Una settimana di racconti #131 #132

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Quando compì undici anni, suo padre Andrej Piotrowski spese gli ultimi 1700 zloty per comprare un francobollo con la faccia baffuta del presidente Lech Wałesa stampata sopra. Seguiva quell’uomo fin dai tempi dei Solidarność, con la giacca da marinaio e il crocifisso al collo, agitando in aria l’indice e il medio in segno di vittoria; pianse quando lo arrestarono nell’ottantuno e pianse quando vinse le elezioni libere, nove anni dopo. Ma quel giovedì di settembre non seppe che farsene della sua democrazia se gli restavano 1700 zloty nel portafogli.  

E allora nuota, Pinna di Giulia Binando su inutile

Bart.

Bussa tre volte e poi spinge il portone, che si apre cigolando.
Nonna si precipita giù dalle scale, mentre io mi alzo e li sbircio da dietro lo stipite della cucina. Papà lascia cadere il borsone all’ingresso e non solleva la testa. Ha la pelle macchiata come il ripiano del tavolo e i capelli lunghi. Nonna lo abbraccia e la sua faccia scompare dentro la spalla di lei. Quando riemerge si avvicina, mi bacia e mi spettina.

Carpocapsa di Francesca Mattei su Verde

Ricongiungimenti. 

Ma il lavoro non finisce mica qui, bisogna poi entrare nella testa di un bambino, in un canneto così fragile – immaginate la violenza che ci vuole – e trovare in fretta la gramigna di quelle idee infestanti e strapparla via prima che tutto venga distrutto. Come si può fare tutto questo ogni giorno? Avere la forza per portare avanti una famiglia, il lavoro, una casa, e allo stesso tempo stare attento a tutto questo marciume che ti arriva addosso. Ti viene quasi voglia di barricarti in casa, distruggere la TV, il PC, delimitare il mondo.

Le ombre sul canneto di Daniele Colantonio su Neutopia

Narrami di un eroe. 

Tutti sapevano che si era perduto troppo tempo nella finzione. Si trattava di un nuovo inizio. Dovevano ripartire da zero e presero a costruirsi nuove esistenze senza che nessuno li comandasse, senza nessuno che indicasse, da quei malvagi sistemi elettronici, come odiare il prossimo per stare un po’ meno male.

Meduse 2.0 di Massimiliano Piccolo su Malgrado le mosche  

Ricordo ancora.

E inoltre:

Buone letture!

 

 

 

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