Il vizio di smettere

“Non posso decidere di andarmene, dice a voce bassa l’uomo, sono come un criceto che corre dentro una ruota. Non esiste una via d’uscita, tutto ritorna sempre uguale, non esiste un prima e un dopo, perché è così che deve andare, perché è così che va questo racconto”

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Una coppia di madri alle prese con la loro differente concezione di maternità. Un uomo che dubita della moglie. La mancanza di un fratello che continua da essere una presenza ingombrante. Un gatto e un padrone che tirano le somme della loro relazione. Una donna sola e smemorata. Un ragazzo che ha il talento di tenere tutti lontano.Una ragazza che sa vivere solo mentendo. Un padre concentrato a spiare le vite degli altri omettendo la sua. Un amico che se ne va per cercare la sua strada lasciandoci soli ad odiare. Rapporti che iniziano e si cementano grazie al fumo di una sigaretta.

Queste sono solo alcune delle storie raccontate ne “Il vizio di smettere” di Michele Orti Manara edito da Racconti Edizioni (la copertina meravigliosa è di Francesca Protopapa).

I sedici racconti brevi sono permeati da insoddisfazione e incomunicabilità verso gli altri. Nonostante siano tutti diversi tra loro possiamo ritrovare una linea comune nella difficoltà dei rapporti con noi stessi e gli altri. Michele Orti Manara racconta senza avere la presunzione di dare risposte o di insegnare. Riesce a narrare senza giudizio le ossessioni che ci abitano e ci guidano nella vita di tutti i giorni.

Uomini e donne che restano immobili perché spesso la vita va così ti ritrovi a guardarla senza sapere cosa farne aggiungendo l’ennesima crepa al tuo dolore.

Solitudini, liti, l’arte della procrastinazione e la certezza di non avere il potere di cambiare le cose.

“Il vizio di smettere” è un vario campionario di umanità a corto di soluzioni e di parole per uscire dall’impasse delle loro esistenze.

p.s.: Michele Orti Manara è il secondo autore italiano pubblicato da Racconti Edizioni, i suoi racconti sono apparsi anche su riviste indipendenti come L’inquieto, inutile e Cadillac. La scelta di Racconti Edizioni di dare spazio ad un autore proveniente dalla rete e dalle riviste è per me una piccola scintilla di contentezza.

 

 

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Libro 

Qualche tempo fa l’autore di questo libro si è chiesto a chi assomigliassero i propri personaggi. Quale carattere fosse possibile tratteggiare oltre le loro differenze di genere, età, orientamento sessuale e modo di raccontarsi. Intravedeva qualcosa, un’immagine composita. Alcuni di loro risultavano irretiti in grattacapi che l’autore stesso non avrebbe mai saputo risolvere, mentre altri sembravano annegare in un bicchier d’acqua: era possibile che, pur ricamando diverse sintassi, componessero un’unica trama?

Perché a sentire di una madre intenta a tappare ogni spiraglio di luce per far dormire il figlio, e di una donna braccata dal proprio assicuratore, si era pronti a ipotizzare la stessa categoria d’ossessione. La stessa materia oscura a tenere unite le confidenze di un adolescente in attesa del migliore amico e la parabola di Wali Gupta, il colpevole uomo delle pulizie in attesa dei padroni di casa. Di cosa era fatto questo collante, una comune dif denza nei confronti del futuro? Forse, si è risposto l’autore, ma più quel leggero panico che ci prende quando crediamo ci sia qualcuno a scrivere i nostri passi, come un assassino inseguito dalla propria missione. Non è tanto il fastidio per i li, quanto le poche aspettative riposte sulla clemenza del burattinaio. È qualcosa di indefinibile, per cui si finisce sempre sul bancone del bar a prestare l’orecchio ai deliri di una vecchia, o sul divano di casa a dar retta a un gatto smorfioso. Un po’ come tifare per la tartaruga, e quella sua cocciuta lotta contro Achille.

autore 

Michele Orti Manara è nato a Verona nel 1979. Nel 1999 si è trasferito a Milano, dove si è laureato in Filosofia all’Università Statale e dove vive tuttora. Suoi racconti sono apparsi sulle riviste CadillacinutileL’inquieto. Ha un blog che si chiama nepente.
Il 22 marzo 2018 è uscito Il vizio di smettere per Racconti.

 

2 pensieri su “Il vizio di smettere

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