La vita lontana

“Esco apposta, per farmi colpire da qualcosa di oggettivo”

 

COPERTINA_DOTTA_forse def

 

Da quando ho chiuso l’ultima pagina di “La vita lontana” di Paolo Pecere sono affollata di domande e di parole. Singole parole che ogni tanto salgono in superficie e si accomodano nella mia testa. Ad ogni parola se ne aggiunge un’altra e poi un’altra ancora fino a diventare pensiero poi domanda e infine flusso che m’investe e a cui non sempre so rispondere. Già solo per questo sciame che lascia dopo averlo letto, io questo libro lo prescriverei a tutti “cinque pagine tre volte al giorno”. Continua a leggere

Le rose non si usano più

A cinque anni, la mia ammirazione per Massimo Ranieri era totalizzante, assoluta, esisteva solo lui. Proprio per questo non era vera ammirazione, piuttosto una fissa pre-scolare con una bella storia dietro. Non valeva, nel senso adulto e consapevole del termine. Il fatto che Ranieri si fosse avvicendato ai miei idoli di infanzia, in un certo senso lo smitizzava, lo rendeva una semplice figurina da collezionare, per poi chiudere l’album completo e non aprirlo mai più.

A dodici anni era un capriccio, il regalo non desiderato ma che, in quanto regalo, marchiavo con la stimma dell’esclusività, dell’appropriazione: è mio, mio e di nessun altro.  Non mi piace tanto Ranieri, mi piace piuttosto il fatto che non sia vostro. Continua a leggere