Una settimana di racconti #159 #160 #161

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Se l’è portato via un dente cariato.

Era in fabbrica per il turno di notte. Il dente gli doleva da giorni e lui continuava a rimandare una visita dal dentista con quella smorfia del viso, con quel suo sorriso di lato e il gesto vago della mano. Uno spasmo di dolore, un sussulto improvviso, un movimento sbagliato e un macchinario gli ha tranciato la gamba.

Le limacce di Emanuela D’amore su ILDA

Scivolare.

Presero la nonna sottobraccio e lei, sempre muta, si lasciò portare via. È per questo che la mamma aveva paura di vedermi morire: perché si ricordava quanto aveva sofferto la nonna Lella quando le morì la figlioletta. Ma secondo me, in fin dei conti, aveva solo paura di fare la stessa fine di sua madre.

Io invece non lo so perché avevo paura del buio.

Sconfitte di Mattia Cecchini su Il Mondo o Niente

Avere paura insieme.

4 anni di convivenza a Vitorchiano, casa della nonna di C., tumore in 4 mesi, prosciugate le finanze delle 2 famiglie per le cure, l’ha uccisa.
D. l’ha amata, la tragedia della morte non finisce, si deposita sul fondo, il tradimento è un processo in conflitto con l’intero sistema, insonnia, nuovo culmine della disperazione, Dovrei forse tornare a Vitorchiano?

Museo di coppia di Paolo Ceccarini su micorrize

Una vita.

Le cene a casa di nonna si sono ripetute uguali per tutta l’estate. Un tavolo lungo quanto il cortile, la terra umida delle piante appena innaffiate, le luci gialle e calde, onde di vestiti lunghi a fiori e piedi nudi anneriti dalla polvere. Ogni tanto qualche limone cadeva per terra e noi lo prendevamo e avevamo le mani agrumate e la notte era ruvida di stelle come la buccia dei frutti. 

Arrotondare l’impasto di Bianca Giacalone su inutile

Riunione di famiglia.

Carlo dorme da solo perché è solo. È divorziato da sei anni, e non ha ancora trovato qualcuno che lo ami.
Non c’è motivo di essere tristi per lui, è una persona orribile.
Il rumore dei ratti che l’ha svegliato si ripete qualche ora dopo; ma Carlo non è così coraggioso da andare a vedere di persona.

Parassiti di Federico Bastianelli su Malgrado le mosche

Ferme convinzioni.

Renata rispose con un sibilo indecifrabile, lo stimolo dell’urina batteva di nuovo nella vescica. L’animale decomposto si alzò sulle zampe anteriori reggendosi a malapena, caddero vermi e brandelli di carne scura e rattrappita verso il lato destro.

Natura ancora viva n. 13 di Giovanna Cinieri su Salmace

Collezionare.

Padre Alberto, accortosi del passo falso, decise che era tempo di mangiare. Intenzionato a tagliar corto con la predica, espletò celere il resto del rituale, visibilmente emozionato, in parte dall’inconveniente, in parte dalla voglia insopprimibile di sedersi a tavola e attaccare con le saporose vivande che la perpetua, la cui nomea di cuoca sopraffina eguagliava la sua di colto dicitore, aveva preparato per onorarlo alla presenza del parroco, del sindaco e dei notabili del posto. 

Qui manducat di Luca G. Manenti su Spore

Gola.

E inoltre:

Buone letture!

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