La vita lontana

“Esco apposta, per farmi colpire da qualcosa di oggettivo”

 

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Da quando ho chiuso l’ultima pagina di “La vita lontana” di Paolo Pecere sono affollata di domande e di parole. Singole parole che ogni tanto salgono in superficie e si accomodano nella mia testa. Ad ogni parola se ne aggiunge un’altra e poi un’altra ancora fino a diventare pensiero poi domanda e infine flusso che m’investe e a cui non sempre so rispondere. Già solo per questo sciame che lascia dopo averlo letto, io questo libro lo prescriverei a tutti “cinque pagine tre volte al giorno”. Continua a leggere

Overlove

“L’amore. Se all’amore aggiungi una consonante, la t, diventa morte ma non dura per sempre. Le parole contengono dei ventagli che nascondono la verità. La t di morte è il ventaglio dell’amore”

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Ci sono alcuni libri che spesso chiamo in soccorso quando ho bisogno di prendere aria. Delle letture che vado a ripescare quando sento il bisogno di una mano che mi afferri e che mi stani dalla mia zona di comfort. Di questi libri ho sempre avuto difficoltà a parlare perché ho l’impressione che io sia impigliata tra le loro parole e che con le pagine ci siano rilegati dei pezzi di me. Continua a leggere

Ti racconto LiberAria

Come ormai saprete marzo ha portato al nostro IndieBBBCafè una nuova casa editrice indipendente. È LiberAria  casa editrice pugliese nata due volte. A parlarcene sarà Giorgia Antonelli fondatrice e direttrice editoriale.

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Il peso minimo della bellezza

Mi pento di tutte le cose.  

Soprattutto della resa. 

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Si può amare una persona tanto da odiarla? Si può consapevolmente decidere di renderle la vita un inferno perché crediamo che ci abbia condannato mettendoci al mondo? Continua a leggere

Strategia dell’addio

I miei capelli sono pensieri

evasi dalla mente,

ogni mattina spazzolo e districo

le loro fughe illecite.  

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“Strategia dell’addio” è una raccolta di poesie scritte da Elena Mearini e pubblicata da LiberAria nella collana Penne. È un ritratto, diviso in quattro parti, di una donna libera e ribelle e della sua storia. Una donna che si lascia andare senza aver paura di riportare ferite e cicatrici. Una donna che non si nasconde. Una donna che lotta per realizzare i suoi desideri. Una donna che gioca con il proprio corpo e con ciò che la circonda. Continua a leggere

Il peso minimo della bellezza

Non so se sapessi quello che mi stavi facendo. Non so se tu ti sia mai resa conto di quanto fossimo soli. In quella solitudine senza confronti si invecchiava senza crescere. E mentre i bambini veri stavano al parco, mentre le mamme si scambiavano consigli sui pannolini e sul latte in polvere da dare una volta finito lo svezzamento, noi eravamo a quella finestra. A guardare. Guardavamo la vita che vive da un’altra parte. Sempre un po’ più lontano da dove siamo noi. E tu mi accarezzavi per consolarmi di dolori che non avevo. Mi stringevi per rassicurarmi su paure che non mi appartenevano.

Erano tue.

Eri tu ad avere paura e dolore.

Eri tu a guardare la vita da una finestra.

Io avevo un anno ed ero come tutti gli altri bambini. Non sapevo niente. Il mondo era quello che tu mi dicevi che fosse. Perciò io mi fidavo e non avevo bisogno del mondo finché c’eri tu. Non chiedevo altro mondo, se non quello riflesso nelle tue iridi. Era tutto là. Un riflesso confuso e lontano guardato in uno specchio deformante che erano i tuoi occhi. Non so che senso abbia pensarci adesso. Non so in che misura io sia ancora un corpo estraneo espulso dal mondo. Però a volte mi capita di buttare per aria le porte e di sentir mancare l’aria quando le finestre sono chiuse. Di mettermi a respirare così forte da perdere i sensi. Di sbattere i pugni sul muro e chiedermi perché.

Perché nessuno ha bisogno di me.

 

Il peso minimo della bellezza

Azzurra de Paola

LiberAria Ed. 2016