Una settimana di racconti #112

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Gli altri bambini, quando Sofia lo toglieva dalla stagnola a ricreazione, storcevano il naso e le dicevano che mangiare gli ortaggi era schifoso. Lei si difendeva, diceva che le era toccato o che la nutella era finita, ma poi lo divorava in due morsi. Era felice di quel torcolo, felice che le ricordasse i soffritti che sentiva odorare per casa, felice che anche in aula ci fosse la sua famiglia a proteggerla, e si sentiva ancora più felice quando si ripeteva che avrebbe mangiato il torcolo alla carota per tutti i giorni della sua vita. Ma aveva smesso, e non ricordava nemmeno il giorno in cui al dolce di Leda aveva preferito qualcos’altro

Ficus e limone di Riccardo Meozzi su Spazinclusi

Calma.

Bertrud vuole Berthold, si vede, penso: che le posso offrirle io? Ho libri, sì, però qui se leggi sei solo un eccentrico con sogni eccentrici che vuole cose eccentriche, teoriche, inesistenti; un inetto che non vive nel mondo vero. Poi? Delle penne, sì, però Bertrud delle penne se ne fotte. Sì, ho pure CD e libricini pieni di scritte, però sono tutte cose che non servono. Sono invidioso di mio cugino Berthold e rifletto: forse non mi recherò lì, resterò qui e gli ruberò tutte le mucche oppure gliele ucciderò, eh, che scene! Così sì che si discuterebbe di me. Non più il cugino mediocre né scemo né sveglio. O forse no.

Paesino di Maddalena Fingerle su Nazione Indiana

Deviare dalla tradizione.

Buone letture!

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