Una settimana di racconti #114

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Tuo padre mastica come stesse masticando le immagini; sei sicuro di aver visto tra un dente e l’altro la donna di prima che veniva risucchiata tra i detriti di noce, spazzata via da una lingua ruvida e scura.

Canto di Natale al tempo della catastrofe climatica di Maurizio Ferriteno su Pastrengo rivista

A Natale siamo tutti più buoni.

In qualche modo la voce di quell’uomo che aveva affrontato il mare e la città si sparse per le nostre terre e alla baia arrivarono pellegrini e viandanti. Questi ci chiedevano molte cose su di lui. Alcune verità sul Cigno vennero a galla ma finirono in disparte, prima di essere dimenticate, altre invece erano storie infarcite di menzogne e invenzioni che raccontavamo per prenderci gioco di quella gente, ma furono queste a prendere piede e crescere nelle altre storie che ne derivarono. Io stesso non sono più sicuro del mio racconto sul Cigno.

Città del Vento di Vanni Lai su TerraNullius

Storia di un’attesa.

Studiava lingue alla Sapienza, stava per laurearsi, così ha detto Giacomo stamattina. A giugno sarebbe partita per il servizio civile. In Brasile mi pare. Non era quella la cosa importante. La cosa importante è che non sopportava che gli stabilimenti fossero in mano alla mafia e i bar intorno a piazza Anco Marzio dovessero pagare il pizzo per non ritrovarsi le vetrine frantumate.

E poi di David Valentini su Spazinclusi

Impotenza.

Sono quindi arrivata alla deduzione che al freddo ci si arriva per sottrazione, mentre avvertivo ogni fiocco di neve cadermi sulla pelle e toglierle un grado, poi due, poi tre.
Mi facevo nevicare addosso e mi chiedevo se tutti coloro che non erano nati nella grande città fossero in grado di capire il freddo come noi, loro che non accumulavano che qualche mese d’estate da farsi sottrarre, e noi tutta una vita di cielo buio e caldo.

Inverno nella grande città di Barbara Marunti su inutile

Aspettando la neve.

Su quella fanghiglia maleodorante e immeritevole di sangue ho perso negli anni parte di me, la più importante: mio padre, mia madre, mio fratello e i miei migliori amici e tutta la volontà che avevo di vivere, e mi pento delle promesse che non ho mai fatto perché ora almeno mi spingerebbero a svegliarmi domani, dopodomani e il giorno dopo ancora, solo per poterle mantenere e rispettare.

Notturno di Niccolò Amelii su Altri Animali

Prossimi alla fine.

E non dimenticate c’è il nuovo numero di Clean

Buone letture!

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