Operazione Strega. Una questione di ambientazione

dalla bizzarra collaborazione tra Francesco Spiedo e Modestina Cedola

Quest’anno Operazione Strega torna e cambia forma. Dopo aver raccolto migliaia di dati sul Premio Strega, tra aneddoti e curiosità legate agli autori ed editori, ci siamo concentrati su quella che potremmo definire, in senso lato, l’ambientazione delle storie.

Dopo la collaborazione tra StregaCalculator e Profetica, format di Strega OFF 2020, quest’anno abbiamo provato a trasformare in statistica le suggestioni del nuovo concept Strega OFF 2021 dedicato ai luoghi. Alla ricerca dei tesori più vicini al Premio, percorrendo le strade di Roma (e non solo), tra suggestioni letterarie, mappe nascoste tra le pagine dei libri, luoghi reali, sognati o immaginati. Nasce così Operazione Strega – una questione di ambientazione.

Ci è sembrato interessante interrogare il database e raccogliere nuove informazioni sul rapporto che c’è tra il Premio e i luoghi delle storie: concentrandoci soltanto sui 74 vincitori abbiamo trovato molte conferme e alcune sorprese. Sono più stregabili le storie ambientate nelle grandi città o nei piccoli paesi, in centro o nelle periferie, quanti libri galleggiano e quanti vanno in alta quota, gli autori preferiscono raccontare i propri luoghi d’origine oppure no? Ecco alcune delle domande alle quali abbiamo cercato risposta. 

Rispetto alla precedente edizione non parliamo di dati precisi – come potevano essere l’età dell’autore, il luogo di nascita oppure il segno zodiacale – ma abbiamo lavorato con parametri meno definiti. È difficile infatti che un romanzo abbia una sola ambientazione e la discriminante, nel caso in cui vi fossero più dati da inserire – immaginate un romanzo che si muove a metà tra due città, oppure ambientato in parte in una grande città e in parte in un paesino –, è stata quella di non attribuire il punto a nessuna delle due parti in gioco. Quindi rientrano soltanto i risultati potremmo dire esatti: il punto alla città se tutto il romanzo è in città, il punto al mare se tutto il romanzo è ambientato al mare e via dicendo.

Però entriamo subito nel dettaglio e facciamo parlare i numeri, o meglio i libri.

Città o paesino?

Avremmo scommesso a mani basse sulle grandi città: Milano, Roma e Napoli si aggiudicano ben 4 location a testa, ma la vittoria delle città non è così schiacciante. 

32,43% alle città e 28,38% per i piccoli centri.

Come già anticipato il totale non restituisce il 100% perché sono esclusi dal ragionamento tutti quei libri ambientati a metà strada, oppure in entrambe le realtà, o ancora i libri senza un’ambientazione definita come può capire nelle raccolte di racconti dove lo sfondo resta piuttosto vago.

Mettendo insieme tutti i risultati possiamo notare che in realtà ambientare un libro in città o in un paesino non è una discriminante per rendere la storia più stregabile. Per di più, nel corso dei decenni, non si evidenzia nessuna tendenza che ha portato a preferire prima un tipo di libri e poi degli altri. La distribuzione dei vincitori è piuttosto omogenea. 

Centro o periferia?

Questo round è ancora più equilibrato, con circa il 20% per entrambi: 21,62% per il centro e 20,27% per la periferia. Niente di interessante? In realtà c’è qualcosa, segnaliamo due anomalie. La distribuzione infatti è molto omogenea tranne in due periodi: tra il ’69 e il ’78 la periferia si è aggiudicata ben 5 punti, mentre tra il 2000 e il 2020 soltanto 4 punti. 

Per un periodo pare che il Premio abbia visto più di buon occhio le storie ambientate in periferia, un po’ meno invece negli ultimi anni.

Mare o montagna?

