Una settimana di racconti #122

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana. 

Anselmo provò la sgradevole sensazione di averlo già incontrato e affrettò il passo, ma non riuscì ad avvicinarlo, benché quello non avesse mutato di una virgola il ritmo della sua andatura.
Lo pedinò fino all’ultimo isolato di corso di Porta Ticinese. Ma anziché ritrovarsi sulle strisce pedonali di via Molino delle Armi si scoprì su un tratturo d’oro sotto un firmamento preclaro. Come se la coltre d’afa fosse sparita all’improvviso, insieme alla colata d’asfalto, lasciando il posto a un sole accecante e una strada sterrata.

El Diavol di Andrea Derizio su Spore

Divenire passato.

Faceva tutto con la destra: afferrava oggetti, frugava nella borsa o si grattava la punta del naso; solo con quella, come se non avesse altre appendici. Ma se quella mano mi si avvicinava al volto mi fermavo, paralizzato da non so cosa, e tremando evitavo il contatto; seppure lo desiderassi, infatti, sentivo che dopo aver visto l’anello non avrei più visto altro.

Gioventù etrusca #5: da dove provengo, dove torno di Riccardo Meozzi su Verde

Mutare.

Nina chinò il capo, strinse i denti. Non recitava più, ascoltava. Pazienza, devi avere pazienza, ma per cosa, perché? Era là perché lo voleva sua madre. Tutto quello che faceva lo voleva sua madre.
Chiuse gli occhi e attese fino alla fine, quindi si mise in ginocchio per l’ultimo segno di croce.

Il sangue di maggio di Arianna Corsini su Malgrado le mosche

Fatta di peccato.

Mi limo un’unghia- leggo Foucault
Sonnecchio
Blatero di post-strutturalismo
Stacco le pelli dal mio interno guancia

Prolifer-Azioni nel vuoto urbano di Sara Fontanelli su Voce del Verbo

Restare in attesa.

E inoltre vi ricordo che è uscito il nuovo numero de L’Irrequieto

Buone letture! 

 

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