Una settimana di racconti #147

Mi piace fantasticare su quali saranno gli autori che troveremo domani negli scaffali delle librerie. Se posso farlo è anche grazie al lavoro che fanno le riviste letterarie e i collettivi, che continuano a dare la possibilità agli scrittori di poter condividere i loro racconti senza necessariamente dover aspettare di farne un libro, agli autori sconosciuti di muovere i primi passi e a noi lettori di scoprire in che direzione muoverà la letteratura di domani. Fortunatamente di riviste (di carta e online) e di collettivi ce ne sono tantissimi ma sfortunatamente non ho il tempo di leggerli tutti .

Questa non è una classifica ma solo un riepilogo dei racconti che ho letto e che mi sono piaciuti questa settimana.

A marzo di quell’anno ero andato in pensione. Trentanove anni, un incidente sul lavoro e l’invalidità al sessantasei percento. Tutto cambiato per sempre. Avevo costruito per anni le case degli altri, ma nella mia – Milano periferia – ero ancora in affitto. Il mio mestiere era sempre stato troppo discontinuo per potermi permettere un mutuo. Aurora mi aveva lasciato poco prima dell’incidente e aveva portato con sé nostro figlio piccolo a Londra.

Subterranean Homesick Human di Davide Ricchiuti su Neutopia

Donarsi.

Irene riunisce i capelli in una crocchia irregolare e si mette al lavoro. Fetta, uovo, pangrattato, olio caldo, carta assorbente, vassoio. Nuova fetta, uovo, pangrattato, olio caldo, carta assorbente, vassoio. Una cantilena che riempie cinque vassoi. Li sistema nel forno acceso a ottanta gradi per tenerli in caldo. Non sono ancora le undici e il pranzo è pronto per almeno quaranta persone.
Irene sale nel piccolo appartamento al piano di sopra, vuole lavarsi i capelli per togliersi l’odore di unto che hanno assorbito. Ha detto alla madre che sarebbe andata a recuperare delle olive taggiasche nel cucinino, ma entra nella doccia.

Funghi di Chiara Bertora su Flanerì

Chi ti ama ti porta al mare.

Attraversarono la campagna scura. Le lucette delle case solitarie erano già spente. Qualche cane, sentendoli passare, si risvegliava dal suo sonno, usciva dalla cuccia e correva verso il cancello, abbaiando; rimaneva poi a seguirli con lo sguardo interdetto per qualche secondo, accertandosi che quella minaccia notturna fosse finita. Passarono accanto a un mulino vicino a un ponte, oltre un benzinaio. In giro non c’era nessuno.

Soprattutto dopo pranzo di Paolo Zardi su Narrandom

Non è mai troppo tardi.

Dicevano che col figlio di Sebastiano si fossero incontrati direttamente in casa sua. È una vecchia casa quella che Palmira le diede in affitto, e aveva il portone che non chiudeva bene o che non chiudeva affatto, dice che per chiuderlo l’unico modo era mettere la cassettiera della parete d’ingresso di traverso, così che bloccasse la porta. Silvia le fece avere il numero di Sebastiano, ma alla fine dovette chiamarlo lei per conto della donna.

La porta aperta di Fidel Mereu su Waste

Rifugiarsi nell’innocenza.

Le due Barbie salivano e scendevano, tutt’al più si sedevano sullo scomodo divano bianco, e restavano a guardare Luigi con quegli occhi fissi assurdamente sempre felici. Lui ricambiava lo sguardo, interdetto dalla propria incapacità di creare trame. Aveva dei personaggi, aveva un’ambientazione e un orizzonte temporale, aveva un sospetto, ma non aveva una storia.

L’ascensore di Antiniska Pozzi su Pastrengo

Difetto di fantasia.

È infatti proprio grazie al succitato programma se la disoccupazione femminile in Italia è stabilmente sotto la soglia del 7% (solo 4 anni fa era a doppia cifra) e se l’ultimo rapporto OCSE sulle diseguaglianze di genere ha registrato un netto miglioramento del nostro Paese, con il recupero di ben 14 posizioni negli ultimi due anni (dal 42° al 28° posto).

Protocollo reclami 1518/32 di Daniele Israelachvili su Malgrado le mosche

Soluzioni efficienti.

«No, non può essere» balbettò lui. «C’è solo un motivo per cui Sasha se la sarebbe svignata così. Ci ho pensato poco fa, prima di incontrare lei. Non so se sia la giusta interpretazione dei fatti, ma è l’unica cui mi riesce di pensare.»

«Sarebbe a dire?», lo incalzai.

«Lei conosce la storia del soldato e della principessa?»

L’orso di Eva Luna Mascolino su Rivista Blam

Coincidenze.

E ancora:

Buone letture!

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