Le rose non si usano più

A cinque anni, la mia ammirazione per Massimo Ranieri era totalizzante, assoluta, esisteva solo lui. Proprio per questo non era vera ammirazione, piuttosto una fissa pre-scolare con una bella storia dietro. Non valeva, nel senso adulto e consapevole del termine. Il fatto che Ranieri si fosse avvicendato ai miei idoli di infanzia, in un certo senso lo smitizzava, lo rendeva una semplice figurina da collezionare, per poi chiudere l’album completo e non aprirlo mai più.

A dodici anni era un capriccio, il regalo non desiderato ma che, in quanto regalo, marchiavo con la stimma dell’esclusività, dell’appropriazione: è mio, mio e di nessun altro.  Non mi piace tanto Ranieri, mi piace piuttosto il fatto che non sia vostro. Continua a leggere