Le parole di aprile

Capita anche a voi di restare colpiti da una parola? Di provare a pronunciarla girandola e rigirandola sulla lingua? O di ripeterla soltanto nella vostra testa come una nenia in cui cercare protezione?

Vi siete mai soffermati a pensare alle parole che usate ogni giorno? Quali sono quelle con cui avete più confidenza? Quelle che sentite più spesso? E quelle per cui vi siete detti mille volte che sarebbe il caso di smettere di usarle?

Da questi e altri mille pensieri nasce la voglia di appuntare parole conosciute o nuove che ho incontrato in questi giorni appena passati.

infànzia 

s. f. [dal lat. infantia, der. di infans –antis «infante1»]. – 1.a. La prima età dell’uomo, che in passato, in senso generico, si faceva giungere sino all’acquisizione dell’uso completo della parola, e oggi comunem. si fa partire dalla fine del periodo neonatale e si divide in prima i. (primi due anni), seconda i. (dai 2 ai 6 anni), terza i. (dai 6 anni all’inizio dello sviluppo puberale; b. In senso concr. e collettivo, coloro che sono nell’età infantile, i bambini in genere; rivolta ai bambini e ai ragazzi; 2. fig. a. I primi tempi dello sviluppo, le prime prove ancora immature di una civiltà, di un’arte, ecc.; b. Nella teologia cattolica, ispirituale, stato di vita ascetica che presenta le virtù considerate tipiche dell’infanzia (per es., innocenza, semplicità), in relazione con l’ammonimento evangelico di farsi fanciulli per possedere il Regno dei cieli.

da Niccolò Ammaniti, l’arte di adattarsi su Rolling Stone

erróre 

s. m. [dal lat. error –oris, der. di errare «vagare; sbagliare»]. – 1. letter. L’andar vagando, peregrinazione, vagabondaggio; 2. Lo sviarsi, l’uscire dalla via retta, spec. in senso fig., l’atto e l’effetto di allontanarsi, col pensiero o con l’azione o altrimenti, dal bene, dal vero, dal conveniente. In partic.: a. Deviazione morale; b. Fallo, colpa, peccato; c. Credenza errata in materia di fede religiosa; d. Opinione, affermazione erronea, giudizio contrario al vero;  e. poet. Illusione, capacità di illudersi; f. Quanto contrasta con le regole di una tecnica o scienza, o manca di correttezza, di esattezza; g. Azione inopportuna, svantaggiosa; 3.a. Nell’equitazione, ogni irregolarità involontaria compiuta durante una prova (abbattimento di un ostacolo, caduta del cavallo, ecc.) che viene penalizzata in punti secondo apposite tabelle. b. Nella scherma, ogni esecuzione di colpo che non arrivi a bersaglio secondo le modalità previste dal regolamento. 4. Con accezioni specifiche: a. In filologia e critica testuale, qualsiasi tipo di deviazione dalla lezione del manoscritto originale. b. Nel calcolo numerico, la differenza (positiva o negativa) tra il valore calcolato di un numero e il suo valore esatto, che si riscontra quando ci si limiti a un certo grado di approssimazione (per eccesso o per difetto, rispettivamente) ritenuto soddisfacente per un determinato fine, oppure quando un’approssimazione sia resa necessaria dalla natura stessa del calcolo. c. Nelle scienze sperimentali, e spec. in fisica e in statistiche basate su dati sperimentali, si dice edi misura l’incertezza che deve considerarsi associata alla determinazione del valore di una grandezza in un dato procedimento di misura, sulla base della constatazione che, ripetendo più volte la misurazione della stessa grandezza con lo stesso procedimento, si ottengono in generale misure diverse. d. Nella tecnica dei servosistemi e dei controlli automatici, la differenza istantanea tra il valore della grandezza di comando e quello della grandezza asservita. e. In informatica, ogni tipo di mal funzionamento, durante l’esecuzione di un programma, di una procedura, ecc., che non permette di ottenere il corretto raggiungimento del risultato aspettato. ◆ Dim. erroréttoerrorùccio; pegg. erroràccio.

da La possibilità di restare innamorato- la matematica come forma di narrazione di Francesco Spiedo su In allarmata radura

attivismo 

s. m. [der. di attivo]. – 1. Tendenza a intensificare il lato attivo, creativo, innovativo della vita umana. Più specificamente, concezione etica, fondata sull’idea del supremo valore dell’esplicazione dell’attività vitale, della volontà di vita e di potenza, conglobante in sé ogni altro canone di moralità e di condotta. 2. L’attività propagandistica svolta dagli attivisti di partiti politici e di organizzazioni sindacali. 3.Apedagogico, orientamento della pedagogia moderna che tende a promuovere nell’insegnamento la libertà e la spontaneità dell’educando, valorizzando i suoi interessi e il suo spirito d’iniziativa.

