Una parola, tre libri: scomparire.

SCOMPARIRE

Se potessi scegliere un superpotere sicuramente mi orienterei verso il potere dell’invisibilità. Vedere senza essere vista. Esserci senza essere tangibile. Avere il vantaggio dell’impalpabilità. Nella mia testa l’invisibilità va oltre ogni regola spazio-tempo legandosi anche con una sorta di teletrasporto che mi permetterebbe di spostarmi indisturbata ovunque senza grossi impedimenti e in poco tempo, affidandomi alla bizzarra teoria per cui se non sono in un posto sono in tutti i posti. Immagino la costruzione di questo potere ipotizzando una sorta di compensazione. Se manca il corpo tutto il resto deve essere per forza amplificato. M’immagino i sensi, l’intuito, l’intelletto e il movimento potenziati. Essere invisibili, scomparire, non esserci con il corpo.  Ma se, invece, il corpo resta è possibile scomparire? È davvero necessario possedere un superpotere per scomparire? Quanti modi esistono per farlo?

Non cambiare mentre tutto intorno a te cambia vorticosamente, stare fermi in sospensione fino quasi a dare l’impressione di restare sullo sfondo e con esso mimetizzarsi, è scomparire?

Rinunciare a pezzi di noi, perdere uno alla volta gli organi, partendo dal cuore, pur restando in vita, è scomparire?

Tacere la verità sulla propria vita, non vederne tutte le sfumature ma farla diventare solo il corollario di un’ossessione da tenere a bada, è scomparire?

Una parola comune a tre libri che mi hanno fatto pensare a come decidiamo di abitare le relazioni. All’invisibilità come forma di presenza. Non cambiare niente perché tutto cambi. Alla paura di prendere decisioni che coinvolgano noi stessi e gli altri. Allo scomparire che a volte significa semplicemente iniziare ad esserci davvero.

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Il fatto è che dietro al movimento è facile capire che c’è un motivo, mentre è più difficile capire che ce n’è uno anche dietro l’immobilità. Ma questo è perché il nostro tempo ha conferito via via sempre più valore al cambiamento, anche a quello fine a se stesso, e il cambiamento è quello che vogliono tutti. Così, non c’è niente da fare, alla fine chi si muove è coraggioso e chi resta fermo è pavido, chi cambia è illuminato e chi non cambia è un ottuso. È ciò che ha deciso il nostro tempo. Per questo mi fa piacere che tu ti sia accorta (se ho capito bene la tua lettera) che ci vogliono coraggio ed energia anche per restare fermi.

Il racconto della vita di Marco Carrera è fatto dalle assenze delle persone che con lui ne hanno condiviso un frammento. Luminosi momenti di vita quotidiana che noi apprendiamo attraverso lettere, mail, inventari, telefonate, chat  e ricordi dal passato e dal futuro. Marco Carrera è soprannominato il colibrì per la sua grazia ma forse gli somiglia di più per l’energia che impiega a stare fermo nonostante la vita cerchi di muoverlo prendendolo a spallate. Un uomo fermo che prende atto dei cambiamenti del mondo senza opporsi. Un uomo abituato alle mancanze e ai tempismi sballati. Un uomo destinato ad allevare l’uomo del futuro: sua nipote.

Sandro Veronesi in questo suo ultimo libro tocca i temi cruciali del nostro tempo, del peso che hanno nelle nostre vite quotidiane e delle complessità che ogni storia si porta dietro. Umanità e libertà non sono solo parole ma modi di stare al mondo

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Seduto su un muretto, con le gambe allungate e le caviglie incrociate, alzando e abbassando la testa, voltandola a destra e a sinistra, ancora compreso in una lezione di educazione fisica del liceo che riscopriva mai conclusa, si era detto che i disattenti hanno il potere della realtà, occupano lo spazio con la loro disattenzione, impongono la loro presenza con le mancanze, mentre i troppo attenti tendono a scomparire, perché l’attenzione è invisibile e inodore e insapore, l’attenzione rende tutto scontato.

Andrea Dileva una mattina si sveglia scoprendosi senza cuore. Andrea, comincia a scoprire il suo corpo, ripercorre la sua infanzia, i suoi studi, i suoi libri e la sua passione per i miti greci, le sue relazioni, la nostalgia e il suo essere sempre ostinatamente fuori dalle mode del momento. Andrea una mattina si sveglia ed è un uomo cavo. Oltre agli organi cos’altro sta scomparendo di sé? Da quello che sa potrebbe essere il primo uomo a cui è successa una cosa simile, ancora una volta contro tendenza Andrea comincia ad interrogarsi sul futuro. La reazione all’amore e alle attenzioni che diamo agli altri. I cambiamenti che ci determinano anche quando non si vedono.

Chiara Valerio ci mostra la varietà delle relazioni. I pezzi di cui siamo fatti e la difficoltà di incastrarli con i pezzi delle persone che amiamo. La condivisione, la complicità e l’intimità che non sempre è possibile condividere con un’unica persona. La paura per l’altro e per noi. Un romanzo sul nostro quotidiano relazionarci raccontata attraverso la creazione di una moderna figura mitologica con un organo mancante.

 

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Tutto era immobile, silenzioso; in attesa. Paolo prese una sigaretta e l’accendino. Faceva freddo e lui era sceso con il maglione di lana che usava in casa d’inverno. Prese il vecchio cappotto e l’indossò, si sedette accanto alla lampada e fumò lentamente. È questa la mia unica menzogna? una sigaretta ogni tanto mentre il resto del mondo pensa che io abbia smesso di fumare dieci anni fa? Oppure è non aver detto niente a nessuno di quello che ho scoperto? L’omissione è una menzogna? Oppure no? Cosa farò dopo, quando sarò morto? Quale sarà la mia ossessione?

L’ombra proiettata sul muro dalla meravigliosa lampada di Paolo Lunare. L’ombra delle bugie che si insinua nella vita di Paolo e di sua moglie Petra. Vite reinventate in fretta e poi taciute per nascondere il dolore e la vergogna. Una coppia che si sgretola sotto il peso dei non detti. L’omissione vale quanto una bugia? Per quanto tempo è possibile custodire un segreto? Portarselo nella tomba porterà alla pace o darà vita ad una furente eterna ossessione?

Cristò in un romanzo brevissimo mette in scena l’ottusità delle nostre convinzioni, la scivolosa china verso cui ci avviamo nel momento in cui decidiamo di chiuderci all’altro e la difficoltà di aprirci anche con le persone che amiamo. Cristò con qualche chiodo, cura e pazienza ci mostra la luminosità di un amore eterno che resiste nonostante tutto alle bugie, al tempo e alla fisica.

Scomparire

Il colibrì Sandro Veronesi La nave di Teseo

Il cuore non si vede Chiara Valerio Einaudi

La meravigliosa lampada di Paolo Lunare Cristò TerraRossa Edizioni

Buone letture!

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