Una settimana di racconti #149

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Non ho mai saputo quale fosse stato il motivo del mio abbandono, ho sempre pensato che per lasciare un figlio servisse molto coraggio e tanta disperazione, ché quando pensi a te, da bambino, pensi sempre in grande. Era stata proprio lei, Suor Clelia, ad accompagnarmi all’Istituto all’inizio di settembre, giusto in tempo per l’inizio della prima elementare. 

Uno, due, tre, tornerò da te di Barbara Bedin su Malgrado le Mosche

Educazione al silenzio.

Il mio unico amico ha smesso di respirare in diretta. Lo viviseziono per conoscerlo in maniera completa, per poterlo rispettare con maggiore consapevolezza. Al suo interno scopro nuovi orizzonti affettivi, con la fiducia alla base di tutto, una fiducia diamantifera, più forte del bisturi con cui gli apro la carne.

Rebus di Marco Corvaia su Malgrado le Mosche

Spettacolo garantito.

A parte la prima e la seconda luna, il cielo non aveva segreti. Kiru strinse le labbra, cercando ancora con lo sguardo sopra i tetti, frugando nella soffice imbottitura delle nuvole, ma la terza luna, la luna dei defunti, non era comparsa per accompagnare Teji verso l’aldilà. Poteva significare che non sarebbe morta. O poteva significare che avrebbe dovuto raggiungere l’Oltre da sola. La terza luna compariva ormai di rado per fare da guida ai trapassati: Kiru non la vedeva da così tanto tempo che non era sicura di ricordarne il colore.

Le giuste offerte di Valentina Zunino su Spore

Le vie della Dea

Ok, da domani a dieta, ripete fra sé e sé, Posso farcela, è per il mio bene, per tornare ad allacciarmi le scarpe — la voce nella sua testa è determinata e imperativa — andrò a passeggiare, mangerò sano, leggerò libri, mi terrò occupato così non sentirò la fame — l’uomo a cui appartiene la voce nella sua testa ha un fisico statuario e i capelli brizzolati mai sudaticci — da domani.

L’amaro in bocca di Valentina Nicoli su inutile

Preparare l’amore.

In pratica, due giorni prima, questo Remo si trovava a bordo della sua automobile, una Ford Focus verde con l’aria condizionata rotta da anni, stava discutendo con suo padre della vita, la sua insensata e pidocchiosa vita (parole di suo padre), la sua vita fatta di aria, dominata dall’incuria e dalla pigrizia (parole di suo padre), la sua vita che se solo suo padre avesse saputo si sarebbe praticato una vasectomia a ventidue anni, gli diceva smettila, papà, falla finita, smettila smettila smettila, suo padre diceva no, non la smetto

Storielle del caldo fuori stagione di Gian Marco Griffi su Narrandom

Ordinaria follia.

Nei giorni in cui il barattolo era stato concepito l’operaio specializzato dedicava ogni minuto a pensare alla formula. In quei giorni nella sua testa la vita era come il vento, non si vedeva chiaramente, ma all’operaio specializzato importava soltanto che attraversasse e che muovesse le idee

La Fabbrica di Colla di Luca Marinelli su Dude Mag

Affetto.

E ancora:

Buone letture!

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