Ti racconto efemera

Chi frequenta questo spazio sa che sono un’assidua lettrice di riviste letterarie e di collettivi di scrittura. Amo scoprire nuove storie e nuove voci. Oggi incontro efemera. Una rivista che svanisce. Un progetto con un inizio e una scadenza. Racconti che subiscono il logorio dei giorni per sottolineare l’illusione di eternità del virtuale. La volatilità come via per fronteggiare l’inquietudine del nostro tempo.

Una settimana di racconti #162

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

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Una settimana di racconti #159 #160 #161

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

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Le parole di marzo

Capita anche a voi di restare colpiti da una parola? Di provare a pronunciarla girandola e rigirandola sulla lingua? O di ripeterla soltanto nella vostra testa come una nenia in cui cercare protezione?

Vi siete mai soffermati a pensare alle parole che usate ogni giorno? Quali sono quelle con cui avete più confidenza? Quelle che sentite più spesso? E quelle per cui vi siete detti mille volte che sarebbe il caso di smettere di usarle?

Da questi e altri mille pensieri nasce la voglia di appuntare parole conosciute o nuove che ho incontrato in questi giorni appena passati.

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Il mio anno di racconti (2020)

Facciamo che non sono passati 34 giorni dall’inizio di questo nuovo anno.

Facciamo che non vi racconto delle volte in cui ho scritto e cancellato questa lista. Del conflitto che mi abita da mesi sull’opportunità di farla o meno. Della mancanza di questa lista quando ero convinta di non pubblicarla. Dell’inopportunità di questa lista adesso che l’anno vecchio appare così lontano per tutti. Della mia lentezza che a volte rende le cose a me necessarie quando tutti gli altri sono ormai passati oltre. Di una linearità che a volte cerco e che mi fa pensare che IBiB è anche i racconti che legge e che ogni domenica condivide e che questa enorme pagina del 2020 andava girata una volta per tutte.

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