Operazione Strega.

DEFINITIVA

dalla bizzarra collaborazione tra Francesco Spiedo e Modestina Cedola

Ci siamo messi in un bel casino

Non bisognerebbe mai commentare i post su Facebook, lo sanno tutti. Si inizia per scherzo, ci si prende in giro e dopo neanche due ore ti ritrovi immerso fino al collo tra dati, numeri, nomi. Non volevamo che andasse così, ma oramai è troppo tardi per tirarsene fuori: ci siamo incastrati da soli. In cosa? Ma nella segretissima Operazione Strega, è chiaro.

Non ne avete mai sentito parlare? Mi sembra logico, era un progetto segretissimo e potenzialmente pericoloso: ci siamo giocati diottrie, sanità mentale, qualche collegamento sinaptico e non ci sembrava il caso di coinvolgere degli innocenti. Con i libri non si scherza, con i candidati allo Strega ancora meno.

Probabilmente conoscete il nome del primo vincitore, Ennio Flaiano nato a Pescara ma cresciuto e formatosi artisticamente a Roma; ma sapevate che solo due abruzzesi hanno mai vinto il premio? Dopo Flaiano è toccato a Pomilio nell’edizione del 1983, dopo ben 36 anni, poi il buio cosmico. E che l’anno scorso, altri 36 anni dopo la vittoria di Pompilio, la regione non contava neppure un rappresentante tra i dodici finalisti? Niente paura, non lo sapevamo neanche noi, anche se, a pensarci, 1947, 1983 e 2019 sarebbe stata una tripletta storica. Ma lo sapevate vero che Roma è una città incredibilmente fortunata per chi partecipa al Premio? Anzi, che tutto il centro Italia, in una strana corsa campestre, vede la quasi totalità dei suoi rappresentanti essere nati tra la capitale e le zone limitrofe? No, no e ancora no. Sono informazioni, diciamocelo in tutta franchezza, per le quali nessuno di noi avrebbe mai perso tempo e salute per andarle a recuperare, ma che, una volta pronte e apparecchiate fanno gola. Grazie, abbiamo fatto il lavoro sporco per voi, non c’è bisogno di ringraziare: ci siamo immolati con gioia.

Per questo abbiamo scelto, in un’operazione nata per gioco e finita male, a tratti malissimo, di infilarci tra i dati rintracciabili in rete e creare un gigantesco database informativo. Abbiamo combattuto con informazioni mancanti, con autori scomparsi nel nulla, con gli OPAC delle Biblioteche, i siti web delle più piccole Pro.lo.co d’Italia, ci siamo messi sulle tracce di scrittori, editori e libri. Perché? Perché soffriamo di disturbi ossessivo compulsivi, sicuramente, perché i mesi di lockdown sono stati lunghi, solitari e le voci durante la notte ci sussurravano di continuare, e sopratutto perché volevamo trovare risposte diverse, e anche porre domande nuove, sul premio più chiacchierato d’Italia. E perché non stiamo tanto bene con la testa, ma forse l’avevamo già scritto.

