Una settimana di racconti #154

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Il giorno del compleanno di mia nonna, a fine estate, si faceva sempre una cena. Lei cucinava le uova ripiene, i voulevant, le lasagne. Ci riunivamo tutti sotto la tettoia in cortile, si finiva a parlare di mio nonno, di terreni da vendere, mio padre diventava nervoso, mia madre fumava una sigaretta e ci abbracciava molto, mia zia sparecchiava.

Ci sono i fantasmi di Stefania Marongiu su Eccetera Magazine

Eredità familiari.

Terminata la relazione, la professoressa si premurò di farne una copia, imbustarla e spedirla a mezzo raccomandata ai genitori del ragazzo, i quali non ebbero mai occasione di leggerla. Il giorno che la lettera arrivò in casa infatti, diventò cenere.

The Hater| Quel che mi piace è bruciare le cose di Salvatore Cherchi su In fuga dalla bocciofila

Avere le idee chiare.

Le albicocche, finalmente è arrivata la loro stagione. Le albicocche le ricordano che ha una grandissima voglia. Una voglia che non soddisfa più da mesi, nemmeno da sola. Non riesce a toccarsi. Immaginare di provare piacere da sola, con tutta quella tristezza nel corpo, gliela amplifica solamente.

Albicocca di Elena Nemerov su Malgrado le mosche

Volli intensamente volli.

Il Risiko mi piace più degli scacchi proprio perché è inesatto, perché la logica strategica non diventa claustrofobica, c’è la valvola di sfogo dell’alea, la probabilità si sostituisce alla necessità; e poi si gioca in quattro e questo è un altro elemento – di tipo relazionale psicologico – che moltiplica le possibilità creative di tipo strategico allontanandosi dai rigori ossessivi di una pura logica che deve divorare un’altra logica prevedendola in ogni minimo diabolico dettaglio in una prospettiva abnorme di molte mosse.

Spettralità di Andrea Zandomeneghi su micorrize

Ossessioni.

I capelli si diradano perché la paura divora i miei bulbi piliferi. I muscoli del petto hanno ceduto, il grasso si è ritirato e le ossa, come conchiglie con la bassa marea, riaffiorano come antichi velieri affondati. Ho l’umore di un mulo. A testa bassa lavoro sulle ultime immagini da inviarti.

Bestiario Incerto: Lettere impossibili di Antonio Potenza su Spore

Tessere una rivoluzione.

Una sera scende in giardino.
È ottobre e tira vento, le stelle sono piccole e fredde, la luna disegna ombre puntute sui muri. Agnese alza lo sguardo. La gola nuda di Baracca. La striscia di pelle bruna tra il guanto e il polsino. È giusto? si chiede.
È appropriato volere una persona in questo modo?

Nella sera d’inverno di Sonia Aggio su Altri Animali

Di un amore.

E ancora:

Buone letture!

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