Una settimana di racconti #150

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Dopo che trascorse qualche anno dalla mia nascita, qualcuno disse a mia madre che avrei dovuto sempre indossare qualcosa di nero perché avrei attirato su di me i deliri del mio prossimo. In mezzo a un prato verde, nei pomeriggi estivi della Pianura Padana, io stavo immobile e gli altri ragazzini mi chiamavano l’Uccellaccio del malaugurio.

Un volto, due destini – I Know This Much Is True | Elegia del figlio unico di Leonardo Biancanelli su In fuga dalla bocciofila

Rappresentante unico.

Ci sono domande di cui conosciamo bene la risposta ma, da lì, non sappiamo come proseguire.
Fino a quando un giorno il sole impietoso di mezzogiorno ci riporta nella piazza da cui siamo partiti.
Ho mandato un messaggio.

Buona la prima di Caterina Bonetti su Morel-Voci dall’isola

Allenarsi a scomparire.

Mentre la nonna andava a prendere un bicchiere d’acqua, ché lo zio V. sudava, lui è uscito scendendo le scale di corsa, e non ha mica chiuso la porta, e mia nonna ha preso a chiamarlo dalle scale, erano scale ripide, che si arrotolavano, e poi mi guardava e diceva Se ne è andato? ma non lo stava proprio chiedendo.

Superuomo di Eleonora Bassi su Rivista Blam

Tendere una mano.

Riprendo il mio viaggio nell’appetizione, declinata in banale appetito e sofisticata foia. Tramonta, giù verso il Sacrario, ed è ancora un caldo ferale. Scendo a piazza Fontana Grande dove Marzia, nella sua popina piena di fragranze, mi prepara un nostalgico panino col lampredotto senza bisogno che glielo chieda. Mi pare di schernire i miei Romani, con queste trippe medievali, rievocando la caduta dell’Impero, ma non posso rinunciarvi, ché mi ricordano nonna Bice.

Lascivus di Paolo Ceccarini su Verde rivista

La ricerca del piacere.

Questo è un medicinale di AUTOMEDICAZIONE che potete utilizzare per curare disturbi lievi e transitori facilmente riconoscibili e risolvibili senza ricorrere all’aiuto del medico. Può essere quindi acquistato senza ricetta, ma va usato correttamente per assicurarne l’efficacia e ridurre gli effetti indesiderati.

Bugiardino sincero di Sara Mazzini su Malgrado le mosche

Posologia di un amore.

Devo studiare un suo movimento fino a quando non avrò più bisogno di guardarlo ancora, quando mi basterà chiudere gli occhi mentre attraverso la strada; e poi neanche ci sarà più bisogno di chiuderli perché le informazioni correranno in background, luccicanti.

La fisica del tennis di Sergio Oricci su Dudemag

Esercitarsi alla lentezza.

Entrammo nella sala dei generatori, ogni volta che ne sentivo il ronzio sommesso lo stomaco mi si attorcigliava, come se una mano mi stringesse le budella e me le rigirasse. Tre enormi cubi, ognuno al centro aveva due pulsanti, uno giallo e uno blu, e due lucine accese dello stesso colore sopra ognuno dei pulsanti. Mio nonno mi raccontava che quelle lucine non si erano mai spente, che i generatori erano sempre rimasti attivi.

Porto San Michele di Adriano Manca su L’inquieto

Per non venire risucchiati.

Simona non comprende. Sorride; fa per dirle di smettere di fare la cretina, che non è serata, che le è perfino venuta voglia di infilarsi le dita in gola, ma si trattiene. Si volta verso l’auto.
Elena è ancora lì. È lei, si vede, la riconosce: non era come la sagoma illuminata dal fuoco di Caterina; è pastosa, composta da nero e buio, materia tangibile che non riflette la luce ma l’assorbe in toto.

Ora non più di Riccardo Meozzi su Spazinclusi

Segni.

Chiara assiste alla demolizione senza muovere un dito, gelata sul posto. A operazione finita, gira attorno a quel soffice mucchio di macerie come fosse un fotografo cui è caduto un soggetto interessante tra i piedi.

“Ecco, ecco a cosa servi tu, finalmente ho capito”, dice nervosamente, prima di andarsene, e comunque senza guardarmi in faccia.

Storia della donna più infelice e dell’uomo più stupido dell’isola di Giordano Tedoldi su Suite italiana

Tessere trame.

«Voglio raccontarti una cosa. Se c’era il professore la raccontavo anche a lui, gli sarebbe piaciuta» disse così e prese dalla rastrelliera un altro bicchiere. Ci mise dentro del whisky e non so cos’altro. Poi batté la mano sul bancone come se dovesse avvisare qualcuno che era pronto da bere e me lo allungò. «Provalo, senti se ti piace» mi disse, e poi riprese a raccontarmi

Ventitré anni di Marco Angelini su micorrize

Era qualcosa di viscerale, qualcosa che riguardava la corruzione della pelle, delle cellule, la contaminazione dell’ambiente, igienizzanti i cui odori avevano sostituito quelli della natura innescando un’alterazione subdola dei sensi, delle ghiandole, dei recettori

Diorama di Valentina Ramacciotti su inutile

Fare l’amore.

e così tu dici: strano; mi dici è stato strano, e stai solo ripetendo quanto ho appena detto io. strano davvero, questo affare di te e di me. non si capisce mica com’è che si è finiti a stringersi così. tutte le ossa nel posto sbagliato.

Come se non ci fosse mai stata di Sara Mazzini su micorrize

Creare abitudini per dimenticare.

E ancora:

Buone letture!

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