Una settimana di racconti #121

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Enrico aveva paura ad uscire. Sapeva poco della malattia, ma quello che sapeva gli bastava: era pienamente nella fascia a rischio. L’avrebbero cercato, sicuramente. Spense il telefono e mandò una mail. Si mise in malattia. Nei telegiornali era tutto un parlare di guerra, di trincea, di eroi. Lui non voleva andare al fronte. Sentiva di avere il diritto alla paura. Anche se era un medico.

#5 Un’apocalisse italiana, 28 giorni dopo l’ombra dello scorpione nel day after a : Oristano di Franco Sardo su Verde

La conta dei giorni.

S’appresta alla cacata. Si cala le braghe sino alle caviglie e si regge con ambo le mani a un ramo del pino. Nel fare questo dà il culo nudo verso valle e si volta un poco per godersi la vista. Tra lui e l’immensità s’interpone solo qualche falco che, forse confuso, s’allontana in fretta. Si sporge, caricando tutto il peso sui piedi e reggendosi al ramo. Contrae i muscoli addominali, finalmente pronto.

Alfonso Marat che cacava dai dirupi di Alessandro Guaita su Squadernauti

Diventare leggenda.

Porta le mani al ventre, ma le ritira in fretta appena avverte la forma innaturale che sta assumendo. A quanto le hanno detto peggiorerà ancora, conferendole una sagoma anomala e sgraziata. I pochi chili di peso che ha guadagnato nelle ultime settimane non giustificano da soli la spossatezza che sente dopo qualche minuto di corsa, deve esserci qualcos’altro che sta assorbendo parte delle sue energie, quello stesso qualcosa che sta crescendo, lì dentro.

Diari del Domani: VHEMT di Andrea Viscusi su Spore

Un’altro modo di vivere.

Blaffema, continuava a ripetere, blaffema blaffema blaffema, ridendo con gli occhi spalancati. E intanto mio padre – ragazzi pallidi per un amore fantasticato – intanto, mio padre, sempre con il suo ricamo di parole, fumando malia che veniva proprio da lì, dalle pagine tagliate allo scopo di nasconderla, mio padre se la rideva, orgoglioso di essere riuscito a insegnarle almeno una voce importante.

Diniego di Emanuela Cocco su Malgrado le mosche

Le regole del gioco.

La sogliola ha due caratteristiche fondamentali: la prima è il corpo estremamente sottile – quasi bidimensionale –, che le permette di sfuggire a qualunque conversazione fastidiosa o impegno familiare natalizio semplicemente mettendosi di fianco e scomparendo così alla vista; l’altra sono gli occhi da un unico lato del corpo, cosa che le permette di vedere soltanto una metà del mondo e ignorare completamente l’altra metà.

Le sogliole di partito di Cosimo Monari su Altri Animali

Conoscere per agire.

E inoltre vi ricordo che:

 

Buone letture! 

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