Operazione Strega. Lo Strega calculator.

dalla bizzarra collaborazione tra Francesco Spiedo e Modestina Cedola

Vi abbiamo già raccontato come ci siamo messi in questo casino. Era una notte buia e tempestosa… ah no, è il 5 marzo quando ItaliansBookitBetter pubblica un articolo su numeri e curiosità dei 54 libri candidati a questa edizione del Premio Strega. Francesco Spiedo nota il post e lo commenta. Un commento tira l’altro e arriva la folle idea di fare un’analisi allargata a tutte le edizioni del Premio. Complice la passione per i numeri e il blocco forzato del lockdown nasce Operazione Strega. 

Abbiamo dato letteralmente i numeri su libri, esordi, case editrici, scrittrici e scrittori, regioni, numero di pagine e pubblicazioni, età, generi e segni zodiacali. Eppure non abbiamo ancora finito. Love Calculator, vi dice qualcosa? Chi è stato ragazzo nei primi anni duemila lo sa, c’era un numero magico al quale inviare il TUO NOME + IL SUO NOME e via, ti arrivava direttamente sul cellulare, con un comodissimo ed economico sms, la percentuale di affinità della coppia. Decine di migliaia di euro spesi nel tentativo di ricevere un segno del destino; e se fosse possibile creare anche per il Premio Strega un sistema, a metà tra la statistica e la magia, capace di prevedere l’affinità tra autore, testo e primo posto?  Altro che sms al 48248.

A scanso di equivoci, questo sistema non esiste, per la stessa identica ragione per cui non è possibile trovare un sistema infallibile per sbancare la SNAI: la statistica prevede margini di errore, un pizzico di benedetta casualità. Nel calcio corrisponde alla giornata storta della favorita, in un premio letterario alla potenza delle storie capaci di sconvolgere le previsioni. Ma veniamo a noi. 

73 edizioni dello Strega insegnano qualcosa, l’abbiamo visto nelle nostre puntate: ci sono fasce d’età che sembrano più fortunate, editori più presenti e con percentuali di vittoria notevolmente più alte, regioni che sfornano vincitori come panini e via dicendo. Abbiamo potuto immaginare un piccolo algoritmo che, mischiando tutte queste informazioni, dando loro un peso relativo alla presunta capacità di influenzare il risultato – età e segno zodiacale hanno davvero lo stesso impatto? Regione di nascita ed editore possono essere considerati parametri equivalenti? – e ne abbiamo tirato fuori dei risultati sorprendenti per la loro capacità di prevedere il futuro. 

Secondo i dati in nostro possesso, infatti, la sestina ad oggi in concorso è quanto statisticamente avremmo potuto prevedere: attenzione, anche la questione Barone&Bazzi trova risposta nei nostri calcoli. Tra i due, la scrittrice della Bompiani era qualche punto percentuale avanti, cosa che è realmente successa. Questo cosa significa? Che il nostro sistema potrà adesso prevedere anche il podio e stabilire in anticipo chi sarà il vincitore? Ma certo che no, però può essere un modo divertente per prepararci alla finalissima. Analizzeremo, autore per autore, quali sono i punti in comune e le differenze con il fantomatico vincitore ideale.

Lo Strega Calculator  è pronto a partire.

DANIELE MENCARELLI

L’identikit del vincitore ideale, quello costruito con i parametri più premiati, dipinge il suo profilo.

Mencarelli ha tutti i dati in regola per aggiudicarsi questo Premio Strega: per età, regione di provenienza, editore, numero di pubblicazioni, segno zodiacale, la somma dei parametri lo fa schizzare al primo posto con un’affinità del 72,2%. Sembra uno scherzo del destino se pensate che, andando a tarare i calcoli soltanto sull’ultimo ventennio, guardando quindi i dati dei soli anni 2000, non cambia nulla. Mencarelli è sempre inchiodato al primo posto con quel suo 72,2% di affinità. 

Con questo vi stiamo dicendo di scommettere la casa sulla sua vittoria finale? In realtà no, perché per quanto possa essere incredibile la somiglianza con il vincitore modello c’è l’altra faccia della medaglia. Innanzitutto la vittoria al Premio Strega Giovani. Soltanto Cognetti nel 2017 è riuscito nella doppietta, che sia un segno? Negli altri casi il premio è andato al terzo incomodo o a uno tra i due maggiori candidati alla vittoria finale o a un outsider. Poi l’editore, Mondadori: il più vincente, ma anche quello che ha collezionato il maggior numero di medaglie e di doppiette d’argento. L’anno scorso la casa editrice è arrivata in seconda posizione, che voglia ripetersi? E il Lazio, regione più vincente, ma anche quella con il maggior numero di secondi posti e una delle peggiori efficienze da finale (vincitori/presenza in cinquina). Sembra incredibile ma il vincitore ideale e l’eterno secondo si assomigliano come due gemelli: Mencarelli sembra essere il fidanzato che tutte le madri vorrebbero per i propri figli, che poi è lo stesso che i figli non scelgono quasi mai. Noi, se fossimo in Mencarelli, faremmo tutti gli spergiuri del caso. Anche perché in competizioni del genere sono proprio i dettagli a fare la differenza.

