Una settimana di racconti #127

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

 Al mare ho smesso di scenderci perché sarei l’unico pezzo di stoffa in un mare di plastica: affonderei mentre questi bei culetti galleggianti prendono il sole.
Io sono morbido, l’ho capito col tempo, mi deformo per fare posto agli altri, piego la testa su cui questi bellocci impettiti camminano. Incasso i colpi, le cadute, i rifiuti. Mi schianto sui muri come un pupazzo del crash test e mi rialzo senza cambiare espressione. Però non significa che non soffra. Non significa che non possa far soffrire.

Bambolotto di pezza di Francesco Quaranta su Neutopia

Ristabilire equilibri.

Malaga si rannicchia sulla destra di Baci, lo supplica di rialzarsi; Elena si sdraia alla sua sinistra, appoggia la testa contro il suo petto e gli sussurra parole leggere come una brezza che attraversa il bosco. Nessuno dei due lo rimprovera per quello che ha fatto, nessuno lo sgrida. La lampadina a basso consumo smette di friggere, aumenta d’intensità e le ombre vengono inghiottite da una luce bianca.

Con tutto quel buio là fuori di Andrea Herman su Malgrado le mosche

Le vite degli altri.

Quindi mio fratello appassisce, usiamo questo termine bruttino, giorno dopo giorno. E allora gli chiedo di raccontarmi il più possibile di quelle notti back in the nineties; perché so che presto morirà ed è vero che parlare coi morti si può (anche se la loro voce è flebile e sottile come quella di un daino slavo), ma certo non è facile come parlare coi vivi. E allora.

PETLOG (5 RACCONTI) di Gabriele Galloni su Split (Pidgin edizioni)

Modi di morire.

Il n. 5 di Clean rivista

Buone letture! 

 

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