Gli indifferenti

Gli venne il desiderio di entrare in un cinematografo; ce n’era uno su quella strada, assai lussuoso, il quale sulla sua porta di marmo ostentava una girandola luminosa in continuo movimento. Michele si avvicinò, guardò le fotografie: roba cinese fatta in America; troppo stupido; accese una sigaretta, riprese il suo cammino senza fiducia, sotto la pioggia, tra la folla; poi buttò via la sigaretta: niente da fare.

Ma intanto l’angoscia aumentava, su questo non c’era dubbio; già ne conosceva la formazione: prima una vaga incertezza, un senso di sfiducia, di vanità, un bisogno di affaccendarsi, di appassionarsi; poi, pian piano, la gola secca, la bocca amara, gli occhi sbarrati, il ritorno insistente nella sua testa vuota di certe frasi assurde, insomma una disperazione furiosa e senza illusioni. Continua a leggere

Le rose non si usano più

A cinque anni, la mia ammirazione per Massimo Ranieri era totalizzante, assoluta, esisteva solo lui. Proprio per questo non era vera ammirazione, piuttosto una fissa pre-scolare con una bella storia dietro. Non valeva, nel senso adulto e consapevole del termine. Il fatto che Ranieri si fosse avvicendato ai miei idoli di infanzia, in un certo senso lo smitizzava, lo rendeva una semplice figurina da collezionare, per poi chiudere l’album completo e non aprirlo mai più.

A dodici anni era un capriccio, il regalo non desiderato ma che, in quanto regalo, marchiavo con la stimma dell’esclusività, dell’appropriazione: è mio, mio e di nessun altro.  Non mi piace tanto Ranieri, mi piace piuttosto il fatto che non sia vostro. Continua a leggere

… non smette di desiderarle.

L’impotenza. Quale bizzoso dio della mitologia greca si è inventato un supplizio del genere? Si tratta di una cosa che mette in discussione tutto, non solo una faccenda triviale come la propria mascolinità, ma persino le fondamenta su cui poggiano l’amor proprio e il cosiddetto rispetto di sé.

E allora ammettiamolo: è per non ritrovarsi a balbettare patetiche giustificazioni (per di più in un’altra lingua) che Semi si è tenuto a distanza di sicurezza dal delirio sessuale imperversante a Londra e a New York negli anni in cui, almeno da un punto di vista anagrafico, la sua potenza sessuale avrebbe dovuto toccare il culmine oltre il quale c’è solo decadimento. Continua a leggere

La romana

Il giorno dopo mi ritrovai, con mia sorpresa, languida, malinconica e svogliata come se avessi passato una malattia di un mese. Ho un carattere allegro e l’allegria in me, venendo dalla salute e dalla vigoria del corpo, è sempre stata più forte di qualsiasi avversità tanto che talvolta mi è avvenuto di indispettirmi sentendomi allegra mio malgrado, anche quando le circostanze non lo avrebbero consentito. Continua a leggere

Passaggio in ombra

Da qualche giorno trasalisco sotto la spinta di parole che emergono nella nebbia della mia mente, e occupano tutto lo spazio della ragione, quasi a chiedermi conto della loro esistenza. Sulla porta d’ingresso – tornando a casa dai miei soliti giri – una voce assorta mi ha sorpresa, con le chiavi a mezz’aria, e ha sussurrato parole che si sono propagate dentro di me. Quando ogni parte del mio corpo ha ripetuto la sua eco, la voce ha detto: “Il futuro! Da quanto tempo sei senza futuro?” e la potenza di questa domanda si è abbattuta su di me come una bufera. Continua a leggere

Un solo paradiso

A Ravenna cedette e telefonò a Martina. Aveva vagato per le vie del centro e poi preso un autobus che portava alla costa. Davanti all’Adriatico immobile e grigio, compose il numero. Lei rispose quasi subito. La voce era identica a come la ricordava. Parlarono per un minuto del più e del meno, poi Alessio le disse semplicemente che non riusciva a venirne a capo. Continua a leggere

L’amore è eterno finché non risponde

Le ossessioni passano in un unico modo: per stanchezza. Spreco così i mesi invernali, li guardo passare come guardi un rubinetto aperto sopra un dito tagliato.

Il vecchio programma con la scaletta strategica:

  1. riprendermelo, e non importa il tempo che ci vorrà;
  2. starci insieme lo stretto necessario e fare finta che tutto sia perdonato;
  3. punirlo quando non se lo aspetta più;
  4. diventare quella che lascia;
  5. passare finalmente a occuparmi d’altro: innamorarmi di un uomo decente…

è da abbandonare. Il nuovo piano è in un solo punto, apparentemente più semplice anche se richiede il doppio delle forze: dimenticarlo. Continua a leggere

Ho fatto gli sbagli sbagliati

Dicono che quello che ti succede è sempre già successo a qualcun altro, ma io non credo: non stavolta. Io credo che questo, esattamente questo, non sia mai successo a nessuno.  Credo che per ciò che è appena capitato a me – che mi sta capitando – non esistano modelli.

I campi trebbiati, le stoppie marroncine, i solchi delle ruote dei trattori, i covoni cilindrici. Continua a leggere

Un adulterio

Trascolorare di sentimenti: ansia, gioia, paura, eccitazione, rimorso, divertimento, disperazione, amore, egoismo, solitudine. L’attesa frenetica che accada sempre qualcosa, qualcosa di nuovo, di imprevisto, una sorpresa più grande, una frase più commovente, un ricordo, un brivido piacevole, un sogno, e che man mano l’attimo successivo riveli il senso dell’attimo appena trascorso. Continua a leggere