Operazione Strega. Terza puntata.

DEFINITIVA

dalla bizzarra collaborazione tra Francesco Spiedo e Modestina Cedola

Come si arriva all’identikit

Siamo arrivati all’ultima puntata prima degli approfondimenti che cureremo insieme alle Bookoliche nel podcast Profetica in occasione degli eventi dello Strega OFF. È il momento di tirare un po’ le somme, anche perché qualcuno di voi potrebbe aver notato che all’interno della cartella stampa rilasciata dal Premio Strega ci sono delle pagine intitolate Operazione Strega. Omonimia? Ci hanno rubato il progetto? No, siamo noi, tutto regolare. Lì potrete trovare un riassunto generale di quanto abbiamo fatto fino ad ora: raccogliere i dati – alcuni li abbiamo già discussi, altri li vedremo oggi- ci ha permesso di preparare l’identikit del vincitore ideale. Perché è stato importante tirare fuori questi dati? Beh, per avere un punto di riferimento, ma è sufficiente? Certo che no perché, come abbiamo già visto, ci sono moltissime curiosità da tenere in considerazione, esistono combinazioni sfortunate e accanto al vincitore ideale si siede anche l’eterno secondo. 

Concentriamoci sui parametri relativi all’autore: età, sesso, oroscopo, regioni, pseudonimi. Un’infarinatura del metodo attraverso il quale abbiamo stilato una classifica dei risultati più stregabili e di quelli più lontani dal Premio. Partiamo dall’età.

Il vincitore più giovane? Giordano (26) nel 2008, mentre per le donne il record è della Mazzucco (37) nel 2003. Il vincitore più anziano? Bellonci (84) nel 1986, il secondo premio assegnato post mortem (dopo quello a Tomasi di Lampedusa nel 1959 a soli 61 anni). L’età media del vincitore? 52 per gli uomini e 55 per le donne. L’andamento durante le edizioni? Stranamente sinusoidale: cresce in un decennio, decresce nel successivo, come nel caso degli anni 2000 che dimostrano una tendenza verso il basso dell’età media del vincitore. La media più alta (61 anni) si registra negli anni ’80, mentre quella più bassa negli anni ’10 (44 anni). Ma è tutto qui? Certo che no, iniziamo una guerra tra generazioni.

I quarantenni guidano il podio con ben 22 vincitori, seguiti a 21 dai cinquantenni, staccati invece i sessantenni con 17 primi posti. Un solo under 30 ed è proprio il già citato Giordano. E gli over 70? Ben 5. Vogliamo pensare alla crisi di mezza età? Esiste anche nel Premio Strega? A dire il vero, no. Infatti sono 30 le vittorie tra gli 0/49 anni e 43 quelle per i 50+.  Esiste un anno più fortunato degli altri? Sono 6 i vincitori che hanno gareggiato dopo aver festeggiato le 63 candeline. 

Questo per quanto riguarda i vincitori, ma per l’eterno secondo cosa dicono i numeri? Sono 6 le età che si contendono lo scettro di più sfortunate: 45, 48, 49, 54, 55 e proprio 63. E per quanto riguarda le generazioni? Si conferma il podio con i 40enni che hanno raccolto 25 medaglie d’argento, poi i 50enni con 21 e infine i 60enni con 12. Ancora una volta per gli under 30 un solo rappresentante, mentre addirittura ci sono ben 7 over 70 e 3 over 80. L’avreste mai detto?

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Farne una questione di sesso significa infilarsi in un aspetto estremamente dibattuto. Se è vero che il Premio è stato organizzato da un gruppo di intellettuali prevalentemente al femminile, se è vero che negli ultimi anni la presenza in cinquina si sta stabilizzando, è pur sempre vero che in dozzina la percentuale di donne è davvero bassa e contestualmente anche quella dei vincitori. Ma osservando i numeri nel dettaglio possiamo notare qualcosa? 217 donne in finale (su circa 900), 89 in cinquina (su circa 370) e 11 vincitrici su 73. 25% circa tra finale e cinquina, ma solo un 15% di vittorie. Pochino, non credete? Però cerchiamo gli aspetti positivi.

