… non smette di desiderarle.

L’impotenza. Quale bizzoso dio della mitologia greca si è inventato un supplizio del genere? Si tratta di una cosa che mette in discussione tutto, non solo una faccenda triviale come la propria mascolinità, ma persino le fondamenta su cui poggiano l’amor proprio e il cosiddetto rispetto di sé.

E allora ammettiamolo: è per non ritrovarsi a balbettare patetiche giustificazioni (per di più in un’altra lingua) che Semi si è tenuto a distanza di sicurezza dal delirio sessuale imperversante a Londra e a New York negli anni in cui, almeno da un punto di vista anagrafico, la sua potenza sessuale avrebbe dovuto toccare il culmine oltre il quale c’è solo decadimento. Continua a leggere

Un solo paradiso

A Ravenna cedette e telefonò a Martina. Aveva vagato per le vie del centro e poi preso un autobus che portava alla costa. Davanti all’Adriatico immobile e grigio, compose il numero. Lei rispose quasi subito. La voce era identica a come la ricordava. Parlarono per un minuto del più e del meno, poi Alessio le disse semplicemente che non riusciva a venirne a capo. Continua a leggere

Le domande di un uomo

“Resti o te ne vai?”

Per non rispondere gli avevo detto: “Non mi piace questa musica. Mi fa paura”. Così era sopraggiunta la seconda domanda: “Qual è il posto che ti fa più paura?” Dopo, eravamo rimasti ad ascoltare quella musica che non ci piaceva. Scura, monumentale, con certi sussurri. Nessuno dei due aveva avuto voglia di alzarsi e raggiungere la radio per cambiarla, o per abbassare il volume, o per spegnere tutto e basta. Nessuno dei due si era voluto sciogliere dall’altro, così avevamo lasciato che quella specie di nenia si adagiasse sulle pareti, s’incastrasse nella ringhiera, si specchiasse nell’unico specchio-piccolo, scheggiato in alto- della stanza.

Avevo aperto la bocca come se le risposte fossero pronte. Invece non ce le avevo. E allora mi ero messa seduta in mezzo al letto, cercando un posto dove trovare qualche idea. Non ce n’erano.

 

da Il silenzio del lottatore

Rossella Milone

Minimum Fax Ed. 2015

Elsa Schiaparelli: SHOCKING LIFE

“Due parole sono sempre state bandite da casa mia:”creazione” che mi sembra il massimo della pretenziosità e “impossibile”. Mi informavo sulle esigenze delle donne che si affidavano a me e cercavo di aiutarle a trovare il loro tipo. Credo sia questo il vero segreto per vestirsi bene. I tipi sono enormemente diversi. I look delle donne corrispondono al loro stile di vita, al loro lavoro, ai loro amori e anche alle loro tasche. Il famoso detto “la vita è appesa ad un filo” è stato inventato dalle Parche mentre filavano o dal sarto di una signora capricciosa?

Una ragazza magra, apparentemente brutta e scialba, una volta si sedette in un angolo del mio salon. Non la conoscevo, ma mi incuriosiva e mi offrii di aiutarla a scegliere il suo guardaroba. Mi lasciò libera di decidere quello che credevo fosse meglio per lei, facendo di tanto in tanto qualche osservazione con una voce roca e intensa. Quando uscì, era straordinariamente bella. Non molto tempo dopo lessi un’intervista che aveva rilasciato in America. Diceva che la trasformazione nel mio show room aveva segnato per lei l’inizio di un lavoro meraviglioso. Il suo nome? Katharine Hepburn”.

Elsa Schiapparelli SHOCKING LIFE Autobiografia di un’artista della moda

ALET Edizioni 2008

 

 

Anna

Era quel momento dell’alba in cui la notte e il giorno hanno lo stesso peso e le cose sembrano più grandi di quello che sono. Una striscia lattiginosa segnava il fondo della pianura e il vento frusciava tra le macchie di grano risparmiate dal fuoco. Anna uscí dalla macchina e si sgranchí la schiena. La caviglia era indolenzita ma, dopo il riposo, le faceva meno male. L’autostrada si srotolava come un filo di liquirizia. Intorno all’automobile l’asfalto era coperto di impronte di zampe. A una cinquantina di metri, sopra la striscia tratteggiata, c’era qualcosa. Sulle prime le sembrò il suo zaino, poi un copertone, poi un mucchio di stracci. Poi gli stracci si sollevarono trasformandosi in un cane.
Anna

Niccolò Ammaniti 

Einaudi Ed. 2015