Una settimana di racconti #ChristmasEdition2019

Il Natale sta arrivando. Tavole imbandite, famiglie ingombranti, la corsa ai regali, gli abbracci, la solitudine, la gioia per le cose conquistate, i rimpianti per una vita che non è come vorremmo, le aspettative, la magia delle luci, il Grinch, Babbo Natale, l’albero o il presepe, le sorprese, perdersi, rincontrarsi, la tristezza, le poesie, il mercante in fiera, gli auguri, il panettone o il pandoro, l’orticaria per le canzoncine, “Parenti serpenti” alla tv. Natale sta arrivando un solo giorno tante storie.

Accendi spegni. Accendi spegni. Accendi spegni. Per questo aspettavamo il Natale, per accendi spegni accendi spegni. Tutto spento. Il tappeto che giocavamo con le macchine e poi i regali anche, ma però a noi ci piaceva di più accendi spegni accendi spegni davanti alle luci del albero di Natale.

Alberi di Natale di Gianluca Garrapa su Verde

 A Natale gli avevi regalato una camicia Grunge e un corso di jujitsu, a cui si era appassionato. Avevi contribuito pure al cambio della montatura in metallo con una da intellettuale anni Sessanta. E a vincere la sua paura del dentista per sostituire gli incisivi marci con dei denti finti.

Baratto di Raffaella Arena su Risme n. 4

Solo un anno, era il 2014, per Natale ho comprato l’albero vero. A Bellaria ce li hanno, lo scegli, te lo caricano in macchina loro, legato con lo spago in un sacco nero. La fregatura è che gli alberi di natale, quelli veri, in casa perdono gli aghi e va a finire che passi le feste a spazzare il pavimento.

L’albero vero di Luca Tosi su inutile

Il sole è abbastanza pallido, eppure lo percepisci quel tanto che basta da farti pensare che è una bella giornata. Metti gli occhiali da sole, per posa, non per necessità e arrivi in Chiesa. Ti metti dove ti pare: non è che ci sia chissà quanta gente, a Messa. Per i più Natale vuol dire grandi tavolate. Cosa c’entra la chiesa? Niente. Tutto.

Sacrificio di Mariana V. Scavo su Narrandom

Quando arrivarono Andrea grondava sudore sotto al sombrero colorato che gli avevano piantato in testa e reggeva un ukulele in una mano e nell’altra una canna e un bicchiere di vino. Più che il festeggiato pareva un albero di Natale equo solidale. Li abbracciò forte e li invitò a entrare.
“Prendete da bere e se avete fame forse c’è rimasto ancora qualcosa.”

Via dei Condotti lacrimali di Carmen Zinno su L’inquieto

Buone letture!

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