Soltanto 11 libri sono stati ambientati esplicitamente al mare o in montagna, davvero pochi, uno scarso 15%, con un risultato di 6 a 5 in favore del primo. Ambientarli in questi luoghi non sembra una scelta molto furba per chi volesse aggiudicarsi lo Strega, ma c’è un però: almeno una volta ogni decennio il vincitore porta i suoi protagonisti sulle spiagge o in alta quota. 

In più evidenziamo che dal ’57 al ’71 compare soltanto il mare, mentre la montagna che si è aggiudicata il Premio con Cognetti nel 2017 mancava dal gradino più alto del podio dal ’81 con il monastero sugli appennini di Umberto Eco.

Luoghi reali o immaginari?

Ci siamo chiesti se è vero che in Italia si preferiscono i libri ambientati in luoghi reali, o se almeno  fosse vero per il Premio Strega. I risultati hanno confermato le aspettative: nel 49% dei casi vince il reale contro un 17,5% dei luoghi immaginari. È anche vero che circa nel 30% dei libri non viene specificato si tratti di luoghi reali o immaginari, mentre in ben 5 occasioni i luoghi prendono ispirazione da luoghi reali, ma vengono trasformati e adattati dalle esigenze dell’autore. 

Finita qui? Non del tutto e vogliamo spezzare una lancia in favore dell’immaginazione: tra il ’70 e il ’75 ben 4 vincitori hanno ambientato le loro storie in luoghi di fantasia e una tendenza simile la troviamo tra il 1988 e il 1995 con 5 vittorie per l’immaginazione. In questi due periodi si concentrano 9 delle 13 vittorie totali per i luoghi immaginari, è un caso?

E negli ultimi anni? Una vittoria schiacciante della realtà. Dal ’97 a oggi, esclusi i casi di Siti e Ammaniti dove i luoghi prendono palesemente spunto dalla realtà ma non sono reali nel senso stretto del termine, troviamo soltanto romanzi ambientati nel reale. Non pare esserci storia. Volete scrivere il prossimo romanzo vincitore? Prendete nota, allora.

Un luogo o tanti luoghi?

Analizzando i dati abbiamo notato che molti romanzi vincitori venivano ambientati in più luoghi, attraversando spesso la penisola in lungo e largo, ma la realtà dei dati ci ha smentito almeno in parte. È un testa a testa: 43% per le storie ambientate in un solo luogo e 40% per quelle ambientate in tanti luoghi. Si escludono ancora una volta i racconti o le storie in cui l’ambientazione non è definita e ha reso impossibile definirne l’unicità o la pluralità. 

Volendo estrapolare una tendenza, sebbene negli ultimi anni vincano maggiormente storie ambientate in un solo luogo, dalla prima edizione dello Strega fino a quella del ’66, praticamente per un ventennio, le preferenze erano ribaltate: ad aggiudicarsi il Premio con maggiore frequenza erano libri ambientati in due o più luoghi.

Italia o Estero?

Se avessimo dovuto giudicare le preferenze del Premio il giorno dopo la vittoria di Flaiano avremmo detto: lo Strega è un premio che preferisce le storie ambientate all’estero. In realtà soltanto 9 volte su 74 edizioni ad aggiudicarsi il premio sono stati libri non ambientati in Italia, nonostante l’illusione della vittoria di Tempo di uccidere. L’Africa è tornata nel 2005 con l’Algeria del Viaggiatore Notturno di Maggiani.

Il periodo più fortunato per l’estero lo ritroviamo tra il ’96 e il 2005 con addirittura 4 vittorie per il resto l’Italia si aggiudica le altre edizioni con uno schiacciante 67% contro un misero 12%. 

Luoghi nel titolo?

Quest’anno la dozzina presenta diversi titoli con nomi di luoghi o città in copertina e ci è sembrato un dato interessante da rilevare: c’avreste mai scommesso che ben 17 vincitori hanno scelto un luogo nel titolo del loro romanzo? Strada e fiume tornano due volte a testa, ci sono Capri e Roma, le case, le ville, le isole. Insomma non è una particolarità così rara.