Predestinato.

Affinità 7/10 

Stregabilità 5/10

JONATHAN BAZZI

Potremmo definirlo come la vera mina vagante di questa edizione. 

Siamo onesti, Bazzi ha davvero poche speranze di vincere il premio: la sua percentuale di affinità è, e anche di parecchio, quella più bassa tra i sestini. Se ci concentriamo sui dati ottenuti guardando a tutta la storia del premio raggiungiamo un valore del 22%, che addirittura si dimezza raggiungendo 11% se calcolato in relazione alle edizioni degli anni 2000, per una media del 16,5%.

L’età, l’editore, l’esordio sono tutti parametri che lo rendono poco affine, ma è un altro il dato che ci sembra maggiormente profetico: i gemelli sono il segno zodiacale che meno in assoluto ha mai vinto lo Strega. Paura, eh?

Questo cosa significa, che non scommetteremo neanche un centesimo su di lui? Beh, qui si tratta di azzardare. È dal 2008 che un esordiente non si aggiudica il primo posto e indovinate? Mediamente un esordiente si aggiudica il premio ogni 12 anni. Coincidenze? Forse. E poi anche la questione del segno zodiacale che sembra condannarlo, potremmo aver semplicemente trascurato la forza degli ascendenti. Bazzi è tutto e il contrario di tutto, è l’eccezione che lo Strega non ha mai avuto, l’inizio di una nuova tendenza, un fuori pista irripetibile. Chissà, magari questo è l’anno buono per restare sorpresi.

Scommessa. 

Affinità 1.5/10

Stregabilità 4/10

GIANRICO CAROFIGLIO

I numeri sembrano tradirlo.

Uno dei favoriti di questa edizione arrivato in finalissima con un bel numero di voti, appena dietro un altro dei papabili vincitori. Eppure i numeri non sono dalla sua parte, anzi. Se analizziamo nel dettaglio provenienza, editore, segno zodiacale e tutto il resto otteniamo un risultato basso – considerando la media di tutte le edizioni del premio – e un risultato bassissimo – considerando soltanto le ultime 20 edizioni. 38,9% e 33,3%, vi aspettavate di meglio non è vero? Beh, anche noi. Ma cos’è che sembra non funzionare? In primo luogo la provenienza, le regioni del sud sono davvero poco quotate e la Puglia non è certo la punta di diamante, il segno zodiacale, ancora un gemelli, come Bazzi, il meno premiato in assoluto, ma anche numero di pagine e numero di pubblicazioni non gli permettono di accumulare un buon punteggio. L’affinità media finale è di appena il 36,11%, male male per un cavallo di razza. 

Fortunatamente per lui ci sono altri aspetti da tenere in considerazione e in questo caso i numeri dell’editore. No, non parliamo di forza o di influenza, ma di alcune statistiche inequivocabili: Einaudi è arrivata in finale con più di un titolo soltanto nelle edizioni 2019, ’63, ’60 e ’56. L’unica sfortunata è stata proprio quella dello scorso anno, negli altri casi il premio è andato all’editore torinese. Succederà ancora? Einaudi verrà beffata contro ogni pronostico? Carofiglio da grande favorito soccomberà all’ineluttabilità dei numeri o l’aleatorietà della statistica lo salverà?

Fuori classe.

Affinità 3.5/10

Stregabilità 5.5/10

GIAN ARTURO FERRARI

Il vecchio saggio ci riunisce e racconta una storia.

A guardarlo bene Ferrari si presenta a questa finale con la serenità di chi è esordiente, senza esserlo, di considerato quasi totalmente fuori dalla sfida, suscitando allo stesso tempo un rispetto quasi reverenziale. E le statistiche sembrano riconoscere questa sorta di debito collettivo, restituendo dei risultati davvero niente male. Nonostante l’età gli faccia perdere molti punti, considerando un editore fuori dal podio dei più premiati, il suo è un risultato onorevole: il 44,4 % seguendo la media di tutte le edizioni che diventa 33,3% nel caso delle edizioni anni 2000. Complessivamente ottiene un 38,9%. Ma c’è di più.

