Giovanissimi: incontro con Alessio Forgione

Scartare un pacchetto di sigarette, prenderne una e trattenerla delicatamente tra le labbra aspettando che la fiamma faccia il suo dovere (eventualmente offrirla o condividerla con qualcuno). Aspirarla per poi buttare fuori il fumo lentamente. L’azione meccanica ripetuta. Il corpo lontano da tutto, al centro di tutto. Schiacciarla per spegnerla. Passare all’azione successiva con l’odore che ti resta incollato addosso fino a mischiarsi con il tuo e diventare parte di te. Maneggiare un dolore, nella mia testa, è fatto dagli stessi gesti, dalla stessa voglia di soffiare fuori il groviglio che si forma dentro e di trattenerne, anche contro la nostra volontà, piccole particelle fino a farle diventare un pezzo di noi. Continua a leggere

Una parola, tre libri: demoni

Copia di Copia di Copy of Copy of Copy of Per giorni e giorni senza che nulla accadesse. Il mare vuoto, vuota agitazione di memorie e di membra senza attesa. E un giorno tu compari sull'orizzonte. Due punti che si

Siamo fatti di organi, ossa, muscoli e demoni. I primi ci tengono insieme, i demoni ci scombussolano per capire davvero chi siamo. Ci prendono alla sprovvista, ci interrogano sulle scelte che compiamo e ci ricordano, sempre in modo bizzarro, che sono distanti da quello che desideriamo. Ci inventiamo mille modi per farli tacere e quando ci sembra di esserci riusciti ricompaiono con mezzi più subdoli ad inchiodarci alle nostre mancanze. A ricordarci che mentre stiamo vivendo una vita scelta da altri ci siamo completamente dimenticati di capire quale avremmo voluto vivere per noi. Le cose che teniamo nascoste agli altri ma che ci logorano e che prima o poi bussano alla porta e vogliono uscire. I non detti che macerano nello stomaco fino al momento in cui si riaffacciano come un reflusso acido. L’amicizia come conforto in cui adagiarsi o antagonista con cui rivaleggiare per sentirsi vivi. L’amore che ci abbandona lasciandoci monchi ad interrogarci e che poi torna travestito da una sonora risata con le unghie colorate. I demoni se ne fregano di quello che scegliamo e sono lì in attesa della nostra prossima mossa. Come in una partita a scacchi lunga e serratissima. Possiamo scegliere di ignorarli, di farli ribollire restando immobili o di muoverci come schegge impazzite per non farci trovare.  Continua a leggere

A misura d’uomo

La segue attraverso le vie del paese, si fermano a prendere un caffè in piazza, non è una vera piazza, è una via, ma quelli che ci abitano si ostinano a chiamarla piazza, c’è il teatro e c’è il comune, forse lo chiamano così per quello; là in fondo c’è la chiesa, con una crepa sulla facciata, l’unico ricordo del terremoto, come se la chiesa si fosse presa su di sé il dolore salvando il paese”

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Panorama

20170915_130100Se è vero che l’evoluzione dell’umana specie può spiegarsi in virtù di una propensione in apparenza insensata a desiderare l’impossibile, a volere la luna, Ottavio Tondi era un essere umano come tutti gli altri, a parte una piccola differenza: lui, la luna, qualunque luna, che fosse Ligeia Tissot o una meta più raggiungibile, non soltanto non l’avrebbe mai avuta, non l’avrebbe mai davvero desiderata. Sapeva che il suo posto era sulla terra, il posto di chi è condannato a sospirare, a vagheggiare l’impossibile ammirandolo dal basso, da lontano. Sapeva pure che un giorno o l’altro qualcuno, per tentare l’impresa, si sarebbe levato in cielo a bordo di un razzo puntando alla luna, alla sua luna, quella che lui, per anni, si era limitato a guardare. Quel giorno Ottavio Tondi avrebbe fatto quel che faceva ogni giorno, sarebbe rimasto a osservare, e nell’osservare la scia vaporosa allungarsi verso l’impossibile, avrebbe vissuto sulla propria pelle quel che da lettore aveva vissuto per interposta persona, avrebbe cioè provato l’amarezza di una verità che in fondo conosceva da sempre: che la vera ragione per cui si vuole la luna è che nulla è eterno in questo desolato mondo neppure l’appassimento.

 

Panorama

Tommaso Pincio

NNEditore serie VicevErsa Ed. 2015