Una settimana di racconti #128

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Datemi una figlia, Altissimo.
Una sana, che arrivasse al primo sangue: si sarebbero battuti a pugni e denari per portarsela via. Signori dalle mani bianche, mercanti coi culi profumati. Bastava una figlia sana: avrebbe accettato con gioia di non dormire mai più con gli occhi chiusi. Ché una donna sposata, nessuno te la poteva togliere, fosse anche un potente: stava scritto sulle carte del matrimonio.

Di pelliccia di Lucrezia Pei e Ornella Soncini su Spore

La grazia di Dio.

Sono in quaranta stamani, disposti secondo una logica che Sestilio non condivide, è infatti convinto che sbaglino a piazzarlo per ultimo, sarebbe più funzionale in mezzo, dove se non li prende può almeno spaventarli e indirizzarli. Una volta ha provato a dirlo al caposquadra. «Non funziona come dici te», gli ha risposto quello voltandogli le spalle. Sestilio sa di essere una specie di zimbello, ma il pensiero di lasciare il gruppo lo disorienta e lo spaventa: cosa farebbe a quel punto col tempo?

E.V.A. (Esercito di Vendetta Animale) di Alessandro Ceccherini su Verde

Cattivi.

È un’altra mattina ragazzo. Oggi ti sei svegliato col letto sozzo di sangue. C’hai due buchi sulle mani che puoi guardarci attraverso, la ferita è aperta e la carne è viva, sei spaventato, Ma perché proprio a me? ti domandi, poi bestemmi e ti incazzi, prendi un paio di guanti da lavoro di tuo padre, ci tagli i polpastrelli e te li infili, disfi il letto e ti metti a lavare le lenzuola prima che qualcuno se ne accorga.

Gioventù Etrusca #6: Cristo si è fermato a Spinaceto di Alessio Mosca su Verde

È sceso in mezzo a noi.

Sempre su Verde “Morse: l’invenzione del dolore” di Andrea Frau è arrivato alla fine, qui potete rileggere tutte le puntate

Ero arrivato a casa di mio padre dopo pranzo. Lui era sceso, col cappello a scacchi sotto l’ascella, e aveva piegato la schiena rigida per salire in macchina. Ai tempi della Marina, qualche volta, mi avevano comandato di servizio al cimitero; con la divisa bianca e i guanti bianchi e tutto il resto, ed era capitato fin troppo spesso. Così, quando avevo cambiato attività, e non che i funerali mancassero nemmeno lì, avevo preso a disertare i cimiteri.

Il cancello di Michele Frisia su Grado Zero

Trovare il coraggio.

Margarita era cresciuta, poi era scappata, aveva fatto sette micini di cui uno cieco. La nonna diceva perché chi fugge una volta romperà sempre gli ormeggi, non c’è da fidarsi, ma forse invece solo perchè era giovane. La nonna si era rinsecchita via via pur rimanendo, pareva, più o meno nella stessa posizione. Era diventata di un materiale che assomigliava alla corteccia, la voce sempre un po’ più dentro, come se le crescessero degli strati attorno.

Verdi di Stella Poli su efemera

Prima del tempo.

Offline n. 8 è online.

Buone letture!

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