Una settimana di racconti #116

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

I numeri sono ombre! Un numero è un numero, va detto, nel mio caso dirige un afflusso. I miei numeri non hanno pretese matematiche né velleità algebriche, sono solo strumenti. Ma i numeri sono ombre perché sono il prolungamento di chi li possiede. La prima parte della mattinata ci sono gli ansiosi gentili, quelli che è meglio andare “un po’ prima che aprano” e “un po’ prima del prima che aprano” è ancora meglio del solo “un po’ prima che aprano”. I loro numeri sono perfetti, la carta non viene nemmeno piegata, quasi te li porgono con delicatezza.

73 di Massimiliano Righetto su inutile

Vite in attesa.

Le cose che cadono a mia madre fanno un rumore diverso dalle altre, come di un peso che cade dal basso. Ha le mani che tremano, non stanno ferme, ma non è lei a muoverle. Per anni le mani di mia madre sono state al loro posto, curate, con le unghie smaltate e gli anelli alle dita. Non le ricordo profumate, puzzavano sempre di varecchina, la usava dappertutto, prima, durante e dopo. Mia mamma dimentica di essere ammalata, dimentica un sacco di cose da qualche tempo.

Dimenticare mia madre di Barbara Bedin su Narrandom

Mostri della mente.

Tra le persone degne di nota, tra quelle soprattutto che ho conosciuto dentro, c’è una signora dall’aria misteriosa che entra sempre, come se fosse lei a inventare le parole segrete, un ragazzo così affamato che sotto acidi ha mangiato il suo stesso pollice, un uomo silenzioso che sembra un mastino, un ragazzo che ha pianto tutta una cena per il suo gatto, una bambina a cui ho chiesto dove fossero i suoi parenti e che dopo un lungo, inquietante silenzio con una voce da sonnambula mi ha risposto: a casa.

GIOVENTÙ ETRUSCA #2: INCREABILE di Luca Marinelli e Pierluca D’Antuono su Verde

L’incontro dei persi.

Quando la pulsione del suo scrivere mi entrava nelle vene, ma non riusciva a ossigenarmi il corpo, diventavo parte attiva e concretizzavo il mio bagnato. Afferravo la sua testa e lo baciavo per arrivargli al cervello. Nella bocca giravo come un vortice per raggiungere il punto più lontano dei suoi pensieri. Avrei voluto la lingua di un gatto, ruvida, in grado di raccogliere tutto senza tralasciare niente; per poi finalmente ingoiare il suo mietuto.

Il cervello del mio uomo di Laura Marinelli su Rivista Blam

Leggere tra le righe.

Marisella non dorme mai, anzi dorme pochissimo. Per prendere sonno ha bisogno delle gocce, perché appena appoggia la testa sul cuscino i pensieri sciamano come vespe scacciate dal nido: cose da fare, da comprare, da ricordare, per questo tiene accanto al letto un block notes e una matita, per fissare sulla carta le vespe volanti. La sua mente si accende a intermittenza come il sensore dell’impianto antifurto che lampeggia sulla porta della camera da letto, fino a quando un numero sufficiente di molecole di benzodiazepina va a incastrarsi nei recettori delle sinapsi nervose e lei può crollare stremata in un breve sonno chimico.

Una casalinga perfetta di Valeria Micale su Malgrado le mosche

Prendersi cura degli altri.

Il nuovo numero de L’Ircovervo è online

Buone letture! 

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