Una settimana di racconti #158

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Cosa sono oggi dopo il suo addio?
Un uomo che non riesce a fare i conti con un’ingombrante assenza, consapevole ma vigliacco, che preferisce far accomodare i propri demoni in salotto piuttosto che affrontarli. Uno che si condanna all’immobilità perché sente che è ormai tardi per il dinamismo, che ha più giorni da vivere che da raccontare, ma che sta già contando quelli che gli mancano per la fine.

Sospensione di Lucia Nappa su Salmace rivista

Prendere le misure.

il settanta percento dei ragazzi viene ritrovato entro una settimana, e che più si dilata il tempo, più le possibilità scendono. Mi sono letta migliaia di statistiche, ho scoperto che i social possono aiutare. Che sono decisivi, più di quanto ci si aspetterebbe – più dei ricordi degli amici, delle parole dei genitori. Per questo mi sono messa a scrivere il suo nome, continuamente, ogni volta che accendevo il computer.

Dove se ne vanno a morire i gatti di Lisa Malagoli su Grado Zero

Annusare la fine.

«Buongiorno, Felicita!», così dicevano, con un sorriso indecifrabile.
«Buongiorno, buongiorno!», lei ricambiava cordiale, e camminando placidamente nelle sue scarpe comode dal tacco basso, percorreva gli androni squallidi dai soffitti elevati, apriva porte di vetro, avanzava lungo corridoi sporchi e umidi come a occhi chiusi, tanto li conosceva in ogni mattonella traballante

La signorina Felicita di Alida Airaghi su inutile

Il progresso si impone.

Omar e Marco salgono su due vetture. Dal bordo pista li guardo lanciarsi l’uno contro l’altro in una serie di frontali che li fa sobbalzare sui sedili. Urlano come invasati. Prendo una sigaretta dal pacchetto nella tasca dei jeans, faccio la conca con la mano fasciata per accenderla. Mi sono fatto male, l’altro giorno, aiutando mio nonno nella sua vigna in fondo al paese, di là dalla ferrovia. Un brutto taglio fatto per distrazione. Alice non si è preoccupata di chiedermi come me lo sia procurato.

Quel che resta del Santo di Ottavia Marchiori su micorrize

Non capire.

Ti giuro, Laura, non sapevo che fare se non continuare a chiedermi che fare. E ora?, mi ripetevo. E ora? Ho girato a caso con la macchina, dall’Eur sono venuto fino a qui perché speravo di beccare qualcuno. Ho camminato per non so quanto. Poi ha iniziato a piovere e mi sono messo sotto un tendone. Mi sono messo a scrollare la conversazione: una settimana fa mi mandava le foto di un gatto che voleva adottare e oggi mi scrive solo devo parlarti. 

Una cosa semplice Parte 1 di David Valentini su Altri animali

L’ultimo giorno.

Il generale Zaniero si avvicinava all’impiegato Panne, e giunto alle sue spalle disse: «Lui no», passò allo storpio accanto: «Lui sì, lui no», e ancora: «Lui sì, lui no, lui sì».

Forse non ridevano di lui di Mattia Cecchini su Pastrengo rivista

Inconvenienti.

E ancora:

Buone letture!

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