da Quando l’attivismo digitale diventa performativo? di Irene Graziosi su Siamomine

editorìa 

s. f. [der. di editore]. – 1. L’industria che ha per oggetto la pubblicazione e distribuzione di libri e in genere di opere a stampa (quindi anche giornali e periodici); in senso collettivo, il complesso degli editori, delle imprese e delle attività connesse con tale industria;  2.E. elettronica, l’insieme delle attività editoriali realizzate mediante l’uso di elaboratori elettronici e volte alla produzione e alla diffusione di testi, documenti, immagini, anche su supporti non cartacei, come dischi e nastri magnetici, CD-ROM, dischi ottici, dispositivi telematici, ecc.; e. (elettronicada tavolo, locuz. con cui si indica una produzione editoriale realizzata, a basso costo, con attrezzatura molto limitata (è traduz. dell’espressione ingl. desktop publishing).

da “L’editoria non è progressista e non è femminista”: intervista all’editor Alessandra Zengo su Flair

sfogliare

 v. tr. [lat. tardo exfŏliare, der. di fŏlium «foglia»] (io sfòglio, ecc.); [der. di foglio, col pref. s- (nel sign. 5)] (io sfòglio, ecc.)

Levare le foglie, privare delle foglie, staccare i petali o le ligule di un fiore. 1. a. Tagliare a una a una le pagine di un volume intonso; b. estens. Voltare rapidamente le pagine di un libro, di una rivista, di un quaderno, ecc., leggendone qualche brano qua e là, per farsi un’idea dello stile o del contenuto o per cercarvi un passo o un dato particolare; quindi, fig., scorrere in fretta, dare un’occhiata; c. non com. Distribuire a una a una le carte da gioco ai varî giocatori. 2. a. ant. Con riferimento a monete (d’oro o d’argento), togliere loro una sfoglia di metallo, e quindi alterarne il valore. b. Nell’intr. pron. sfogliarsi, staccarsi in strati sottili, sfaldarsi. Part. pass. sfogliato, anche come agg., senza foglie: un albero sfogliato; in araldica, attributo degli alberi rappresentati con i rami nudi, senza foglie.

Tesori d’archivio | le illustrazioni di un libro dell’800 sulle piante “da foglia” su FrizziFrizzi

depredare 

v. tr. [dal lat. tardo depraedari, comp. di de– (con valore intens.) e praedari «predare»] (io deprèdo, ecc.). – Togliere con violenza, saccheggiare, fare preda (riferito sia alla persona o al luogo da cui si toglie, sia alle cose tolte).

Fuori dagli schemi 9 – Nicola Lagioia di Claudio Lagomarsini su La Balena Bianca

resistènza 

s. f. [dal lat. tardo resistentia, der. di resistere «resistere»; il sign. 3 è un calco del fr. résistance]. – 1. L’azione e il fatto di resistere, il modo e i mezzi stessi con cui si attuano. In usi generici, riferito a persone e animali, o a oggetti e forze fisiche; a. Nel linguaggio milit., e per estens. in quello sportivo, azione di difesa contro il nemico o l’avversario; b. Nel linguaggio giur. e sociologico, diritto di r., diritto di opporsi, anche con la violenza, a ogni attentato o minaccia recati ai diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo da parte del potere costituito; c. In psicanalisi, ogni forma di opposizione da parte del paziente alla libera manifestazione di sé; quindi, per estens. ogni ostacolo che il paziente mette in atto nel trattamento psicanalitico come difesa contro l’emergere di contenuti inconsci vissuti come angosciosi o inaccettabili. d. In economia, accordi di r., gli accordi tra imprese che hanno come esito la creazione di cartelli e di poolse. In meccanica, ogni forza che si oppone al moto del corpo a cui è applicata; 2. La capacità o la proprietà di resistere a particolari azioni o forze, fattori o effetti, contrarî, dannosi o comunque negativi. In usi generici, riferito a persone o animali o nello sport.  a. In biologia, fasi o stati di r., fasi del ciclo biologico di piante e animali che si manifestano periodicamente o saltuariamente, in risposta al sopravvenire di condizioni ambientali sfavorevoli; b. In botanica, la capacità da parte di una pianta di non essere danneggiata gravemente da parassiti o da azioni sfavorevoli dell’ambiente fisico; 3.Movimento di r., e assol. resistenza, il movimento di opposizione e di lotta armata che si determinò durante la seconda guerra mondiale nei paesi occupati dai nazisti e dai fascisti, o comunque soggetti a regimi e governi filonazisti o filofascisti, contro gli occupanti e contro tutte le forze, politiche e militari, che collaboravano con essi. Riferito ad altri movimenti di opposizione e di lotta contro situazioni di oppressione politica e religiosa, contro regimi autoritarî, contro occupanti e invasori.

Il testo di Bella ciao su Il Manifesto

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