Una settimana di racconti #143

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

Asia si sta sedendo accanto a me, ignara. I suoi contorni di spalle solide sfumano in bordi erosi da una fiamma violetta come in una fotografia bruciata. Tutto sta accadendo con un ritmo dilatato, stanno prendendo queste sedici e quarantacinque esatte e le stanno stirando per allargargli i bordi e farci entrare dentro molte più cose. Accendo il cellulare, si fa subito tiepido, sembra un cuore di bue umido, suda tra le mani, premo chiamata di emergenza sullo schermo e compongo il 118.

Rabdomiolisi da sforzo di Elisa Cappai su Narrandom

Aggrapparsi cadendo.

Mi domanda dove mi trovassi, con esattezza, per cinque anni di seguito, quando tutti uscivano dalle micro portiere dei loro micro mezzi per entrare a scuola o viceversa, e io rispondo che ero proprio lì, sul marciapiede lurido in via della Colonna a sentirmi male per i cicchini fumati, troppi o troppo in fretta, e che di macchinine ne avrò viste al massimo tre ed erano certo di gente esterna, dei fidanzati universitari di tizie ricche e improbabili che all’epoca non frequentavo e che nessuno sano di mente avrebbe dovuto frequentare a quell’età.

Skam Italia|Microcar di Francesca Corpaci su In fuga dalla bocciofila

Adolescenze parallele.

Laura contemplò il suo outfit anti-convenzionale. Boccheggiava, aveva ancora una decina di minuti per collezionare i pensieri, fare esercizi di training autogeno e performare rituali auto-motivazionali davanti allo specchio. Si sentiva, grazie alla sua preparazione impeccabile, una risorsa preziosa per l’azienda reclutante; si sentiva la numero uno, empoweredempowering, perfetta nella sua imperfezione, perfetta, mostruosa, decrepita, abominevole nella sua non-perfezione, profilo in linea con il candidato ideale.

How to make youself appealing to employers di Alice Castagnaro su Neutopia

Gusci.

Il fatto è che il suo tono sbrigativo è lo stesso della buonanotte che ogni sera lancia nella mia camera, appena dopo aver spento l’interruttore della luce e appena prima di uscire dalla stanza a passi lesti. E a me viene sempre da restare sospesa ad aspettare un suo movimento inverso, anche solo di occhi, a dirmi che non sono trasparente.

Muffa di Barbara Guazzini su Micorrize

Regali di compleanno.

E ancora:

Buone letture!

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