Andando oltre la semplice affinità con il vincitore ideale abbiamo notato per Gian Arturo Ferrari alcuni dati che sembrano sorridergli: è vero che si presenta come esordiente e gli esordienti vincono raramente, ma ricordate ogni quanti anni? 12, sì, e dal 2008 – ultima vittoria di un esordiente – sono trascorsi proprio 12 anni. Fermi. E l’età? Esordire a 76 anni gli garantisce una probabilità di vittoria, concentrandoci solo su quest’aspetto, molto alta: la maggior parte dei vincitori hanno tra i 40 e i 50 anni, ma quando i 70enni sono arrivati in cinquina si sono saputi difendere per bene. E poi, Feltrinelli, certo non un editore tra i più premiati, ma lo sapete che su tre esordienti portati in finalissima due hanno vinto? Ferrari è un esordiente di una certa età e Feltrinelli che arriva in cinquina 12 anni dopo la vittoria di Giordano. Ancora un ultimo dettaglio: Ferrari gareggia con un romanzo che presenta esattamente il numero di pagine medio per il libro più stregabile. Un caso? Può darsi, ma Feltrinelli non vince da 15 anni – che si siano allineati i pianeti?

Reverenziale.

Affinità 4/10

Stregabilità 7/10

SANDRO VERONESI

Un gigante dai piedi d’argilla.

L’aspetto divertente dei numeri è che sembrano smentire, almeno in parte, i pronostici. I favoriti nascondono grandi debolezza, gli outsiders invece preparano degli assi da lanciare al momento giusto, ma come finirà la partita sarà tutto da vedere. Veronesi ha messo subito le cose in chiaro arrivando in cinquina al primo, solitario, posto. Certo, undici voti di vantaggio non sono moltissimi, ma per vincere ne basterà uno. Un 44.4% di affinità per Veronesi che si trasforma in 55.6% ricalcolando i parametri soltanto seguendo le ultime 20 edizioni: una media che segna esattamente il 50%. Al tavolo da gioco sarebbe come scommettere sul rosso o sul nero, sui pari o sui dispari. 

Le curiosità attorno all’autore sono numerosissime: si tratterebbe della seconda doppietta per un autore, il primo e unico al momento è stato Volponi. Volponi, Veronesi, quella V che diventerebbe una strana costante. Così come sono strane le coincidenze riguardo regione e segno zodiacale: con il 12.33% e il 17.85%, ariete e Toscana sono due parametri da tipica medaglia d’argento. Tre indizi fanno una prova, cerchiamo il terzo concentrandoci sull’editore. La Nave di Teseo è una realtà giovane che può contare già due presenze in finalissima, ma senza ancora aver mai vinto il premio. 

C’è chi crede fermamente in Veronesi e chi invece esclude categoricamente la possibilità. Indecisi? Provata a lanciare una moneta, avrete le stesse probabilità di indovinare.

Testa o croce.

Affinità 5/10

Stregabilità 6.5/10

VALERIA PARRELLA

Senza niente da perdere.

Se sei una donna e partecipi al Premio Strega, lo dicono i numeri, parti con uno svantaggio considerevole: solo 11 vittorie al femminile, una partecipazione che in finale si assesta mediamente sul 25%, mentre in cinquina spesso sono state del tutto assenti. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato, in alcune edizioni – come quella 2019 – la quota rosa in cinquina ha superato il 50%, senza influenzare però l’andamento delle vittorie finali. L’ultima vittoria è del 2018 e se la Parrella dovesse vincere si riproporrebbe quanto successo nel ’67 – ’69 con Ortese e Romano. Una doppia vittoria a due anni di distanza. Lasciando da parte per un momento la questione di genere, i numeri sorridono alla scrittrice campana: 55.5% e 50%, considerando tutte le edizioni e soltanto le ultime venti, per una media complessiva d’affinità del 52.78%. Un ottimo risultato.

Le curiosità? Ripetiamo quanto detto per Carofiglio e la doppia presenza Einaudi: solo una volta su quattro quando l’editore torinese è arrivato in cinquina con più di un titolo non ha vinto. C’è un altro dato che fa il pari con il bonus editore: sono 18 le donne con più di una presenza in cinquina, 14 quelle con due presenze, ma soltanto il 14% di queste ha vinto lo Strega. Davvero poca cosa, se pensate che invece sono solo due le donne con tre presenze ed entrambe si sono aggiudicate la medaglia d’oro. Che valga la pena ripresentarsi al prossimo giro? Però, però, però. In 9 casi su 11 una donna ha vinto lo Strega trovandosi in minoranza in cinquina e quando si è presentata da sola in finalissima ha vinto per ben 6 volte. Un caso? Per il resto Valeria Parrella, come autrice campana può contare su una buona efficienza da finalissima, una discreta affinità per quanto riguarda età, numero di pubblicazioni e segno zodiacale. Nessun risultato molto sopra la media, ma neppure nessuna brutta sorpresa. Se ne sta lì, con i suoi buoni voti, una buon curriculum, una discreta dose di fiducia e speranza, qualche numero dalla sua parte, al centro dei sei e spicca senza essere appariscente, assecondando le folli leggi della statistica.

Circondata.

Affinità 5.5/10

Stregabilità 6/10

In bocca al lupo ai sei candidati che i fantasmi degli Strega passati siano con voi!

Nelle puntate precedenti di Operazione Strega:

Prima puntata

Seconda puntata

Terza puntata

Un pensiero su “Operazione Strega. Lo Strega calculator.

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