Sia nel biennio ’71/’72 sia in quello ’81/’82 si sono aggiudicati il premio dei libri con un luogo nel titolo: La spiaggia d’oro e Paese d’ombre, poi La strada per Roma e Nottetempo, casa per casa. Peccato per il biennio 2001/02 perché abbiamo avuto soltanto un vincitore, Starnone con Via Gemito. Sarebbe stato bello ripetersi ancora nei primi due anni di un nuovo decennio.

L’ultima doppietta è molto recente: nel 2016 ha vinto La scuola Cattolica e nel 2017 è toccato a Le Otto Montagne. 17 punti, ma addirittura tre doppiette. Non è assolutamente un pessimo risultato. Quest’anno come andrà? Siamo davvero curiosi.

Il luogo di nascita dell’autore combacia con l’ambientazione?

Ogni scrittore racconta di ciò che conosce, questa è una massima universalmente riconosciuta. Ma è veramente così? E soprattutto vale anche per i luoghi? Abbiamo voluto verificare se i vincitori dello Strega avessero ambientato il proprio romanzo nelle stesse città/zone in cui sono nati. La risposta? Sì, ma neanche troppo. 36,5 % per il sì e 44% per il no, quindi in realtà non è così comune che il romanzo vincitore dello Strega sia ambientato nei luoghi d’origine degli autori stessi.

Una distribuzione piuttosto omogenea se escludiamo due periodi: tra il ’48 e il ’55 con un en plein per i sì e tra il 2002 e il 2007 per quanto riguarda i no.  Negli ultimi anni invece si alternano brevi momenti in cui i luoghi combaciano e altri nei quali la storia dell’autore e dei suoi luoghi passa in secondo piano.

Si viaggia nei libri?

Eravamo alla ricerca di libri in viaggio, non propriamente dei libri di viaggio, e non credevamo di trovarne così tanti: il 35% dei vincitori fa muovere i suoi personaggi in più luoghi, seguendo un vero e proprio itinerario, la maggior parte delle volte tutto italiano, ma non mancano voli intercontinentali, viaggi oltre i confini. Nel 50% dei casi, invece, i personaggi sono statici e non cambiano mai location. 

Il restante 15% è composto dalle raccolte di racconti che ancora una volta rendono impossibile una valutazione specifica in questo senso. 

Il tempo è un luogo che abbiamo visitato già

Non volevamo concludere la nostra analisi senza considerare anche il fattore tempo. Spazio e tempo sono strettamente connessi e allora anche gli anni o le epoche in cui è ambientata una storia rientrano nei dati che abbiamo raccolto. Ci siamo posti due domande: quanti libri sono ambientati nel contemporaneo e quanti attraversano più epoche nel corso delle pagine?

Inaspettatamente circa il 49% è ambientato almeno 10 anni prima della data di pubblicazione, con una certa fascinazione per gli anni a cavallo tra la IIa Guerra Mondiale e il dopoguerra. Soltanto il 22% invece è ambientato negli stessi anni in cui viene scritto.  Tra l’edizione del 1980 e quella del 1999, escluse rare eccezioni, i romanzi sono ambientati sempre nel passato. 

E quanti sono quelli che ci attraversano almeno 50 anni di storia? Considerando che vi sono ben 8 biografie, un’autobiografia e alcuni testi parzialmente autobiografici, non ci sorprende che un buon 25,6% dei romanzi presenti un viaggio non nei luoghi, ma nel tempo. Il 41,9% invece è ambientato in un range che va da una sola notte a pochi anni. La distribuzione di questi dati appare molto casuale e non vi sono sostanziali differenze tra un decennio e l’altro.

Anche quest’anno collaboreremo con Strega OFF e proporremo dei contenuti in esclusiva. Aspettiamo di scoprire la nuova cinquina e di regalarvi curiosità su titoli che si contenderanno la finalissima della 75esima edizione del Premio più gettonato e studiato d’Italia.

Nelle puntate precedenti di Operazione Strega:

Prima puntata

Seconda puntata

Terza puntata

Lo Strega Calculator

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