un incidente di percorso. Incidente, ne è pieno il mondo. Di percorso, come quello che fa tutte le mattine per andare al lavoro.

L’uomo senza occhiali di Gioia Conforti su Pastrengo rivista

Male ordinario.

Certe volte mi addormento a casa sua, perché mamma e papà fanno tardi a lavoro. A casa della nonna ho tutto quello che mi serve per la notte e quando mi infila il pigiama e mi mette a letto, sotto le coperte sento il suo odore, sa di sapone. E mi viene sempre da sorridere. Poi non so che magia fa, ma la mattina mi sveglio sempre nella mia stanza di casa. Se io vado a scuola tutti i giorni e mamma e papà fanno lo stesso con l’ufficio, mi sa che sono io il lavoro della nonna.

Le vacanze della nonna di Ileana Moriconi su Spazinclusi

Ai bambini non dire.

Apre la porticina nell’androne del condominio, prende la bicicletta elettrica tipo scooter, la scende per due gradini ed esce dal palazzo. Suo zio gliel’ha regalata per un Natale, dice che è di seconda mano, che lei non si deve preoccupare perché non ha speso niente, e che tanto Vania non se la fida a guidare ’ste cose; per lui Giusi è come una seconda figlia, anzi un figlio, il primo, unico e solo.

Scannazzato mai di Noemi De Lisi su Cattedrale Osservatorio sul racconto

Tutte le parti di me.

Ed è lì che l’hanno trovata, irriconoscibile, spappolata per il gran tonfo, proprio lì in un buco profondo, un cratere tremendo, che è para-centro perché paradosso e periferia, fatto di slang e italiano sub-standard, proprio lì è caduta ed è rimasta, al pianterreno, dove cola ora il suo sangue come un filo nero che le parte dal cervello e ha la forma curiosa di un apostrofo, e le parti, i pezzi di lei sono come parole – tra noi leggére.

Voci dal crollo di Camilla Marchisotti su inutile

Storia di L.

È online il nuovo numero di A4

Buone letture!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...