Una settimana di racconti #162

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Lui annuì, pulendosi bocca e dita con un tovagliolo di carta. Non ho ancora trovato un modo per non sporcarmi, disse ridendo. Non c’è, ribatté Cecilia, ti ungi tutto e poi ti pulisci come puoi o ti lavi le mani. Allora è per questo che avete le fontanelle, scherzò Felix. Una volta le aveva detto che i ‘nasoni’ lo avevano fatto sentire a casa, perché anche Zurigo è costellata di zampilli. Abbiamo oltre mille fontane, aveva precisato. Cecilia si era chiesta se qualcuno si fosse mai preso il disturbo di contare le fontanelle romane.

Piccoli atti di rivolta semantica di Gaia Donati su inutile

Il preciso significato delle cose.

Dopo aver disintegrato tutto, rimase come sospeso nel vuoto, finché persino l’epidermide non era più con lui e finalmente il tale poté essere sé stesso, cuore, polmoni, vene e altre sudicie strutture sempre più interne; guidato dal diktat dell’amico si sentì sprofondare in una realtà di cellule, e ancora, sempre più giù, diretto nella tana dell’infinitamente piccolo dove forse avrebbe trovato pace, ma non accadde.

Dentro o fuori di Daniele Muriano su Nazione Indiana

Una complicata lotta.

Le dispiacque, il modo in cui lui le rimproverò di aver tardato- aveva rifatto tre volte le trecce, rovesciato il caffellatte dalla scodella, dimenticato le chiavi sul chiodo- quasi la ritenesse una mancanza di riguardo. “Sognavo il vento”, inventò.

Tamarindo di Stella Poli su Spaghetti Writers

Far germogliare.

Vaffanculo Ottavia, vaffanculo “e poi”, vaffanculo alle trascrizioni e alla famiglia e all’affitto. Non possiamo continuare a metterci strati di maglioni addosso, fino a quando non sentiamo più il freddo? Se tu te ne vai, io che resto a fare nel nostro trilocale? Che resto a fare in questa città di cui ci eravamo innamorate insieme, se tu hai smesso di amarla? 

La muta di Gabriella Dal Lago su ILDA

Diventare grandi.

E inoltre:

  • Non lasciatevi ingannare dal silenzio de La Nuove Verdə. Sono solo tornati al buon vecchio telefono;
  • Nel 2020 Argo ha tenuto il primo corso di letteratronica a cura di Fabrizio Venerandi. Da quel laboratorio sono nati alcuni racconti. Qui il primo scritto da Simone Perazzone.

Buone letture!

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