Sono 4 le dozzine a maggioranza femminile e 3 quelle in parità, mentre per le cinquine sono 6 – la prima nel 1975, poi tre consecutive ’93,’94 e ’95 e infine una doppietta nelle edizioni 2018 e 2019. Curioso notare che soltanto in due casi una donna ha vinto lo Strega quando le presenze femminili in dozzina superavano quelle degli uomini – Janeczek e Di Lascia – in tutti gli altri invece quando erano in minoranza. A dire la verità le donne danno il meglio di sé quando sono sole: ben 6 vittorie quando si trovavano circondate dagli uomini. Roba da amazzoni? Gelosie e conflitti tra il gentil sesso? Non possiamo saperlo, ma è certamente un dato che salta agli occhi. Stiamo parlando di più del 50% dei casi.

Parlando di genere, ne esiste un altro, che non è sessuale, ma è di identità. Quanti autori hanno partecipato allo Strega utilizzando uno pseudonimo? Tutti avrete sicuramente presente la partecipazione di Elena Ferrante, ma se vi dicessimo che è in nutritissima compagnia? 21 pseudonimi e circa 35 nomi d’arte, pittori, artisti in generale che si presentavano non con il nome di battesimo. Molte le donne, come Zangrandi, Petri, Di Falco, Nemi, ma altrettanti gli uomini e spicca la presenza del collettivo Luther Blisset, unico ad aver partecipato al premio. Della maggioranza si conosce la reale identità, sono state avanzate delle ipotesi spesso confermate e non rappresentano un mistero, ma accanto a Elena Ferrante c’è un altro autore di cui si è parlato molto – almeno all’epoca – senza cavarne nulla. Antonio De Petro è un nome poco conosciuto, eppure nella sua non lunga apparizione al Premio Strega e nel panorama letterario italiano, tra gli anni ’80 e ’90, ricevette l’attenzione di critici, scrittori e giornalisti. Nessuno però ha mai scoperto l’identità dell’autore, anzi, a ogni intervista veniva presentato un identikit differente e l’interlocutore cambiava aspetto, voce, stile. Questa continua beffa rese il personaggio prima estremamente famoso poi irritò gli addetti ai lavori fino a condurlo a una lenta – e potremmo dire avvenuta – dimenticanza. 

 

Un’altra domanda chiede ancora risposta. Il Premio ha passato il Rubicone? Conviene nascere al nord o prendersi la cittadinanza lombarda, piemontese o veneta per vincere lo Strega? Come si distribuiscono i primi e i secondi posti? Non ci crederete.

correggi

Sia per quanto riguarda i vincitori, sia per quanto riguarda le presenze in cinquina, ma addirittura per le presenze in dozzina le regioni del nord sono avanti nel computo totale  Una partita senza storia, ma sono le curiosità ad accendere alcune lampadine: il Molise è la regione che quasi non esiste, anche per il premio. Solo un finalista in 73 edizioni, nessuno in cinquina e tanto meno nessun vincitore. In cinquina però non c’è neanche nessun valdostano, mentre anche Umbria, Trentino e Basilicata non hanno alcun vincitore. Al contrario la regione più rappresentata è il Lazio con 160 finalisti, 72 in cinquina e 13 vincitori. Numeri da capitale, senza dubbio. Ma questi sono valori numerici, andiamo a osservare il grado di efficienza.