Ma cosa c’è in questo database? Beh, nei cento e passa fogli excel (avete capito bene, cento e passa) c’è quasi tutto quanto un collezionista di curiosità potrebbe desiderare. Abbiamo informazioni sugli editori, sugli autori, divisi per finalisti, cinquina e vincitori – il tutto da moltiplicarsi per ogni edizione del Premio. Avete idea di quanto materiale sia? Nel caso fatecelo sapere perché abbiamo deciso di non tenere più il conto: età, sesso, regione di provenienza, esordio, presenza in catalogo, numero di pubblicazioni prima di vincere il premio, editori. Ah, dimentichiamo un dato fondamentale: oroscopo, sì. Avete capito bene, i segni zodiacali in un’indagine che metterebbe in difficoltà anche il sommo Paolo Fox. Abbiamo raccolto questi dati cercando conferme, ma sopratutto smentite, su quello che normalmente è il sentito dire attorno allo Strega. Perché forse le chiacchiere di corridoio dicono il vero, ma numeri alla mano non si rischiano denunce penali. E soprattutto, avete mai dato un’occhiata alle prime edizioni? Il fior fiore dell’editoria italiana, i più grandi editori, i migliori e più apprezzati scrittori. Pavese, Moravia, Calvino sono i nomi delle primissime edizioni, ma cos’altro hanno in comune? Ben tre partecipazioni a testa, ma lo sapevate che il povero Italo non si è mai aggiudicato il premio? Un quarto posto (ed. ’52 a soli 29 anni), un terzo (nel ’60) e un secondo nella sua ultima presenza nel 1966. Avrebbero potuto dargliene uno alla carriera, ma nell’anno della sua dipartita ha vinto Carlo Sgorlon* con Le armate dei fiumi sperduti. Evitiamo commenti sui fiumi sperduti, ma speriamo siano stati quanto meno ritrovati.

Moravia e Pavese sì, Calvino no e potremmo continuare. Ma pensiamo per un momento agli editori della prima edizione, lo sapevate che sono tutti ancora in attività? E che, a discapito di quanto sarebbe successo nelle edizioni successive, vi erano rappresentate ben 11 regioni? No, e allora non vi resta che seguirci in questo lungo viaggio targato Strega.

Vorremmo accompagnarvi in una lunga panoramica delle 73 edizioni + 1 del premio, osservando e tirando fuori qualche dato interessante al di là delle trame di potere, lotte intestine, movimenti politici, compravendita di voti e, perché no, infiltrazioni mafiose. Il Premio Strega ha da sempre suscitato le manie complottistiche di un popolo amante della chiacchiera, dell’inciucio, come se fosse uno dei principi repubblicani insiti nel nostro DNA. Un contesto affascinante, con quasi ottant’anni di storia, che ha visto confrontarsi i più grandi intellettuali, i migliori scrittori, ottimi romanzieri e fenomeni durati il tempo di un’estate. Ma era possibile cavare fuori dal buco qualche ragno nuovo e inaspettato? Beh, la risposta è sì. Torniamo a scomodare il buon Flaiano. Lo sapevate che la sua vittoria può essere considerata un’eccezione alla regola stessa dello Strega? Per età, provenienza geografica, editore di appartenenza – senza considerare il suo essere un esordiente – Flaiano rappresenta l’inizio e la variabile impazzita del Premio. Non è curioso? È come se, a dispetto di tutto, già nel momento della sua prima magia lo Strega abbia voluto mettere in chiaro qualcosa: forse è possibile trovare uno schema, leggere attraverso le righe e indovinare il vincitore, ma esiste un’incognita che difficilmente può essere inquadrata. Le storie. Sono sempre le storie, in un modo o nell’altro, vuoi per contesto sociale, momento storico, a fare la differenza. Perché Flaiano, a discapito della sua successiva eccezionalità, vinse con più del 60% dei voti.

Ma allora quanto possiamo spingerci nello scoprire i segreti e le leggi invisibili? Dipende da quanto avremo voglia di impazzire. Allora forse è meglio pensare di divertirci, scoprendo insieme qualche curiosità: lo Strega è un premio di libroni di 500 pagine o sono avvantaggiati libri più snelli? È vero che chi vince lo Strega è destinato a grandi vendite e imperitura memoria? Ma soprattutto, si vince solo con i romanzi?

Per queste e altre domande ci diamo appuntamento alla prossima puntata.

Non date i numeri, mi raccomando.

* N.d.r. Non ce ne vogliano gli amanti di Sgarlon di cui riconosciamo i meriti letterari – e la vittoria di un’infinità di premi letterari – ma quella di Calvino è una ferita aperta. A tratti quasi personale.

5 pensieri su “Operazione Strega.

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