Una settimana di racconti #135 #136

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Ho aspettato di tornare a casa perché Pjotr leggesse il messaggio al posto mio, non avrebbe capito molto e mi avrebbe aiutata sentire la pronuncia inesatta, il tono divertente delle parole asettiche di mia sorella.

«What does it mean?»
Che è una stronza.
«Come on!»

Mirakuru Garuzu di Claupatra D’Angelo su Verde

Lotte tra gemelle.

Senza volerlo, misurando il cibo ho iniziato anche a osservare cosa mi accade quando si avvicina il sangue. Ero arrivata a credere di essere un’eccezione, qualcosa di non conforme, ma ci sono stati tre giorni in cui sono stata affamata e nervosa e ho placato la tensione con un ritaglio microscopico di cioccolato extra fondente per il quale chiederò perdono al mio nutrizionista. Ci sono stati due giorni di picchi depressivi nei quali ho dubitato di ogni amicizia e persona al mio fianco ora e nel passato; ho sedato la tristezza dormendo più del dovuto e standomene in disparte, evitando reazioni incontrollate.

Fare pace con il sangue di Elisa Lipari su Split rivista

Fare attenzione.

il giudizio è uno dei rari movimenti che non necessita di azione

Astronauti di Iago Menichetti su Spaghetti Writers

Leggere.

«Lo sai quello che devi fare, Vale’», gli aveva detto Gigione, sorridendo, la mano che gli premeva il braccio con dolcezza paterna, «tu lo sai che devi fare, ci stai pensando da tanto, non ti devi vergognare».

«Maestro, io…», aveva provato a replicare.

«Anche tu soffri e combatti quotidianamente per la libertà», lo aveva interrotto Gigione, «anche tu, come a tutti noi, come al grande Padre Pio».

Grazie Padre Pio|Come a noi di Alfredo Palomba su In fuga dalla bocciofila

Ossessioni.

Solo ogni tanto veniva attirato dal trambusto nel cucinino. In quei casi si alzava lentamente e, scivolando con le pattine lungo il corridoio, arrivava fino a noi: «Allora» diceva, «cos’è sto casino incredibile? State sempre a fare chiasso.»
«Cosa vuoi che sia?» rispondeva mia madre. «Stiamo parlando.»
Lui si irrigidiva tutto quanto: «Ah, be’, se non mi volete con voi basta dirlo» e scivolava via, il pattinatore lento, verso il suo solitario. Suscettibile da matti, ma lo trattavamo sempre male, effettivamente.

Sempre a fare chiasso di Silvia Cannarsa su inutile

Il pranzo della domenica.

E poi:

il nuovo numero di Risme è online!

su Dude Mag la vita recensita attraverso le cose

Buone letture!

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