Ti racconto Histoire de l’oeil

Pochi mesi fa su Instagram ha fatto la sua comparsa un profilo che ha destato da subito la mia attenzione. Il profilo è quello di Histoire de l’oeil, creato dal critico filosofico Luca Romano, che raccoglie selfie, di vari utenti del famoso social network, in cui il corpo è fotografato senza mostrare il volto. Per poter vedere pubblicata la propria foto basta seguire poche semplici regole, una su tutte abbandonare l’idea di perfezione che ci guida nella scelta delle nostre foto.  È proprio dalle imperfezioni che, secondo Romano, passa la nostra unicità e la lotta alle gerarchie dettate dal giudizio estetico. Con Histoire de l’oeil continua l’indagine sul corpo già avviata da Romano con i progetti “Le Bagnanti”e “Après le bain”.

Si può davvero parlare di libertà di espressione, di appropriazione del corpo e di canoni estetici partendo da un selfie su instagram? Guardando Histoire de l’oeil sembrerebbe proprio di sì per questo ho chiesto a Luca Romano di fare quattro chiacchiere con me.

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La vita lontana

“Esco apposta, per farmi colpire da qualcosa di oggettivo”

 

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Da quando ho chiuso l’ultima pagina di “La vita lontana” di Paolo Pecere sono affollata di domande e di parole. Singole parole che ogni tanto salgono in superficie e si accomodano nella mia testa. Ad ogni parola se ne aggiunge un’altra e poi un’altra ancora fino a diventare pensiero poi domanda e infine flusso che m’investe e a cui non sempre so rispondere. Già solo per questo sciame che lascia dopo averlo letto, io questo libro lo prescriverei a tutti “cinque pagine tre volte al giorno”. Continua a leggere