Una settimana di racconti #142

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Così sentivo la vergogna due volte – sulla pelle calda del mio viso e poi riflessa nel ghigno delle sue labbra allungate. Imparavo che si deve avere vergogna della vergogna, e mi vergognavo. C’era qualcosa, dentro il mio corpo, ora, che si rimestava e mi faceva contrarre. Una colata bollente pronta al deflusso. Sapevo di doverla arginare. Più la sapevo vicina alla pelle, più mi contraevo, più quella scottava sull’uscio dei pori. Intanto con la mano sbriciolavo un pezzo di pane sulla tovaglia, per deviare l’attenzione dalle guance

Paresthésie di Sharon Vanoli su Altri Animali

Dissimulare.

Attraverso le dita, lanciò un’occhiata a Francesco.
Osservò la sua espressione concentrata e cercò di origliare il rumore del lavorio frenetico della sua mente mentre faceva i calcoli. Era un bambino curioso, vispo, intelligente, lui.
Non come lei: era svogliata, lenta, distratta, così dicevano le maestre. Probabilmente la sua testa vuota non riusciva a produrre altro che un fastidioso cigolio.

Vasi comunicanti di Carola Maselli su Voce del Verbo

Invidia.

Si rappresenta che l’impianto a lanterna semaforica, installato dalla vostra ditta presso l’intersezione stradale di queste via Mazzini e corso Italia, risulta gravato da numerose problematiche tecniche. Si invita pertanto codesta azienda a ripristinare con solerzia le condizioni ottimali di funzionamento dell’apparato. Ciò anche al fine di evitare le previste sanzioni contrattuali, non ultima la rescissione del contratto.

Perché un semaforo? di Michele Frisia su Spazinclusi

Giustizia.

L’uomo dice: non è detto che si muore dal terzo piano. È una questione di velocità, e poi ci sono gli alberi. Considera i rami. Al massimo rimarresti paralizzata, ed è peggio, no? Esistono altre possibilità, dice, molto più efficaci. 

Velocità di caduta di Carmine Pignata su Pastrengo

Dissuadere.

A volte guardo Adele per ore mentre dipinge, con il suo uovo poggiato davanti, che non ho capito a che cosa le serve, ma comunque io sto lì, e conto tutti i numeri pari fino a cento, poi ricomincio con quelli dispari fino a duecento. Poi conto le lettere alle parole che mi vengono in mente, pun-zec-chia-re 12, spe-re-qua-zio-ne 13, ca-ta-rin-fran-gen-te 16, e così via.

Il guscio di Isabella Bignozzi su Sulla quarta corda

Amare.

Non mi pare che Leo abbia mai mostrato interesse per le mosche, quindi non mi spiego perché continui a ciondolare per la stanza, facendosi menare per il naso. La mosca passa dal lampadario allo stipite della porta, dall’ultima mensola alla bacchetta della tenda, sempre fuori portata per lui, che dovrebbe stancarsi, capire che è tutto inutile, e invece. Leo è testardo, deve averlo preso da me; per il resto non mi somiglia per niente. Buon per lui, ma io mi ritrovo a vivere con un estraneo.

Il volo di Milo Busanelli su Narrandom

Un padre.

Anna è tornata a stare per un po’ a casa dei suoi perché suo padre si è aggravato. Sta vicino al Cappellone, ci vado e rimango in zona senza citofonare, guardo la sua finestra dall’altra parte della strada, seduto su una panchina della villetta tutta rinsecchita. Non mi sento più solo quando vado nel suo vecchio quartiere, fiuuu, basta che non la disturbo altrimenti poi mi butta voci.

Il punto debole di Noemi De Lisi su Malgrado le mosche

Vlen.

E ancora:

è online il nuovo numero di Crack rivista

sul supplemento di inutile una testimonianza sul lavoro del personale medico sanitario durante il periodo della pandemia di Eloisa Franchi. Si chiama La solitudine dei maratoneti e vi consiglio vivamente di leggerlo.

Buone letture!

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