Per efficienza intendiamo il grado di successo, ovvero quanti in cinquina rispetto ai finalisti o quanti vincitori rispetto alle presenza in cinquina. Scopriamo qualcosa di incredibile: è la Sardegna la regione più efficiente con 8 in cinquina su 13 finalisti (61,54%) mentre le regioni più efficienti in finale sono Campania, Emilia, Lazio e Veneto, ma cambia tutto se osserviamo l’efficienza in cinquina perché troviamo Marche, Abruzzo, Friuli e Liguria. E il Lazio? Poco più del 18% di efficienza, poca roba. La peggiore in assoluto, la Lombardia. In generale le regioni del Sud, anche se meno presenti, risultano mediamente più efficaci: in termini pratici questo significa meno possibilità di arrivare in finale, ma una volta in gara garantisce una maggior possibilità di arrivare in cinquina e poi prendersi il premio. A guardarle da questa prospettiva le cose cambiano e il nord non sembra più un’isola felice.

E concentrando l’attenzione sui secondi posti? Scopriamo le sfortunate doppiette di Lazio, Toscana e Campania, un poker per la Lombardia. Lazio, Toscana e Lombardia che rappresentano anche il podio di questa classifica capovolta, seguite da Campania, Piemonte e Friuli. Mediamente hanno gareggiato 8 regioni, 4 in cinquina. Questi numeri anticipano alcune curiosità: lo sapevate che nell’edizione del 1998 su 15 partecipanti 5 erano del Lazio e ben 4 giunsero in cinquina? E che nell’edizione del 2002 vi furono 4/11 e ben 3/5 targati Campania? E dell’edizione del 2016 con di nuovo 4 laziali in finale promossi tutti in cinquina? L’edizione più eterogenea è quella del 1964 con ben 12 regioni presenti, un vero record – da contraltare all’edizione del 2008 con solo 4 regioni (Puglia, Lazio, Campania, Piemonte + l’Albania rappresentata da Kubati). 36, 12 e 4 sono, invece, i numeri degli stranieri che hanno partecipato, sono arrivati in cinquina e hanno vinto lo Strega.

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Se tutto quello che vi abbiamo raccontato finora non vi basta non vi resta che alzare gli occhi al cielo e desiderare intensamente che gli astri siano dalla vostra. Pare che un giovane Leopardi passasse gran parte del suo tempo ad interrogare le stelle sulle questioni fondamentali della vita, sul nascere e sul morire. E sullo Strega? Senza scomodare oltre il Sommo Poeta, partendo dalle date di nascita abbiamo analizzato i segni zodiacali dei contendenti al podio.Vincere o perdere è questione di congiunzione, opposizione e pianeti. Cari segni d’acqua la vostra sensibilità e la vostra fervida immaginazione sono state molto apprezzate dalla giuria nel corso degli anni. 23 i segni d’acqua ad aver vinto il premio. Pare che nonostante la loro emotività tengono sotto controllo la situazione: apre l’albo Flaiano nel 1947 (pesci) e lo chiude Scurati (2019, cancro). A guidare l’avanzata dei segni d’acqua però c’è lo Scorpione con il 12.33% delle vittorie. Non solo gioie ma anche grandi dolori per i segni d’acqua che si sono visti soffiare la vittoria per ben 21 volte. Ai gemelli spetta lo scettro dell’unicità. Nel 1998 la vittoria di Enzo Siciliano permette ai gemelli di non restare l’unico segno a bocca asciutta e difendere l’onore. Si sa i pianeti sono dispettosi. Se c’è un testa a testa puntate sicuramente sul capricorno. Negli otto duelli affrontati è riuscito ad aggiudicarsi la vittoria per sette volte. La capa tosta non si batte è inutile. L’energia senza disciplina non ha aiutato l’ariete che guida la classifica dei secondi classificati con il 12.33%. Branko, Brezsny o Paolo Fox chi avete scelto per divinare il futuro vincitore dello Strega? Portate pazienza vi diciamo tutto nella prossima puntata.  

puntate precedenti:

Operazione Strega,

Operazione Strega. Prima Puntata,

Operazione Strega. Seconda puntata

2 pensieri su “Operazione Strega. Terza puntata.

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