Una parola, tre libri: scomparire.

SCOMPARIRE

Se potessi scegliere un superpotere sicuramente mi orienterei verso il potere dell’invisibilità. Vedere senza essere vista. Esserci senza essere tangibile. Avere il vantaggio dell’impalpabilità. Nella mia testa l’invisibilità va oltre ogni regola spazio-tempo legandosi anche con una sorta di teletrasporto che mi permetterebbe di spostarmi indisturbata ovunque senza grossi impedimenti e in poco tempo, affidandomi alla bizzarra teoria per cui se non sono in un posto sono in tutti i posti. Continua a leggere

Addio fantasmi: incontro con Nadia Terranova

È una fredda e sbrilluccicante serata di dicembre quando entro nella libreria Kublai e trovo Nadia Terranova ad aspettarmi al bancone del bar con un calice di vino, un libro di Roberto Bolano, il suo sorriso radioso e delle scarpe meravigliose. Mentre aspettiamo l’orario previsto per la presentazione chiacchieriamo un po’ delle nostre letture, della sua poltrona viola e del suo girovagare per l’Italia in compagnia di Ida e dei suoi fantasmi. Nadia accoglie ogni lettore che entra con gentilezza ed entusiasmo. È una donna che infonde leggerezza e serenità. Continua a leggere

Parla, mia paura

“E’ cominciata con la paura. Paura delle automobili. Paura dei treni. Paura delle luci troppo forti. Dei luoghi troppo affollati, di quelli troppo vuoti, di quelli troppo chiusi e di quelli troppo aperti. Paura del cinema, dei supermercati, delle poste, delle banche. Paura degli sconosciuti, paura dello sguardo degli altri, di ogni altro, paura del contatto fisico, delle telefonate. Paura di corde, lacci, cinture, scale, pozzi, coltelli. Paura di stare con gli altri e paura di restare da sola”

26172685_1952050408387943_4796117793835969536_o

Continua a leggere

L’amore è eterno finché non risponde

Le ossessioni passano in un unico modo: per stanchezza. Spreco così i mesi invernali, li guardo passare come guardi un rubinetto aperto sopra un dito tagliato.

Il vecchio programma con la scaletta strategica:

  1. riprendermelo, e non importa il tempo che ci vorrà;
  2. starci insieme lo stretto necessario e fare finta che tutto sia perdonato;
  3. punirlo quando non se lo aspetta più;
  4. diventare quella che lascia;
  5. passare finalmente a occuparmi d’altro: innamorarmi di un uomo decente…

è da abbandonare. Il nuovo piano è in un solo punto, apparentemente più semplice anche se richiede il doppio delle forze: dimenticarlo. Continua a leggere

Anna

Era quel momento dell’alba in cui la notte e il giorno hanno lo stesso peso e le cose sembrano più grandi di quello che sono. Una striscia lattiginosa segnava il fondo della pianura e il vento frusciava tra le macchie di grano risparmiate dal fuoco. Anna uscí dalla macchina e si sgranchí la schiena. La caviglia era indolenzita ma, dopo il riposo, le faceva meno male. L’autostrada si srotolava come un filo di liquirizia. Intorno all’automobile l’asfalto era coperto di impronte di zampe. A una cinquantina di metri, sopra la striscia tratteggiata, c’era qualcosa. Sulle prime le sembrò il suo zaino, poi un copertone, poi un mucchio di stracci. Poi gli stracci si sollevarono trasformandosi in un cane.
Anna

Niccolò Ammaniti 

Einaudi Ed. 2015