Gli occhi vuoti dei santi: incontro con Giorgio Ghiotti

Nato a Roma nel 1994, Giorgio Ghiotti è abile nel raccontare storie che snocciola sotto forma di romanzo, racconto o poesia. Con “Gli occhi vuoti dei santi“, pubblicato da Hacca, torna alla forma racconto per assecondare un’ossessione. 

Una raccolta di dodici storie brevi incentrate sui rapporti. Il rapporto con sè stessi e gli inconfessabili desideri che celiamo. Il rapporto con i padri, la loro vita precedente e le fragilità che emergono nonostante la loro opposizione. Il rapporto complicato con l’amore che ci fa immolare quasi sempre per la persona sbagliata. I rapporti legati stretti che forse determinano una famiglia più del sangue. E poi i santi, le loro storie impresse su un calendario a darti l’impressione di una coincidenza con le piccole lotte quotidiane. 

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Parla, mia paura

“E’ cominciata con la paura. Paura delle automobili. Paura dei treni. Paura delle luci troppo forti. Dei luoghi troppo affollati, di quelli troppo vuoti, di quelli troppo chiusi e di quelli troppo aperti. Paura del cinema, dei supermercati, delle poste, delle banche. Paura degli sconosciuti, paura dello sguardo degli altri, di ogni altro, paura del contatto fisico, delle telefonate. Paura di corde, lacci, cinture, scale, pozzi, coltelli. Paura di stare con gli altri e paura di restare da sola”

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